La logistica punta alla sostenibilità, Piacenza al “polo del ferro”

Convegno di Confindustria e Politecnico a Castelsangiovanni. Rota: «La formazione di tecnici fa restare i nostri giovani sul territorio». I sindaci Barbieri e Casella chiedono più infrastrutture. Perego (Amazon): «L’automazione è ineludibile, ma anche noi ci impegnano per dare più competenze ai ragazzi»

Al centro c’era la logistica, ma la parola d’ordine è stata sostenibilità. La gestione della logistica del futuro legata al rispetto dell’ambiente, alla lotta allo spreco e all’uso di energie rinnovabili è stato il tema del convegno “Logistica e sostenibilità - Miti da sfatare, trend ed evoluzioni” che si è svolto il 31 ottobre a Castel San Giovanni.

Organizzato da Confindustria Piacenza e dal Politecnico di Milano, il convegno ha visto in platea numerosi industriali della logistica, il presidente di Confindustria Piacenza, Alberto Rota, il pro rettore del Polo piacentino del Politecnico, Dario Zaninelli, il senatore Pietro Pisani, l’assessore regionale ai Trasporti e alle infrastrutture, Raffaele Donini, il sindaco di PIacenza, Patrizia Barbieri e quello di Castelsangiovanni, Lucia Fontana, il questore Pietro Ostuni e Fabrizio Bertola, presidente del Gruppo Fbh. La giornata è stata moderata dal popolare e vulcanico vice direttore di Radio24, Sebastiano Barisoni. Tra gli interventi, anche quello di Stefano Perego, l’uomo che ha portato Amazon a Castelsangiovanni e che ora è vice presidente delle operazioni di Amazon nel Regno Unito.

Proprio Barisoni ha affermato che «la logistica deve diventare distretto e per farlo servono infrastrutture, economie di scala, rete tra i soggetti. Serve uno scarto culturale. La logistica non è l’ultimo segmento della produzione». Il presidente Rota ha affermato che «in questa giornata di confronto devono essere segnalate anche le debolezze. Sottolineo il successo della formazione degli Istituti tecnici, giunta al nono anno. Gli studenti affrontano corsi di 2mila ore, di cui 800 di stage: la percentuale degli occupati tocca il 90%. Portiamo nelle aziende i ragazzi del nostro territorio».

Il sindaco Fontana ha puntato sulla carenza di infrastrutture, a partire dal ponte delle Pievetta. Nonostante tutto, il polo di Castello è «considerato un modello di logistica virtuosa». Occorre, poi, puntare sulla formazione per avere giovani tecnici da impiegare nel settore. Il sindaco Barbieri ha ricordato la scommessa di Piacenza sul “polo del ferro” «per essere competitivi a livello europeo. La logistica piacentina fattura 1,1 miliardi di euro e le merci su treno toccano le 4,5 milioni di tonnellate, il 25% della regione. Trasporto su ferro vuol dire sostenibilità». Ma per realizzare il polo occorre una governance «in grado di ottimizzare i costi e che la faccia andare di pari passo con una sostenibilità condivisa».

Il delicato tema della sicurezza è stato affrontato dal questore Ostuni: «Nel 2018, per garantire la continuità della filiera della logistica sono stati impiegati 4mila uomini. Capiamo le proteste, ma devono avvenire rispettando la legge. E l’autorità giudiziaria è intervenuta diverse volte, arrivando anche a emettere 12 divieti di dimora». Ostuni ha concluso suggerendo che «la logistica deve accorciare una filiera troppo lunga, perché ci sono troppi intermediari tra il committente e i lavoratori».

L’assessore Donini ha detto che «la logistica crea sviluppo, grazie all’intermodalità che genera sostenibilità e va incoraggiata e accompagnata». Secondo Donini «c’è qualcosa che non va se oggi si sbloccano infrastrutture programmate 30 anni fa. Siamo gli unici che rivedono le infrastrutture. Il fabbisogno era di 24 miliardi, noi lo abbiamo dimezzato. Nel 2007 i trasporti su ferro erano di 15 milioni di tonnellate: oggi siamo a 20 milioni e l’obiettivo è di toccare le 25 milioni di tonnellate per togliere 800mila camion dalle strade». Per farlo servono investimenti. Se l’80 per cento dei fondi europei va al Sud e il 20 al Nord, «le quattro principali del Nord hanno realizzato opere con i loro fondi, senza un euro dell’Europa. Serve una spesa efficiente, senza sprechi. Piuttosto è meglio dare i soldi a chi li spende bene ed è efficiente». L’Emilia Romagna ha il 15% del fatturato nazionale della logistica, che è di 82 miliardi «e nel 2018 è nato il primo cluster della logistica (porto di Ravenna, interporti, logistica piacentina) per fare le cose insieme».

Sono poi seguiti gli interventi degli specialisti. Oggi si va verso una logistica avanzata, che deve dare servizi alle imprese, a chi produce. E parte della produzione si è spostata all’interno della logistica, come pure il packaging. Le sfide da affrontare sono l’automazione, la globalizzazione e la sostenibilità.

Il faccia a faccia tra Barisoni e Perego ha messo al centro il lavoro e le nuove figure della logistica. «Sostenibilità - ha esordito Perego - vuol dire efficienza. Entro il 2030, Amazon avrà il 100% di energia prodotta da fonti rinnovabili. E sempre entro il 2030 si punta ad avere 100mila veicoli elettrici, mentre entro il 2040 (cioè con dieci anni di anticipo sugli accordi Parigi) l’emissione di Co2 sarà pari a zero». Stimolato dalle domande di Barisoni, Perego ha risposto che la percezione dei consumatori sull’uso di plastica o altri inquinanti dovrà essere cambiata garantendo loro che, in un circolo chiuso, certi materiali siano effettivamente riciclati. L’automazione, poi, potrebbe togliere posti di lavoro. «L’automazione - ha scandito Perego - è ineludibile. Noi andiamo verso un’automazione collaborativa: persona più robot. Il magazzino tradizionale sparirà. Il magazziniere diventerà un tecnico. In Gran Bretagna abbiamo 1.000 apprendisti, tra 14 e 16 anni, che formiamo. E’ un salto di competenze». Per farlo, servirà che lo Stato li formi altrimenti interverranno le aziende che si occuperanno di dare più competenze, ha risposto Perego a Barisoni il quale aveva chiesto se le imprese erano disposte a mettere i soldi per formare queste nuove figure (borse di sui, istituti tecnici, università).

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