Gls, Si Cobas: «Se chiudesse cento famiglie per strada, ritorni sui suoi passi»

«Nella giornata di mercoledì 20 febbraio è cominciata la lotta contro il piano di ristrutturazione prospettato da Gls, piano che a partire da Piacenza vorrebbe ridisegnare la struttura della multinazionale sul modello dei “mini hub”. L’obiettivo esplicito è quello di sbarazzarsi della manodopera sindacalizzata che in questi anni è riuscita a imporre non solo l’applicazione dei contratti, prima disattesi, ma anche sostanziosi trattamenti migliorativi rispetto agli stessi. Contro questo tentativo di riportare indietro le lancette dei diritti, il 20 febbraio a Piacenza, Milano, Roma, Padova, Firenze, Modena, Pizzighettone, Parma e Gerbido si sono bloccati i cancelli della Gls». Si legge in una nota del Si Cobas. Il 21 febbraio a Bologna ci sarà un incontro a Bologna tra il sindacato e Gls.

«La ristrutturazione - prosegue -  dovrebbe partire proprio da quella Piacenza che è stata fieramente avanguardia proprio per le conquiste sindacali, preceduto da un vero e proprio lavoro di preparazione che si è servito di propaganda, provocazioni disciplinari e addirittura di altre sigle "sindacali" di base che creassero una condizione funzionale alla chiusura. In questo momento, il 100% della manodopera impiegata presso il magazzino di Montale aderisce al Si Cobas, e come di consueto questi operai si sono attrezzati per dare una risposta sotto forma di lotta. Attorno a loro si è vista in queste ore la solidarietà non solo del Si Cobas, ma anche di altre sigle come Non Una Di Meno (solidale ai picchetti in numerose realtà emiliane), di centri sociali e collettivi studenteschi nonché di altri sindacati come ADL-Cobas e USI. Coerentemente ai nostri slogan, riteniamo che “se toccano uno, toccano tutti”, e fedeli alla logica della solidarietà continueremo a opporre i nostri corpi e la nostra forza fino a che avremo fermato un piano che lascerebbe in strada nella sola Piacenza quasi cento famiglie. Ci appelliamo infine a tutte le persone e alle associazioni cittadine con senso di responsabilità affinché facciano pressione sulla multinazionale per aprire un tavolo di trattativa e tornare al più presto sui suoi passi».

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