«La nostra Malvasia di Candia ha caratteristiche eccezionali, grande spumante e valida alternativa al Prosecco»

L’Osservatorio Vini Spumanti Effervescenti (OVSE), fondato nel 1991 da Giampietro Comolli e da Mario Fregoni, è il primo osservatorio economico dei vini italiani soprattutto vini spumanti, effervescenti. Analisi di mercati e canali, di consumatori e di tendenze. Da questo strumento utilizzato dalle imprese italiane abbiamo tratto una panoramica sui vini protagonisti delle tavole italiane nei prossimi giorni sino a salutare il nuovo anno.

L’ultimo trimestre dell’anno è sempre la chiave di lettura dell’andamento dei consumi. Le bottiglie di spumante sono il termometro delle spese e della disponibilità degli italiani. Un andamento 2017 non ancora ben definito. Lo stesso ambito wine&food registra alti e bassi, cambiamenti. I vini in generale seguono tendenze, ma sono anche un prodotto sempre più elitario in Italia. Acquistato e consumato più per passione e piacere che per necessità.  Un fine anno – dice Giampietro Comolli, patron di Ovse-Ceves – ancora all’insegna dei vini spumeggianti. Il periodo conferma una crescita sostanziale. Sfiora il record degli anni 2009-2010, con alcune grandi modifiche di gusto, tipologia, consumo. Preferiti gli aromatici secchi, rispetto ai tradizionali dolci. Il panettone piace anche con un brut. Più on-trade, crescita dell’off-premise, più bolle secche pas dosè, cresce ancora il metodo tradizionale italiano grazie a Trento, Franciacorta e le piccole realtà regionali targate uve locali bianche.

Piacenza, patria dei vini effervescenti – prosegue Comolli - , da sempre una tipologia di vini fortemente abbinati a tradizione, consumi, abbinamenti, ha delle grandi potenzialità inespresse. Fin gli Etruschi – in val d’Arda vicino al Po, producevano vini effervescenti. Piacenza ha grandi bollicine, produce circa 1 milione di bottiglie di spumanti dei due metodi, circa 6 milioni di vini frizzanti di varia tipologia, bianchi e rossi, senza contare i vini imbottigliati fuori provincia. Occorre un piano, una strategia, una presa d’atto per non aumentare il divario con altri territori. Per esempio FIVI, il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti di Piacenza Expo, è un evento che andrebbe inserito nel programma politico di valorizzazione e promozione dei nostri vini, del turismo e del territorio. La Malvasia è un vino bianco dalle enormi potenzialità: un misto di Moscato e di Vermentino, un misto di Ribolla e di Soave. Vini bianchi che oggi sono apprezzati in tutto il mondo. E la nostra Malvasia di Candia Aromatica, ovvero Malvasia di Candia (come basterebbe nominare) ha caratteristiche eccezionali se ben coltivata, vinificata. Può essere un grande spumante, addirittura una validissima alternativa al Prosecco. Ci sono grandi spumanti nel mondo, come Caca, Champagne, Franciacorta che stanno “prosecchizzandosi” per avere più appeal sul mercato perché oggi c’è una diffusa richiesta di vini bianchi, aromatici naturali, spumanti fatti molto bene, titolo contenuto, profumi delicati freschi, retrogusto lungo e piacevole anche amarognolo, morbidezza fra acidità e tannicità. Ebbene la Malvasia di Piacenza ha già questo dna naturale grazie anche al territorio e alla storia, occorre solo predisporre un disciplinare che indichi un binario stretto, alto, con grande certezza nelle rese in campo dell’uva e nel metodo produttivo.

Per Comolli la Malvasia Spumante Brut può ancora avere un grande futuro, ma ancor più una Malvasia secca di grande spessore, equilibrio perfetto fra acidità e titolo, con profumi nitidi, morbida al gusto ma non dolce, usando, lungo affinamento in vasca d’acciaio e in bottiglia, in purezza al 100% ma anche con un 5-105 per altre uve bianche autoctone antiche a Piacenza come Marsanne, Roussanne, Melara, Grego, Trebbiano piccolo. Sarebbe una bella scommessa.       

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