«Eliminare i Freccia Argento per Milano significa stipare ancora di più i Regionali»

Pendolari piacentini preoccupati da alcune dichiarazioni di Trenitalia: «Non vanno portati sulla linea ad Alta Velocità». L’appello alle Regioni Emilia-Romagna e Lombardia e ai consiglieri regionali

L’associazione Pendolari Piacenza torna a farsi sentire sui treni Freccia Argento che collegano Piacenza a Milano. «Esprimiamo notevole preoccupazione – spiega il presidente Mauro Braghieri - per il destino dei treni Freccia Argento sulla linea Piacenza-Milano alla scadenza della convenzione prorogata fino a gennaio 2020, a seguito delle dichiarazioni del direttore della divisione passeggeri di Trenitalia Attanasio, nel corso della presentazione dei nuovi treni FrecciaArgento a Bari ed apparse sul sito ferrovie.info. Il direttore della divisione passeggeri dichiara, infatti, come queste tipologie di treni, che saranno il collegamento tra la dorsale adriatica e Milano, gradualmente sostituiranno tutti i Frecciabianca ancora presenti e verranno instradati su linea ad Alta Velocità nella tratta Bologna - Milano. Come Associazione Pendolari Piacenza - ma ci sentiamo di dirlo a nome dei pendolari di tutte le città emiliane - vogliamo segnalare come il dottor Attanasio si dimentichi che questi treni servano una larga fetta di utenza pendolare, quella che potremmo definire "business", disposta cioè a pagare qualcosa in più per avere un collegamento più confortevole e veloce, da Modena a Piacenza diretta a Milano all'andata e al ritorno».

«Eliminare questa tipologia di treni – puntualizza Braghieri - per quanto non siano regolati dal contratto regionale di trasporto, significa togliere un servizio ai cittadini. Un servizio, quello ferroviario, che indipendentemente che sia "all'interno del contratto regionale" oppure "a mercato", resta un servizio pubblico. L'eliminazione dei treni Frecciabianca e FrecciaArgento dalla linea Bologna - Milano significa stipare i pendolari sui treni regionali. Vogliamo ricordare, altresì, che il rinnovamento del materiale rotabile in atto sulle linee regionali, con l'introduzione graduale dei treni Rock, non possa minimamente paragonarsi alla qualità di viaggio offerta da un Frecciabianca o un FrecciaArgento. Per quanto i treni Rock rappresentino un evidente miglioramento nelle linee regionali non possono soddisfare le esigenze di una parte di utenza che abitualmente lavora con il pc anche in treno (i treni Rock sono sprovvisti di tavolino di appoggio e hanno una presa di corrente ogni due posti). I treni Rock presentano, inoltre, i già più volte evidenziati problemi di capienza che rischierebbero di aggravarsi ulteriormente con l'eliminazione dei Frecciabianca/FrecciaArgento».

«Chiediamo ai consiglieri regionali e agli assessorati regionali ai trasporti di Emilia Romagna e Lombardia di farsi portatori di questa battaglia. Non è possibile subire questa "dittatura ferroviaria". Nel 2020, tra l'altro, Parma sarà la capitale italiana della cultura. Come pensiamo che manager, imprenditori possano da Milano, capitale del business, raggiungere Parma? Pensiamo forse di portarli su un treno regionale stipati in piedi? L'eliminazione dei treni Frecciabianca/FrecciaArgento rischia di avere ricadute pesanti sull'Emilia in termini di business e di turismo. In vista delle imminenti elezioni regionali in Emilia Romagna questo è sicuramente un elemento di estrema attenzione».

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