Campagna Amica colora di giallo la Fiera Fredda di Lugagnano

Successo per l’ottava edizione della partecipazione di Campagna Amica all’appuntamento autunnale

Si è colorata di giallo per l’ottavo anno consecutivo la tradizionale Fiera Fredda di Lugagnano, con il Mercato di Campagna Amica ufficialmente inaugurato dal sindaco Jonathan Papamarenghi insieme alle altre autorità locali, durante la mattinata di domenica. Diversificato il paniere di prodotti messi a disposizione dai produttori  appartenenti alla più grande rete a livello internazionale per dimensioni e caratteristiche; dal miele al vino, dagli ortaggi ai formaggi,  dallo yogurt alle farine sino al florovivaismo. “All’interno di questa splendida cornice, ha dichiarato Adriano Fortinelli, segretario di zona,  siamo stati orgogliosi di portare il Mercato di Campagna Amica e di proseguire la sinergia con l’amministrazione comunale di Lugagnano e con le scuole che da anni ormai aderiscono al progetto educativo di Coldiretti per una sana e corretta alimentazione, segno di una rinnovata sensibilità nei confronti dei temi del chilometro zero e della stagionalità dei prodotti.” Ricco il programma di attività svolte quest’anno nel “villaggio giallo” creato da Coldiretti. Lo spazio di Coldiretti Piacenza ha ospitato i bambini della scuola dell’Infanzia della Sacra Famiglia che hanno presentato gli elaborati sul tema dell’autunno. Non è mancata la dimostrazione della frangitura delle olive realizzata dall’associazione Terre di Gropparello per tutti i visitatori del mercato e poi ancora tanta solidarietà con la vendita delle speciali t-shirt disegnate da Bulla Sport il cui ricavato è stato devoluto alle aziende agricole terremotate del centro Italia. “Centinaia sono stati i visitatori che nonostante la pioggia hanno affollano la Fiera Fredda, ha concluso Fortinelli, gustando ed acquistando il meglio della produzione locale, con origine certa, firmata dagli agricoltori che ne garantiscono la qualità. I mercati di Campagna Amica, sono la massima espressione della filiera corta, un’attività importante non solo per l’aspetto economico, ma per il significato etico e sociale che riveste per la collettività. Perché valorizzare il lavoro nei campi significa difendere il territorio e le nostre tipicità dai prodotti indistinti che arrivano sugli scaffali dei supermercati da chissà dove perché purtroppo ad  oggi, un terzo della spesa rimane anonima senza l’obbligo di indicare l’origine.” 

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