Ubriaca finisce con l’auto nel fosso, assolta: «Non era stata informata di aver diritto a un’assistenza legale»

Una 22enne neopatentata accusata di guida in stato di ebbrezza: aveva un tasso di alcolimetria doppio di quello consentito. I carabinieri l’avevano accompagnata in ospedale per il prelievo di sangue

Immagine di repertorio

Era stata trovata ubriaca nella propria auto, finita in un canale. I carabinieri l’avevano accompagnata in ospedale per il prelievo di sangue e il risultato era stato che il livello era di 1,2 grammo per litro (la legge ammette 0,5 gr/litro). Per la giovane era scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza. Il 16 maggio, però, la giovane automobilista, neopatentata, è stata assolta "perché il fatto non sussiste" cioè con la formula piena. Il giudice Laura Pietrasanta, infatti, ha accolto la richiesta di assoluzione del difensore della 22enne, l’avvocato Marco Malvicini, e non quella di condanna del pm Sara Macchetta che aveva chiesto sei mesi e 2mila euro di ammenda. Il fatto era avvenuto nel marzo del 2017, lungo la strada fra San Giorgio e Carpaneto.

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malvicini marco-2 La giovane piacentina aveva bevuto e, perdendo il controllo della vettura, era finita in un fosso a lato della strada. I carabinieri erano intervenuti e l’avevano invitata a fare il prelievo ematico in ospedale per stabilire il tasso di alcol nel sangue. Lei aveva accettato. La difesa, però, ha dimostrato che la ragazza non era stata informata del suo diritto di farsi assistere da un difensore prima del prelievo. Alla ragazza - a cui era stata contestata anche l’aggravante dell’incidente, sarebbe potuta andare peggio, se fosse stata condannata, infatti le sarebbe stata revocata la patente, avrebbe auvuto una pena aumentata e non avrebbe potuto accedere alla messa alla prova perché neopatentata.

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