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Alla pinacoteca di Palazzo Farnese un nuovo dipinto donato dall'Asl

Dell'opera si era persa traccia. Era in un ufficio di un immobile dell'Asl che lo ha donato alla pinacoteca di Palazzo Farnese. E' stata realizzata dal pittore Brescianino e rappresenta una scena di battaglia

Redazione 22 giugno 2012

Si è svolta alla Pinacoteca di Palazzo Farnese la cerimonia per la presentazione del dipinto del pittore Brescianino dal titolo “Scene di battaglia”. L’opera, recentemente rinvenuta in un immobile di proprietà dell'Ausl di Piacenza (l'ex hotel San Marco) è stata depositata, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Storico Artistici e Etnoantropologici di Parma e Piacenza, presso la Pinacoteca di Palazzo Farnese, nella sala dedicata ai pittori di corte Ilario Spolverini e Brescianino delle Battaglie. Erano presenti il sindaco Paolo Dosi con l'assessore alla Cultura Tiziana Albasi, il direttore generale dell’Ausl di Piacenza Andrea Bianchi, Maria Teresa Palla, referente del progetto dell'Ausl per la valorizzazione dei beni culturali e Angelo Loda della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici di Parma e Piacenza.

«Questo dipinto fa parte di una serie famosissima di opere chiamate i "Fasti Farnesiani" - ha spiegato Loda -  una serie di dipinti di grandissimi artisti che nel '700 passarono dai domini Farnesiani a Napoli, e in parte ritornarono a Parma e Piacenza nel '900 sulla spina di un gruppo di intellettuali locali che ottennero la restituzione di gran parte degli arredi Farnesiani. In quegli anni il museo civico non era ancora costruito a Piacenza, quindi una parte di questi beni venne dislocata in varie collocazioni». 

«Il pittore è Francesco Monti detto il Brescianino - ha detto ancora l'esperto - specialista in battaglie, e di quest'opera si era persa ogni traccia. Rappresenta una scena di battaglia, probabilmente un soggetto biblico; si tratta di un pittore dallo stile barocco tra i più importanti interpreti di questo tipo di soggetti tra il '600 e il '700. Si tratta di un'opera ben conservata che ha mantenuto intatti i i valori di colore e di pittura. Siamo grati per questo ulteriore tassello che si aggiunge al ciclo già presente a Palazzo Farnese».

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«Un gesto opportuno e dovuto». Così il direttore generale dell'Asl ha definito la cessione dell'opera ai musei: «Quando abbiamo avuto la certezza, al termine di un lungo percorso, che questo dipinto era destinato al museo civico fin dagli inizi del novecento - ha spiegato Bianchi - abbiamo ritenuto ovvio e doveroso restituirlo alla comunità piacentina. Era all'ex Hotel San Marco dove c'era la medicina del lavoro».

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