A chef to chef, nel ghota della gastronomia regionale, brillano anche le stelle del firmamento piacentino

A Polesine Parmense con Filippo Chiappini Dattilo, Claudio Cesena, Isa Mazzocchi e Daniele Repetti, ha partecipato anche il Consorzio salumi Dop piacentini ed il Mulino Dallagiovanna

Chef to Chef – Emiliaromagnacuochi, il ristretto gruppo che riunisce i maestri della cucina e i gourmet della regione, si è ritrovato oggi, nella splendida cornice dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense, il relais nato dalla geniale intuizione di Massimo Spigaroli, il re del culatello, tanto famoso che li stagiona, tanto per citarne uno dei clienti più famosi, anche per il Principe Carlo d’Inghilterra.

In questa dovizia di eccelso gusto, in questo trionfo per le papille gustative, il meglio del meglio della produzione del territorio emiliano- romagnolo, ammannito per l’intera giornata a tutti i fortunati che hanno programmato una visita a questa terza edizione sponsorizzata dalla Regione Emilia- Romagna e dal Consorzio del Parmigiano- Reggiano.

In questa apoteosi di chef stellati nel cui firmamento brilla l'Osteria Francescana di Massimo Bottura a Modena, tre stelle Michelin, che è stata proclamata fra i 3 migliori locali del globo (sempre Bottura si è aggiudicato il Nobel per l'haute cusine, il White Guide Global Gastronomy Award 2014.), non potevano mancare gli chef piacentini, ovvero Filippo Chiappini Dattilo, Claudio Cesena, Isa Mazzocchi e Daniele Repetti che, come molti altri chef hanno proposto piatti utilizzando prodotti del territorio, tra cui, a sottolineare l’importanza della stagionalità in cucina, gli asparagi del Consorzio piacentino. Insomma oltre 40 chef di altissimo profilo per una cinquantina di ospiti di rilevanza internazionale che sono stati tra l’altro protagonisti di otto forum tematici.

Agli incontri, infatti oltre a diversi chef, hanno preso parte importanti rappresentanti delle Istituzioni e addetti ai lavori, come Tiberio Rabboni, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Denis Pantini di Nomisma, Arrigo Cipriani, patron dell’Harry’s Bar di Venezia, Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia Italiana della Cucina, Giuseppe Schipano, direttore della Scuola Alberghiera di Serramazzoni, Enrico Derlflingher, presidente di Euro-Toques per l’Italia, Aldo Ziveri della Macelleria Zivieri di Monzuno, Alberto Capatti, storico della alimentazione, Savino Vurchio, direttore dell’Unione Italiana Ristoratori, Andrea Babbi, direttore generale dell’Enit e Raffaella Donati, governatore Slow Food Emilia-Romagna.

Nei forum di approfondimento, si è trattato rispettivamente della formazione professionale, dell’immagine dell’Emilia-Romagna nel mondo secondo la rivista svedese Fool, autrice di un reportage sul tema, della storia della cultura gastronomica nel ‘900, dell’enogastronomia come moda, del legame fra salute e cucina, della ricerca per un atlante dei grandi prodotti dell’Emilia-Romagna, della comunicazione nell’era del 3.0 e del futuro dell’enogastronomia come elemento di valorizzazione di un territorio.

Nell’antica corte gli straordinari e diversificati prodotti di un territorio unico al mondo (Forbes, ci ha incoronato come la regione dove si mangia meglio al mondo) tra cui ovviamente non potevano mancare alcuni straordinari prodotti piacentini. Anzitutto i salumi del Consorzio, unico in Europa a fregiarsi di tre Dop, per salame, pancetta e coppa che è stata utilizzata dallo chef del Molino Dallagiovanna di Gragnano per proporre eccellenti tagliolini con coppa ed asparago, naturalmente piacentino, con la possibilità di “annaffiare” il tutto con i vini dei colli piacentini rappresentanti per l’occasione dall’azienda “Baraccone” di Pontedellolio.

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Dunque a Centomani di questa terra, con “Salumi da Re”, primo raduno nazionale di allevatori, norcini e salumieri, è stata una grande festa, tanti partecipanti, moltissimi giovani che si stanno appassionando alla straordinaria eno-gastronomia della nostra regione, con Piacenza che ancora una volta ha saputo farsi onore per la qualità dei suo prodotti che, ohimè, sono ancora troppo poco conosciuti.

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