Logistica, uno su dieci ci lavora. A Le Mose in un anno escono quasi 3 milioni di tonnellate di merce

I numeri dei tre poli di Le Mose, Castelsangiovanni e Monticelli: 550milioni di euro di fatturato per cinque milioni di superficie. A Piacenza 1800 addetti, un magazziniere su tre è italiano. Nel 2015 entrati 150mila camion

Ikea a Le Mose

Generali properties, Piacenza Intermodale, Ikea, Terminal Piacenza intermodale svelano un po’ dei numeri che riguardano il polo logistico piacentino. È stata sviluppata da questi quattro soggetti che operano nei tre poli logistici del territorio (Le Mose, Castelsangiovanni e Monticelli) - insieme all'ente di ricerca Itl-Istituto sui Trasporti e la Logistica -  un’indagine per conoscere meglio la realtà locale. Gli operatori privato hanno infatti risposto ad un questionario, promosso anche da Camera di Commercio e Confindustria, per far conoscere l’entità delle superfici, i flussi di merce in entrata e uscita, gli occupati e gli sviluppi futuri. Gli operatori hanno partecipato, diffondendo poi i numeri in modo complessivo: i dati delle quattro realtà sono stati sommati. Alla conferenza hanno partecipato Monica Patelli (responsabile dell'Istituto di trasporti e logistica),  Adelio Betta di Piacenza intermodale, Gianni Rasile di “Generali properties”, Andrea Colzani di Ikea e Piero Solcà di Terminal Piacenza intermodale. Per Confindustria presenti Claudio Oltremonti e Daniel Negri della Camera di Commercio.

Le zone logistiche hanno una superficie totale di 5 milioni di metri quadrati: 1,8 milioni a Castello, 400mila a Monticelli, oltre i 2,5 milioni a Le Mose di Piacenza. Dello spazio di Le Mose ben 1,4 milioni sono già edificati e occupati per oltre il 95%. A livello provinciale una persona su dieci lavora in questo settore (ovvero il 10%) percentuale molto più alta rispetto alla media regionale e nazionale (ferma al 6%). 

«Il comparto ha tenuto botta – ha spiegato Monica Patelli – rispetto alla crisi. Il magazzinaggio, dal 1991 al 2014, è raddoppiato.  Il fatturato della logistica è di 550milioni di euro, il 30% riguarda Le Mose, ovvero supera i 150 milioni di euro». Sono 14 gli operatori insediati a Le Mose, con 17 depositi. Tre di questi 14 hanno un doppio spazio (Torello Trasporti, Dhl, Ikea). Come flussi, nel 2015, a Le Mose sono uscite due milioni e 993mila tonnellate di merce. I tir in entrata nel 2015 sono stati circa 150mila camion, in uscita 100mila. Il 60% della merce in entrata e uscita transita nel terminal intermodale (ferroviario): la merce arriva da treno e esce su gomma, e viceversa.

Il polo logistico piacentino ha rapporti con Belgio, Olanda, Svizzera, Germania, Austria, Polonia, Romania. I treni partono e arrivano anche per Napoli e Bari. «La nostra è occupazione qualificata - dice Patelli -: a Le Mose abbiamo più di 1800 addetti, nei periodi di picco si superano i 2mila. I dipendenti- impiegati della logistica sono il 30% di questi, occupati in ufficio e sono quasi tutti italiani. Gli altri sono personale di cooperative che gestiscono i magazzini. Uno su tre, in magazzino, è italiano. Diciamolo: l’occupazione è qualificata».

Si sta facendo sempre più formazione: a Piacenza si può studiare dopo il diploma due anni per il percorso “Its”. «Ospitiamo stagisti di questi percorsi – prosegue - e poi il 90% di questi trova lavoro dopo un anno. Quest’anno, per la prima volta, partirà il percorso di perito logistico al Marconi: 40 iscrizioni, due classi che inizieranno un percorso mai esistito a Piacenza. Inoltre le aziende del polo logistico vanno nelle scuole a fare promozione».

