Il futuro energetico (ed economico) del Belpaese. Concluso al Politecnico il Festival dell'energia

Via il petrolio e le fonti fossili e spazio alla biomassa e alle fonti rinnovabili e pulite come l'energia eolica (anche quella d'alta quota) e l'energia solare. Si risparmia denaro e, soprattutto, si giova all'ambiente



Al Politecnico, sede di Piacenza, si è appena concluso il Festival dell'Energia. Una due giorni ricca di convegni, dibattiti, tavole rotonde, di estrema attualità, che hanno aperto gli scenari energetici del prossimo futuro. Italiano e planetario.

E da Renzo Capra, presidente del consiglio di sorveglianza di A2a, “per l’Italia è indispensabile uscire dal rischio di ricatto a cui è sottoposta”. Ecco dunque la possibile ricetta energetica che ci consentirebbe di risparmiare e soprattutto di affrancarci. “Un mix energetico adeguato” spiega “sarebbe composto da un terzo di nucleare, almeno il 20% di rinnovabili e meno della metà di fonti fossili”.

Gettonate la biomassa e l'energia eolica. Ma se nei riguardi della prima, nell'hinterland piacentino, c'è un po' di attrito per un impianto di prossima realizzazione, l'energia eolica, pulita e pressoché inesauribile, rappresenterà il futuro. Nel rispetto dell'ambiente e, sicuramente, anche delle tasche dei consumatori.

Generando circa 16 mila watt di energia eolica, si possono risparmiare 107 milioni di barili di petrolio, si dà lavoro a 66 mila persone e si evita di immettere nell'ambiente 24 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Un buon risparmio, considerato anche che per installare una centrale eolica di questa portata, la porzione di territorio da impegnare, è marginale. Fermo restando il grande vantaggio economico: “un impianto fotovoltaico si ripaga in sei - otto anni, uno eolico in sei - otto mesi”, ha dichiarato Cesare Fera, relatore al convegno.
con 16 mila watt di energia eolica si possono risparmiare 107 milioni di barili di petrolio

Si stanno conducendo studi anche per sfruttare l'energia solare, ma allo stato attuale, per realizzare impianti fotovoltaici al silicio (materiale necessario per captare l'energia del sole), i costi sono molto elevati. Gli studi vanno avanti, assicura Donato Vincenzi, ricercatore a Ferrara, si cercano materiali alternativi e l'ottimizzazione dell'efficienza. Appoggiato anche il nucleare, descritto da Ernesto Pedrocchi, professore ordinario di ingegneria industriale, come altamente compatibile con l'ambiente e fortemente competitivo dal punto di vista economico. Sugli impianti nucleari, più che altro, bisogna abbattere i luoghi comuni e la cattiva informazione.


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