Festival della Cultura della Libertà: 350 le persone accreditate. L'evento tornerà a gennaio 2018

Un bilancio della prima edizione che si è svolta a Palazzo Galli

FOTO CARLO MISTRALETTI

Concludiamo i nostri servizi sul Festival della Cultura della Libertà, svolto a Palazzo Galli della Banca di Piacenza, nell’ambito del quale è stato contrapposto al pensiero unico (nazionale e internazionale) quello liberale che chiede più libertà e meno Stato, accennando ad alcune risposte alle domande poste nelle sessioni moderate da Filippo Merli: “Libertà vs. uguaglianza. Attualità di un conflitto di antica data” e "L'ecologismo radicale. Una minaccia contro l'uomo?"

- D -. Da dove ha origine il conflitto da libertà e uguaglianza?

Raimondo Cubeddu, ordinario di filosofia della politica all'Università di Pisa: «E' un conflitto che dura da lungo tempo. Anche se la contrapposizione tra libertà e uguaglianza non caratterizzava la filosofia politica classica, ma riguarda più l'epoca moderna, con la nascita del liberalismo, per certi versi connessa al problema della naturale diseguaglianza degli uomini attraverso l'invenzione dei diritti naturali».

Eugenio Somaini, economista, già ordinario dell'Università di Parma: «Il tema dell'uguaglianza, per i liberali, è complicato da affrontare. Ogni volta che si vuole criticare una certa situazione, si dice che sono cresciute le ineguaglianze. L'uguaglianza presuppone un punto di vista superiore, a cominciare dall'uguale considerazione, ovvero l'uguaglianza di base».

-D - Quanti sono, oggi, gli ecologisti radicali?

Guglielmo Piombini, libraio e saggista: «Secondo recenti sondaggi, le tematiche catastrofiste degli ambientalisti non hanno più quella presa sul pubblico che avevano un tempo. A livello mondiale è stato chiesto quali siano i guai maggiori che assillano l'umanità. Ebbene, il surriscaldamento globale, che grazie alla spinta dei progressisti era sempre nelle prime posizioni, è crollato in fondo a questa speciale classifica, superato dalla crisi economica e dal terrorismo».

Roberto Festa, filosofo della scienza: «Personalmente, sono meno ottimista. C'è un nucleo ancora persistente che ha l'acronimo di Movimento per l'estinzione umana volontaria che, nonostante sia composto da pochissime persone, esiste tutt'oggi. Il movimento ambientalista non è solo un movimento, ma è un sistema di idee che si può incarnare in vari soggetti».

Nelle ottava e nona sezione pomeridiane coordinate da Antonino Coppolino, presidente Associazione Luigi Einaudi Piacenza, si sono susseguiti i temi “Libri e libertà”, trattata da Gianluca Barbera romanziere ed editore, Aldo Canovari editor e Florindo Rubbettino , editore e “Le libertà individuali e la crisi dell’Occidente” con Luigi Marco Bassani, professore e stico delle dottrine politiche, professore e sociologo, Sergio Belardinelli professore e sociologo, Daniele Velo Dalbrenta, professore e filosofo del Diritto.

I loro interventi, come quelli di tutti gli altri relatori del Festival, possono essere visti e ascoltati collegandosi con il link di Radio Radicale:

" Liberi di scegliere. Festival della cultura della libertà "

SINTESI DALLA CONCLUSIONE DELL’AVV. CORRADO SFORZA FOGLIANI

“Credo che questo festival segni un punto importante, quanto meno di riferimento, per la cultura della libertà.  Lo abbiamo concepito in Confedilizia, della quale abbiamo qui il presidente Spaziani. L’abbiamo poi esposto al direttore del Foglio Cerasa, che entusiasticamente ha accettato, fornendoci una preziosa collaborazione.  Ma questo Festival non si sarebbe fatto se non ci fosse stato Carlo Lottieri, che è stato l’anima scientifica – e non solo - di questo percorso, tracciandolo con grande passione, pari solo alla sua cultura liberale”.

Sforza Fogliani ha quindi ringraziato i relatori e i partecipanti, che sono stati numerosissimi (molti da fuori provincia), e tutti coloro che si sono dedicati all’organizzazione. Prima di tutto l'Associazione Einaudi dei liberali piacentini che compie venticinque anni di vita essendosi costituita nel 1992, e che è tuttora nella sede storica (presentata rinnovata in via Cittadella 39, in una pausa del Festival) e dove si sono combattute tante battaglie politiche e amministrative. In questa sede, con un gruppo di giovani e meno giovani che si sono materialmente e manualmente dedicati a un’attività di ristrutturazione, è stato allestito un piccolo “museo storico”, con fotografie ancora di venti/trent'anni fa, che ricordano l’apporto che la cultura della libertà, con il Partito Liberale, ha dato alla comunità nel secondo dopoguerra.

Durante il Festival, ha evidenziato l’avv. Sforza Fogliani, abbiamo sentito - come era logico, in casa di liberali - anche idee diverse, specie sul presidente Trump e sui suoi primi provvedimenti: però, tutti hanno valutato che cosa abbia significato la sua elezione e cioè la rottura di quello che è il pensiero unico internazionale. Vedremo i fatti, li valuteremo in autonomia, non più condizionati dall’informazione dei quotidiani tradizionali, libera come è la gente di informarsi con quello strumento di libertà che è il Web.

Tra i valori usciti dal Festival la necessità di agire contro la visione di uno stato orientato all’iperfiscalismo, che ammazza l’imprenditoria e chi chiede solo di portare avanti le proprie iniziative. La spesa pubblica non può più essere sostenuta nei termini attuali. Occorre, invece, una fiscalità rispettosa della persona umana, e dei frutti del suo lavoro, e senza espropriarglieli in modo così assoluto.

L’avv. Sforza ha accennato anche alle celebrazioni della Giornata della Memoria, rilevando come i giovani studenti siano condotti da “cattivi maestri” a vedere solo una parte dei crimini di guerra commessi, trascurando sistematicamente altri eccidi come quello degli italiani in Crimea, ma che ora, grazie anche al sostegno di Assopopolari (che finanzia le ricerche di tre studiosi in Kazakistan), stanno uscendo nella loro tragica dimensione, fornendo una verità che finora invece era tenuta deliberatamente nascosta.

In questi giorni del nostro festival – ha concluso -, abbiamo fatto un’attività di rigenerazione anche del nostro morale e soprattutto delle nostre conoscenze: gli aironi stilizzati che caratterizzano il simbolo del nostro festival torneranno a volare l’ultimo sabato e l'ultima domenica di gennaio del prossimo anno.

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