Nel 2017 verrà ampliata il terminal ferroviario, con un raddoppio dei volumi. «Saremo in grado di ospitare treni che rispettano gli standard europei, ovvero da 750 metri e profilo di 4 metri di altezza. Si costruiranno nuovi immobili nell’area di “Generali properties”. E verranno sviluppate aree attrezzate private per gli autotrasportatori: aree di ristoro, servizi igienici, per dare a loro più sicurezza nelle ore notturne». Nessuna parola sul nuovo operatore, che non sarà Alibaba. «Non verrebbe a Le Mose, ma in un’altra area, quella di Roncaglia». Gli operatori nel frattempo già insediati non hanno problemi nel dirsi soddisfatti di stare a Piacenza.

Come ci si può difendere questo comparto dal fenomeno dalle cooperative spurie? «Il Comune di Piacenza – ha risposto Patelli - in particolare Timpano, ha ripreso il tavolo sulla sicurezza e la legalità della logistica. Proprio ieri si è tenuta una riunione con i sindacati e le associazioni di categoria e gli organi di vigilanza (Ausl, Dtl, Prefettura, Centro impiego per la Provincia). E ci sono relazioni tra i comuni coinvolti: l’obiettivo è introdurre uno strumento che riesca a mappare e condividere informazioni sugli operatori insediati. È tutto in divenire, i soggetti coinvolti hanno natura diversa: bisogna capire quali sono le informazioni che si possono diffondere e quali sono segrete. Le informazioni già disponibili permettono di fare sistema. C’è attenzione da parte di tutti, attenzione scatenata dallo spiacevole episodio della Gls. L’obiettivo di concretizzare qualcosa c’è, non vogliamo fare un protocollo». «Questo tema Ikea – ha detto a nome dell’azienda Andrea Colzani – l’ha già toccato nel 2012. Da allora abbiamo contratti diretti e controllo della qualità degli operatori. Seguiamo questa direzione».

«È venuto il momento di costruire – afferma Rasile -, perchè abbiamo coperto il 95%. Ci sono esigenze». Gli ambientalisti però non ci stanno. «Personalmente sono d’accordo nel non consumare nuovi terreni. Però dove c’è domanda, bisogna dare risposta. Forse la si trova da qualche altra parte se non viene soddisfatta qui». «Si sta investendo sul trasporto ferroviario - ha aggiunto Solcà - per trasferire il più possibile su rotaia, piuttosto che su strada. Piacenza è una zona importantissima, in Italia al Nord la nostra azienda ha individuato tre location strategiche: Milano, Brescia e Piacenza. Vogliamo crescere, raddoppiarci, utilizzando una politica del ferro».  

logistica-2

Tra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000 sul territorio piacentino si sono sviluppati diversi poli logistici di importanti dimensioni, scelti come insediamenti ottimali dai principali player sia italiani che europei. Gli insediamenti logistici nella provincia di Piacenza superano i 5 milioni di metri quadrati. A livello provinciale, in direzione ovest, va segnalata l’esistenza del “Logistic Park” di Castel San Giovanni, che si sviluppa a ridosso dell’autostrada A21. In direzione nord-est, verso Cremona, da menzionare gli insediamenti del “Magna Park” di Monticelli d’Ongina e verso Parma, gli insediamenti di Pontenure e del distretto Fiorenzuola-Cortemaggiore.

CASTEL SAN GIOVANNI – Logistic Park

I primi insediamenti risalgono al 2004. La superficie complessiva che ospita i diversi insediamenti logistici e le infrastrutture viarie è di circa 1,8 milioni di mq. L’area è recintata e ha un servizio di guardiania, con una gestione organizzata di tipo condominiale, in capo a Vailog. Le principali merceologie movimentate sono food & grocery, fashion, high tech ed elettrodomestici, retail e-business, toys, automotive e bricolage. I principali provider logistici insediati sono Geodis, Amazon, Rajapack, Adveo Italia, Ceva, DSV Saima Avandero. Alcuni dei marchi gestiti sono Bosch, LG Electronics, Conad, QVC, Leroy Merlin, Yamaha e Giochi Preziosi. All’interno dei depositi operano complessivamente, in media, circa 2.500 addetti.

