lunedì, 6 settembre

Operazione "Face off": scoperta maxi frode fiscale di oltre 3 milioni di euro

Operazione della guardia di finanza piacentina denominata "Face off". Nei guai, con denunce per emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, due imprenditori: uno, piacentino, aveva sottratto al fisco quasi 15 milioni di euro. Inoltre, utilizzava fatture fittizie con la ragione sociale di 22 aziende ignare. L'intervista al capitano Ferro

di Redazione - 23/12/2009
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Nel mezzo, il capitano Ferro
Maxi frode fiscale per un'azienda piacentina, operante nel settore del commercio di materiale edile e nel noleggio dei ponteggi. La guardia di finanza ha riscontrato una sottrazione al fisco di quasi 15 milioni di euro di base imponibile e un'evasione di 3 milioni di euro di Iva.

DEDOTTI COSTI INESISTENTI PER 15 MILIONI - L'operazione - denominata "Face off" - della compagia di Piacenza della gdf, coordinata dal capitano Virginio Ferro, è stata illustrata questa mattina nella sede del comando provinciale. L'attività in questione riguarda il triennio 2003, 2004 e 2005. Attraverso una complessa attività di polizia tributaria e giudiziaria, si è ricostruito il reale volumi d'affari realizzato dalla società: sono stati dedotti costi inesistenti per circa 15 milioni di euro.

FINTE FATTURE - L'azienda, inoltre, registrava e utilizzava nelle dichiarazioni fiscali obbligatorie finte fatture, create ad hoc utilizzando la ragione sociale e i segni distintivi di altre 22 aziende, completamente all'oscuro di tutto. La frode fiscale, poi, si è concretizzata anche nell'emissione di fatture per operazioni inesistenti nei confronti di una ditta invididuale bresciana operante nello stesso settore per 700mila euro.

DUE DENUNCE PER FRODE ED EVASIONE - Sono state denunciate così due persone, il rappresentante legale della società piacentina e il titolare di quella bresciana: il primo, piacentino residente nel Bresciano di 50 anni, per emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, nonchè occultamento delle scritture contabili obbligatorie; il secondo, anch'egli, per utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Le operazioni investigative, sottolinea il capitano Ferro, sono state rese piuttosto difficoltose dall'occultamento delle scritture contabili, e dalla mole i conti correnti riconducibili alla società oggetto d'indagine penale-tributaria.

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