M5S e i lati oscuri di Iren: «Perché le tariffe sono così alte?»

Duro intervento dei Grillini di Piacenza sulla gestione di Iren: «A Piacenza spendiamo 117 euro/tonnellata di rifiuti per l'inceneritore, a Brescia ne spendono 90. E perché le tariffe del teleriscaldamento sono così elevate?»

Il movimento 5 Stelle di Piacenza attacca la gestione Iren e le tariffe troppo alte per i cittadini

«Finalmente è stato reso noto il Piano Economico e Finanziario dell'inceneritore di Parma. L'assessore di Parma Folli, infatti, ha preteso quei documenti che dal lontano 2006 IREN doveva consegnare al Comune di Parma. Il Piano Economico e Finanziario pianifica la durata di funzionamento dell'inceneritore in 20 anni e le tariffe indicate sono a dir poco esorbitanti, le più alte d'Italia, decisamente tariffe fuori mercato». Lo afferma, in un comunicato, il Movimento 5 Stelle di Piacenza che prosegue: «Dal 2013 al 2032 i parmigiani se smaltissero i rifiuti nell'inceneritore di Uguzzolo pagherebbero per lo smaltimento 168 euro/ton (+ inflazione). Ma quanto pagano le altre province per lo stesso servizio? Reggio Emilia 105 euro/ton, Piacenza 117 euro/t, Napoli 109 euro/t (compreso il trasporto) per smaltirli in Olanda». 

«Al riguardo - affermano i Grillini di Piacenza - vogliamo segnalare che qualche mese fa 60 comuni di Bergamo hanno abbandonato la multiutility Rea di Dalmine che applicava una tariffa di 113 euro /ton per risparmiare conferendo i rifiuti all’inceneritore di Brescia a 92 euro/ton. A Bergamo pensano sia fuori mercato una tariffa di 113 euro/t, e a Piacenza l'amministrazione cosa ne pensa dei 117 euro/t che paghiamo per lo smaltimento? Infine c'è la chicca del teleriscaldamento. Dalla Gazzetta di Reggio: i reggiani sono in fuga, bollette shock, cresce la morosità e si sta pensando al ritorno del gas. L'allarme arriva dalle associazioni dei consumatori e dagli amministratori di condominio, arrivano bollette moto alte che scatenano proteste e l'esasperazione contro il caro teleriscaldamento e la poca trasparenza sui costi di IREN».

«Il teleriscaldamento avrebbe dovuto abbassare la bolletta - attacca M5S - Anche questa l'ennesima balla. Sempre dal Piano Economico e Finanziario dell'inceneritore di Parma si evince un utile netto che varia dal 15% circa nei primi anni fino ad arrivare al 25% circa annuo, ricavati gonfiando i prezzi. Un guadagno che ha dell'incredibile! Anche a Piacenza vorremmo sapere qual'è stato l'utile netto di Tecnoborgo in questi anni? Chi decide la correttezza delle tariffe? Come mai le teriffe sono così elevate, visto che nella norma le tariffe variano da 90 a 100 euro/t? Chi controlla la conformità dei costi? E' possibile ridurre i costi di esercizio soprattutto riducendo i corposi compensi dei manager? Vorremmo ricordare che nel 2011 i 13 componenti del consiglio di amministrazione e i revisori dei conti hanno incassato da IREN spa 2 milioni e 335 mila euro. L'amministratore delegato Roberto Garbati incassa 477mila euro l'anno, il direttore generale Andrea Viero 442, il presidente esecutivo Roberto Bazzano 497 (Fonte Secolo XIX del 2.07.12). Per fare una proporzione il presidente degli Stati Uniti Obama arriva a 300 mila euro all'anno».

«I piacentini, come noi, faranno molta fatica a capire cosa sia accaduto negli ultimi anni nella gestione dei servizi pubblici, infatti a seguito della fusione tra Iride e Enia nacque IREN, la Multiutility del Nord che raggruppava le vecchie società municipali. Iride infatti era a sua volta la fusione tra AEM Torino e AMGA Genova. “La nuova azienda potrà effettuare risparmi di scala e competere efficacemente a livello europeo.” Queste le motivazioni ufficiali. La realtà purtroppo è ben diversa, se non altro perché il progetto, dal punto di vista industriale, è stato un vero fallimento: IREN si trova ora con quotazioni di Borsa in picchiata (dunque facilmente comprabile) avendo accumulato un debito di oltre 3 miliardi di euro (Fonte Repubblica.it/economia affari e finanza)».

«La verità è che IREN è la cassaforte privata del PD del nord, una società prevalentemente pubblica in teoria, guardando l'elenco dei soci, ma gestita come una spa privata da manager e notabili allineati al partito. Per esempio, il presidente di FSU (la società del Comune di Torino e Genova che controlla il 33% delle azioni di Iren) era il notaio Angelo Chianale, verbalizzatore di riferimento di tutta la Torino bene insieme alla moglie, il notaio Francesca Cilluffo. Ultima chicca. Si segnalano le dimissioni di Angelo Chianale presidente di FSU indagato per evasione fiscale insieme alla moglie Francesca Cilluffo parlamentare del Pd (che non si è ancora dimessa). Chianale di area Pd e nominato dal sindaco di Torino Fassino proprio qualche giorno prima era finito nella bufera anche per la cessione della sede ex Iren a Reale Mutua. Incaricato del rogito come notaio era infatti proprio il notaio Chianale stesso presidente della holding di controllo di Iren Spa. Importante da segnalare è che il controllo di IREN è effettuato da un comitato di quattro dirigenti in rappresentanza dei quattro soci principali, ovvero Torino, Genova, Reggio Emilia e Parma, tutte città storicamente rosse. Peccato che qualcosa sia cambiato a Parma da qualche mese e che sia fuori controllo. Cosa succede allora? Torino Genova e Reggio Emila si accordano per escludere Parma dal governo di IREN affidandolo a tre persone invece di quattro con la scusa della riorganizzazione. Il sistema protegge se stesso».

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