Gravi danni per grandine e temporali. «L'emergenza idrica non è finita»

Chiesa (Confagri): «I forti temporali che hanno colpito le vallate piacentine sabato sera non hanno per nulla risolto il problema della crisi idrica. I danni per il prolungato periodo di siccità si stanno facendo sentire pesantemente»

I forti temporali che hanno colpito le vallate piacentine sabato sera non hanno per nulla risolto il problema della crisi idrica. «I danni per il prolungato periodo di siccità si stanno facendo sentire pesantemente: in pianura risultano danneggiati campi di mais e di pomodoro da industria, ma in collina la situazione non è migliore – commenta Enrico Chiesa, presidente di Confagricoltura Piacenza - Ad aggravare il quadro hanno contribuito i forti temporali di questi ultimi giorni – prosegue Chiesa –che hanno devastato vigneti e colture. I nostri uffici stanno procedendo nella mappatura dei danni».

Grandinate, con chicchi grossi anche come noci hanno colpito severamente diverse zone. «Abbiamo ricevuto segnalazioni da Nibbiano, Pecorara, Pianello, Piozzano, Vicobarone, Montalbo, Trevozzo - afferma Confagricoltura - Mano a mano che passano le ore il quadro diventa più preciso e sconsolante.  Ci sono vigneti con danni dell’80% sul raccolto.  Risultano danneggiati non solo i grappoli, ma anche i vigneti stessi che impiegheranno almeno anche tutto l’anno prossimo per risollevarsi dalle feroci grandinate che, in pochi minuti, hanno azzerato il lavoro di mesi. Sono stati segnalati anche danni alle strutture e ai macchinari».

«Tutto questo disastro senza risolvere nulla in merito alla carenza idrica - sottolinea Chiesa -  Se non pioverà entro la fine di luglio e gli inizi di agosto sarà a rischio anche la vendemmia dei vigneti risparmiati». In pianura, invece, la carenza d’acqua e le temperature record dei giorni scorsi stanno causando un deperimento organico delle piante di mais, girasole, soia, bietola. Data la situazione - osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - sembra ormai impossibile scongiurare il pesante danno economico e Confagricoltura stima, su base nazionale, una perdita già avvenuta di 450-500 milioni di euro per il solo settore cerealicolo, che potrebbe essere anche superiore dal momento che si prevede una diminuzione dei raccolti del 20-30% per il mais e del 40-50% per la soia.

A ciò si aggiungono, tra l’altro, le perdite di pomodoro e la minore qualità e quantità di frutta estiva. Problemi, avverte Confagricoltura, ci sono, infine, sul mercato mondiale delle commodity a causa della grande siccità negli Usa, che porterà ad una riduzione dei raccolti cerealicoli di oltre il 30%; un taglio alle produzioni è previsto anche in Ungheria, Romania e Ucraina. Notevoli le ricadute che si avvertono sui mercati internazionali, con un aumento del prezzo del mais di ben 40 euro/tonnellata dall’inizio di luglio.

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