Uccise la moglie a coltellate, rinviato a giudizio

Delitto in via Dante. L’albanese Mehmeti accusato di omicidio volontario e maltrattamenti in famiglia. Ha scelto il rito abbreviato. A trovare la madre a terra nel sangue era stato il figlio 17enne: una tragedia che non potrà mai dimenticare. Il giudice accetta la costituzione di parte civile di familiari e Comune

Le forze dell'ordine sul posto

E’ stato rinviato a giudizio l’uomo accusato di aver ucciso la moglie a coltellate. Xhevdet Mehmeti, albanese 57enne, sarà processato a febbraio con il rito abbreviato (che permette lo sconto di un terzo della pena). Dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato e maltrattamenti in famiglia.

Mehmeti, nella abitazione in viale Dante aveva accoltellato la moglie, Elca Terezi, romena di 52 anni, il 27 maggio dello scorso anno. La tragedia era avvenuta durante l'ennesima lite. A trovare, e cercare di soccorrere, la madre a terra nel sangue, era stato il figlio 17enne (c’è anche un altro figlio), che durante lo screzio fra i genitori era rimasto chiuso nella propria camera. Uno choc che il giovane porterà sempre con sé. Attualmente, i due ragazzi sono in carico ai Servizi sociali. Il Comune ha ottenuto un contributo dalla Fondazione Emiliano-Romagnola istituita per dare sostegno alle vittime di crimini dolosi di particolare gravità. Il 10 gennaio, davanti al giudice per le indagini preliminari, Gianandrea Bussi, pm Antonio Colonna, l’uomo, assistito dall’avvocato Angelo Rovegno, è stato rinviato a giudizio e ha scelto il rito abbreviato. Nella stessa udienza, il giudice ha accolto la costituzione di parte civile dei figli e di altri familiari oltre che del Comune di Piacenza. Il difensore ha chiesto che il rito abbreviato venga condizionato all’acquisizione di alcuni documenti.

rovegno avvocato-2Almeno tre le ferite inferte con un coltello. Secondo la ricostruzione degli inquirenti dei carabinieri, quel maledetto giorno, la donna era al telefono con il fratello e si lamentava dal comportamento del marito. Lui era davanti a lei. le prese il telefono per cercare di convincere il fratello a calmarla. La donna avrebbe prima strappato il telefono di mano al marito, poi avrebbe rotto alcuni oggetti, rovesciato dell'acqua e strattonato il marito. I due erano finiti a terra. Il marito avrebbe afferrato un coltello a colpito la moglie. La difesa aveva detto che l’uomo era spesso bersagliato dalla donna a causa di incomprensioni e presunti tradimenti, che lui aveva sempre negato. «Da oggi la mia vita è finita» aveva detto al pm e ai carabinieri che lo avevano interrogato.

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