MONTICELLI D’ONGINA - Magna Park

Anche in questo caso i primi insediamenti risalgono al 2004. La superficie complessiva è di circa 400mila metri quadrati e i principali insediati sono Scerni Logistics e Lyreco. Gli addetti del comparto complessivamente sono circa 200.

LE MOSE DI PIACENZA

Le superfici di Le Mose

Gli insediamenti logistici del Polo di Le Mose a Piacenza occupano una superficie fondiaria di circa 1,4 milioni di mq, di cui circa il 50% è rappresentato da magazzini e uffici, il rimanente 50% è superficie scoperta, ovvero piazzali interni alle aree degli operatori adibiti alla movimentazione (entrata e uscita) dei mezzi di trasporto della merce. Il rapporto fra gli immobili locati rispetto agli immobili costruiti è circa pari al 95%: la quasi totalità dei depositi disponibili a Le Mose è utilizzata. Aggiungendo le aree comuni, tra cui strade, parcheggi pubblici e aree verdi, la superficie sviluppata arriva ad un totale di circa 2 milioni di mq. Se si considera anche la superficie fondiaria ancora da sviluppare, di proprietà di Generali Properties e del Centro Intermodale spa (società del Gruppo Hupac), il polo Le Mose raggiunge un’estensione complessiva di oltre 2,5 milioni di mq.

La storia dei provider logistici insediati a Le Mose

Nel 1999 IKEA ha realizzato il primo insediamento del Polo logistico di Le Mose, denominandolo Deposito 1 in Strada Caorsana. A seguire, agli inizi degli anni 2000, si sono sviluppate le proprietà di Piacenza Intermodale e quelle di Prologis. Indicativamente dal 2005 anche Generali Properties ha realizzato i suoi primi insediamenti. Gli operatori insediati sono complessivamente 14, occupano 17 depositi dato che tre di loro (DHL, IKEA, Torello Trasporti) hanno un doppio insediamento a Le Mose.


Circa nel 70% dei depositi, gli operatori svolgono attività di logistica conto terzi. Significa che i provider gestiscono la merce di proprietà di terzi, a cui forniscono servizi logistici di varia natura.
Solo nei magazzini di IKEA Italia Distribution e SGM Distribuzione si fa logistica in conto proprio, sviluppando servizi per il gruppo o la società di appartenenza.
Blumen, che produce e commercializza sementi, è in primis un’azienda di produzione, che al proprio interno gestisce anche un magazzino. Il Terminal Piacenza Intermodale, in quanto terminal ferroviario, rientra nella categoria degli operatori di trasporto multimodale o MTO (Multimodal Transport Operator).
Nel Polo di Le Mose non sono insediati né corrieri espresso né aziende di solo autotrasporto, presenti nel territorio comunale di Piacenza ma in altre zone industriali.

Il 65% degli operatori logistici insediati a Le Mose considera il proprio deposito di Le Mose come “deposito periferico”, rispetto all’intera rete di depositi/transit point che spesso l’operatore gestisce in Italia e in Europa.  Spostando l’attenzione sulla domanda dei servizi, nella maggior parte dei casi il cliente dell’operatore logistico di Le Mose considera il deposito di Piacenza come “deposito centrale”.


In tutti i depositi di Le Mose, unico escluso il Terminal Piacenza Intermodale, i provider insediati, compresi gli operatori della categoria gestione documentale, sviluppano la gestione dello stock su incarico di numerosi clienti. In diversi depositi di Le Mose, i provider organizzano per i loro clienti anche il trasporto. In certi casi vengono offerti servizi a valore aggiunto, su richiesta del cliente finale, quali etichettature, composizione kit di vendita, controllo qualità, imbustamento capi, gestione resi, applicazione RFID.


