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Il management del cambiamento: «La pubblica amministrazione e la sfida più difficile»

Si è incentrata sulla stringente attualità la tavola rotonda "Cambiare è possibile. Una nuova Pubblica Amministrazione per la crescita del Paese", organizzata dall'Executive Master in Management e Innovazione delle Pubbliche Amministrazioni

Redazione13 luglio 2012

Spending review, snellimento degli apparati della Pubblica Amministrazione, motivazione del personale pubblico: si è incentrata sulla stringente attualità la tavola rotonda “Cambiare è possibile. Una nuova Pubblica Amministrazione per la crescita del Paese”, organizzata dall’Executive Master in Management e Innovazione delle Pubbliche Amministrazioni, svoltasi presso la sede di ALTIS (Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica, promossa dalle facoltà di Economia di Milano e Piacenza). 

L’incontro, moderato dalla giornalista del Sole 24 Ore Sara Monaci, ha visto la presenza di Mauro Bonaretti - Presidente ANDIGEL - Associazione Nazionale dei Direttori Generali degli Enti Locali, Monica Gibillini - Vice Presidente Dipartimento Finanza Locale - Federalismo Fiscale - Personale - Patto  di Stabilità Territoriale di ANCI Lombardia,  Mario Nispi Landi - Consigliere della Corte dei Conti, magistrato delle Sezioni riunite in sede di controllo. La tavola rotonda è stata anche l’occasione per presentare il libro "Una P.A. che funziona per la crescita del Paese" – edito da Vita e Pensiero e scritto dalla Prof.ssa Elena Zuffada, docente della facoltà di Economia piacentina.

Numerosi sono stati gli spunti emersi dal dibattito che si è soffermato sui temi più caldi nell’ambito del governo della cosa pubblica come la spending review, la necessità di snellimento degli apparati istituzionali della Pubblica Amministrazione, di accompagnare le riforme con adeguati sistemi di formazione e motivazione del personale pubblico, abbandonando una cultura organizzativa tradizionalmente basata su meccanismi di tipo burocratico.

I lavori si sono aperti con la relazione della Prof.ssa Zuffada che ha evidenziato come i modelli di management possano concretamente migliorare la funzionalità, la performance e l’immagine delle pubbliche amministrazioni, purché siano propedeutici ad un “reale riorientamento dei comportamenti organizzativi che passa anche attraverso l’affermarsi di una nuova cultura del bene comune e del lavoro pubblico”. Il Consigliere Nispi Landi, presentando la relazione annuale della Corte dei Conti sul costo del lavoro pubblico, ha posto l’accento sui continui tagli lineari agli organici che “obbligano le amministrazioni a una continua attività di revisione degli assetti organizzativi, impedendo pertanto il consolidamento di procedure, competenze e professionalità, con inevitabili riflessi negativi sulla qualità dei servizi erogati”.

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Il percorso di modernizzazione della P.A. italiana, come ripreso da Monica Gibillini “è difficile e pieno di ostacoli. Spesso si introducono riforme per esigenze contingenti e non in seguito ad una reale necessità. Queste inoltre devono essere assimilate dal sistema prima di poterne osservare i risultati”.Tuttavia un cambiamento è necessario per creare valore pubblico e mettere la P.A. al servizio della crescita del Paese. In quest’ottica occorre superare l’approccio secondo cui per cambiare servono nuove leggi. Secondo Bonaretti, è necessario, infatti, “implementare un vero e proprio change management, partendo dai bisogni di innovazione e integrando le politiche, puntare su integrità, onestà e trasparenza senza tuttavia dimenticare che non esiste management senza discrezionalità”.

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