Turismo nel Piacentino, -8% di presenze mentre gli arrivi registrano un +6%

Il turismo in provincia di Piacenza nel 2015 sulla base della rilevazione effettuata dagli uffici dell’amministrazione provinciale

Sono stati presentati in anteprima su Piacenz@economia (www.piacenzaeconomia.it) i dati (provvisori) relativi ai flussi turistici in provincia di Piacenza nell’anno 2015, sulla base della rilevazione effettuata dagli uffici dell’Amministrazione provinciale e successivamente trasmessa a ISTAT. Maggiori approfondimenti saranno pubblicati nel prossimo numero di giugno del rapporto congiunturale, con l’analisi anche delle strutture ricettive.

Piacenzaeconomia presenta in anteprima i dati (provvisori) relativi ai flussi turistici in provincia di Piacenza nell’anno 2015, sulla base della rilevazione effettuata dagli uffici dell’Amministrazione provinciale e successivamente trasmessa a ISTAT. Maggiori approfondimenti saranno pubblicati nel prossimo numero di giugno del rapporto congiunturale, con l’analisi anche delle strutture ricettive. Nel 2015, nel complesso degli esercizi ricettivi, le presenze sono state 444.944, in calo rispetto al 2014 dell’ 8,0%, gli arrivi si sono attestati a 222.138, in aumento sull’anno precedente del 6%, mentre la permanenza media è scesa da 2,3 a 2 notti (-13,1%).

L’analisi dell’andamento mensile evidenzia una concentrazione delle presenze 2015 nei mesi di Luglio, Agosto, Settembre e Ottobre, pari al 43% del totale. Per quanto riguarda invece la dinamica 2015/14, questa è risultata particolarmente negativa soprattutto tra aprile e agosto, con variazioni comprese tra -11 e -23 per cento, al contrario dell’ultimo trimestre ottobre-dicembre che appare nel complesso caratterizzato da un sensibile recupero (+ 10% in media; meglio ancora gli arrivi, +31% sia per gli italiani che per gli stranieri).

Negli esercizi alberghieri sono stati rilevati 182.770 arrivi e 305.302 presenze (il 69% del totale), i primi in crescita sul 2014 del 5,1%, le seconde invece in diminuzione dell’ 1,5%; la permanenza media cala da 1,8 a 1,7 notti (– 6,3%). Negli esercizi extra-alberghieri si sono invece registrati 39.368 arrivi, in sensibile aumento rispetto all'anno precedente (+10,5%), a cui però non ha corrisposto un analogo andamento delle presenze, che si sono invece notevolmente ridotte (-19,5%), attestandosi a 139.642, con una conseguente forte contrazione della permanenza media (da 4,9 a 3,6 notti, -27,1%).

Le presenze extra-alberghiere (31% in media), si sono concentrate particolarmente nei mesi di luglio e soprattutto agosto, quando sono arrivate ad incidere fino al 55% del totale. Analizzando i dati per nazionalità, le presenze dei residenti in Italia – 288.810, il 65% – sono risultate in calo del 5,4% sul 2014; le presenze straniere – pari a 156.134, il 35% - sono invece diminuite ad un ritmo maggiore, del 12,4%.

Queste ultime rappresentano, nel caso degli alberghi (124.241) una quota del 41% del totale (immutata rispetto al 2014), mentre nel caso degli esercizi extra-alberghieri (31.893) l’incidenza è stata del 23% (in deciso calo, un anno prima era il 29%). La distribuzione mensile delle presenze per nazionalità mostra inoltre come il maggior afflusso turistico di stranieri si verifichi tra maggio e ottobre.

A livello territoriale, i movimenti turistici – sia per motivi di lavoro che per vacanza - si sono concentrati nel 2015 per la metà nel capoluogo Piacenza (117.500 arrivi e 221.300 presenze), seguono quindi la Cintura (16 % delle presenze), la Val d’Arda e la Val Tidone (9% circa ciascuna), la Val Trebbia (7%), la Val Nure (6%) e la Bassa Val d’Arda (4%). Rispetto al 2014, hanno conosciuto un’evoluzione positiva gli arrivi nel capoluogo (+11%), e ancor di più nella Cintura, nella Bassa Val d’Arda e nella Val d’Arda (tutti con incrementi superiori al 20%); per quanto riguarda le presenze (ricordiamo che il calo medio provinciale è dell’8%), va sottolineata soprattutto la forte riduzione registrata in Val Nure (-45%, dovuto in particolare alla chiusura di un esercizio extra-alberghiero, l’Ostello “Casa Montagna” di Ferriere che organizzava soggiorni estivi e scambi culturali con ragazzi dell’Europa dell’Est), ma anche le diminuzioni in Val Trebbia (-19%) e in Val Tidone (-24%); il calo dell’8% a Piacenza “vale” invece da solo circa 20.000 presenze in meno. Solo nella Cintura, nella Bassa Val d’Arda e in Val d’Arda le presenze sono aumentate rispetto all’anno precedente.

I dati a livello comunale (c’è la graduatoria dei primi comuni piacentini per presenze/arrivi nel 2015 e variazione rispetto al 2014) consentono in particolare di osservare che : - in Val Trebbia, se Bobbio cede oltre il 60% delle presenze, Coli contiene invece la flessione entro il 6%; andamento opposto a Rivergaro, dove le presenze raddoppiano abbondantemente; - in Val Nure, Ferriere – per i motivi indicati poco sopra - segna una flessione delle presenze addirittura dell’ 82% (-18.000), mentre registra una certa tenuta Farini (-1,6%); - in Val d’Arda, Vernasca sperimenta una crescita molto forte sia degli arrivi (quasi triplicati), che delle presenze (+140%).

Il report della Provincia-2

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