Con riferimento all’anno 2015, la merce in ingresso nel Polo di Le Mose è pari a circa 2 milioni e 775 mila tonnellate (sommando la quota in arrivo su ferro con quella in arrivo su gomma).
Circa il 39% della merce in ingresso proviene direttamente dalle aziende di produzione, via gomma. Le aziende di produzione spesso sono localizzate nell’Europa dell’Est e nel Far East. In questo ultimo caso la merce transita attraverso porti marittimi italiani, principalmente Genova, la Spezia e Livorno.
Circa il 30% della merce in ingresso arriva a Piacenza via ferrovia, attraverso il Terminal Piacenza Intermodale. Nel Terminal avviene uno scambio modale, ovvero la merce che arriva via ferro viene trasferita su camion e, viceversa, la merce che arriva via gomma viene caricata su treno. Essendo il traffico del Terminal bilanciato, i medesimi quantitativi di merce, che entrano su ferro (circa 825.390 tonnellate), arrivano nel Terminal anche via gomma per far ripartire il treno carico. In totale il Terminal Intermodale genera in ingresso circa 1 milione e 650 mila tonnellate/anno.
Nel Terminal operano diversi operatori intermodali quali GTS Bari (I), TTS/Jost Hannut (B), Codognotto Salgareda (I), Kombiverkehr Francoforte (D), Hupac Chiasso (CH). Tra le principali relazioni di traffico ferroviario combinato troviamo Zeebrugge (Belgio), Rotterdam (Olanda), Liegi (Belgio), Wuppertal (Germania), Lodz (Polonia), Oradea (Romania),  Bari e Napoli.
Le principali merceologie movimentate nelle piattaforme logistiche di Le Mose sono: casa, elettrodomestici e arredo; abbigliamento e accessori; materie prime (plastica, ferro e acciaio). Solo il Terminal Piacenza Intermodale movimenta merci pericolose, tra cui in particolare prodotti chimici, infiammabili e corrosivi.

La merce in uscita: destinazione e quantitativi

Nel corso del 2015 la merce in uscita dal Polo di Le Mose ammonta a circa 2 milioni e 933 mila tonnellate. Tale dato è ottenuto sommando i quantitativi della merce in uscita via gomma e via treno. Circa il 33% della merce in uscita è consegnata a punti-vendita, il 30% è la quota di merce in uscita dal Terminal via ferro verso altri interporti o impianti ferroviari. A seguito dello scambio modale, il Terminal genera anche un 30% di merce che esce via gomma. Complessivamente circa il 60% della merce in uscita dal Polo di Le Mose transita nel Terminal Intermodale, in valore assoluto circa 1 milione e 752 mila tonnellate/anno, dei quali 876 mila tonnellate uscite via ferro ed altrettante su gomma. 

Il capitale umano

All’interno dei depositi del Polo di Le Mose operano complessivamente, in media, più di 1.800 addetti. Alle dirette dipendenze degli operatori logistici lavorano 540 persone (il 30% del totale degli addetti), di cui il 76% è impiegato in ufficio e il 24% in magazzino. La rimanente parte degli addetti totali di Le Mose (circa il 70%) è personale di cooperative di facchinaggio a cui gli operatori logistici esternalizzano parte delle attività di gestione dei magazzini. Si tratta di circa 1.280 addetti, che per il 3% sono occupati in mansioni di ufficio e il restante 97% opera in magazzino. Tendenzialmente le giornate lavorative in una settimana sono cinque, dal lunedì al venerdì. La stagionalità della domanda di consumo, indicativamente concentrata nei periodi di “cambio stagione” e delle festività, influisce sul dato medio dell’occupazione.

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Commenti (1)

  • Insomma, grandi numeri. Soprattutto di stranieri sottopagati gestiti da caporalato, Coop rosse (le tre cose spesso coincidono). E cemento che mangia la fertile campagna. E camion che portano tanti... soldi? No, tumori. Bene così, anzi, raddoppiamo!

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