L’Urtiga al giro di boa del quinto anno presenta 37 contributi

Pubblicata anche la riedizione de "La fonetica del dialetto di Piacenza", saggio del 189O di Egidio Gorra

L'Urtiga, quaderni di cultura piacentina diretto da Ippolito Negri ed edito dalla Lir di Romano Gobbi, ha  festeggiato il traguardo del suo quinto anno presentando il 15esimo fascicolo nella sede dell'Archivio di Stato di Piacenza con interventi di Enzo Latronico, Andrea Bergonzi e Negri il quale ha proposto la rivista anche come strumento che  permette di "richiamare alla memoria persone, fatti o cose che la nostra vita frenetica ha sommerso sotto cumuli di modernità, e di dare sapore alle nostre cose, alle cose del nostro territorio, spesso sottovalutate perché nostre, perché troppo vicine a noi e quindi degne di scarso interesse.

I contributi di studiosi e appassionati che danno corpo alle 202 pagine di questo numero sono ben 37. Inizia Marco Horak con un focus sul Guercino e sullo straordinario successo che ha accompagnato la mostra e gli eventi; sempre riferito al Guercino segue l’articolo di Corrado Sforza Fogliani “ma il Guercino aveva un fratello”, e ancora CSF illustra un prezioso acquerello dovuto al conte Giuseppe Salvatico, sottratto temporaneamente al deposito della Ricci Oddi per essere esposto nella recente mostra a Palazzo Galli-Banca di Piacenza. Valeria Poli ricorda Giorgio Fiori, “lo storico della nobiltà piacentina che metteva al primo posto la ricerca documentario condotta attraverso un rigore metodologico e una grande pazienza, concedendo la sua consulenza ai frequentatori della sala di studio dell’Archivio di Stato di Piacenza. Agnieska Maksymiuk tratta del ritratto di mons. Geremia Bonomelli dipinto da Vittorio Mtteo Corcos nel 1911; Gian Paolo Bulla richiama la guerra del 1636-31637 e i suoi danni nei possessi della Mensa Vescovile di Piacenza e Paolo Gentilotti si sofferma sulla grande lezione d’orgoglio piacentino lasciata da Romolo Moizo.

Dal teatro della Cittadella alla scuderie di Maria Luigia; di Massimo Moreni - II gemello di Firenze, di Gigi Rizzi - La storia urbana di Piacenza; le tipologie residenziali dal libero comune all'età postunitaria, di Valeria Poli - Figure di monache di rilievo del monastero di San Carlo,  di Simona Emanuelli - La parrocchia del Corpus Domini, la Chiesa apre alle nuove periferie, di Fausto Fiorentini – Il giornale di via Dogana, quando “il Progresso” animava il dibattito politico a Piacenza, di Luigi Montanari - Strenna Piacentina: duecento anni di arte, cultura e storia, di Stefano Beretta - Amedeo Guillet, quel Diavolo d'un piacentino leggendario comandante di cavalleria in Africa, di Giacomo Scaramuzza - Grande Guerra, dopo la ritirata di Caporetto disertori e fucilazioni nel Piacentino, di Ippolito Negri -The name list; il tributo del museo di Ypres e lo sforzo dell'Archivio piacentino per i caduti, di Patrizia Anselmi - Doppio giallo nella Piacenza 1917 tra spionaggio e manicomio, di Filippo Lombardi - La SAlMA, Società Macchine Agricole una eccellenza piacentina del dopoguerra, di Giovan Battista Vecchia - La crisi dell'Arbos; l'irripetibile trentennio del sindacalismo piacentino, di Gianfranco Dragoni.

Seguono, con la vignetta di Vignola e locandine pubblicitarie di varie epoche:

Nel 1923 una "Miss" per finanziare il campo sportivo di Fiorenzuola 1942” di  Augusto Bottioni – Uno schermo sempre più bianco Storia breve dei cinematografi a Piacenza di Giancarlo Andreoli - Dal villaggio di Groppo Ducale alla metropoli, di Maurizio Cordani - Acqua: il tempo passa, le tariffe crescono e ... i problemi rimangono uguali, di Cesare Zilocchi - Il leggendario disastroso collaudo della Littorina della val Nure, di Paolo Dallanoce - Streghe, stregoni e Inquisizione. Quando si andava al rogo in piazza, di Bruno Grassi - Briganti dell'800. E i piacentini si fecero cattiva fama, di Domenico Antro - Giustizia fai da te e condanne esemplari nella Bobbio del XVI secolo, di Carmen Artocchini -  La Fonetica del dialetto di Piacenza di Egidio Gorra, a cura di Andrea Bergonzi - Stemmi comunali del Piacentino: Agazzano, di Sandro Ballerini - Origine di alcuni lemmi del dialetto dell'alta val Nure a confronto col piacentino, di Claudio Gallini - Andum a fa un gir in Stra alva anni '50, di AIfredo Lamberti – Cucine popolari delle valli Nure e Arda, di Bruno Missieri - Meridiane e tempo pubblico di Mario Gioia – Nuovi abitatori delle nostre campagna di Giovanni Pacella e l’architetto si confessa e nasce un romanziere esordiente di Sergio Signorini.

Abbinato alla pubblicazione "La fonetica del dialetto di Piacenza", riedizione di un saggio del 1890 di Egidio Gorra curato da Andrea Bergonzi e dedicato alla memoria di Lugi Paraboschi, ideatore e fondatore della testata, che presenteremo nel blog “Libri piacentini”.

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