Per ridurre infiammazioni e migliorare la fertilità bovina serve investire nel benessere animale

Investimenti nel benessere animale uniti ad un attento management: questa la ricetta più idonea sia per ridurre le infiammazioni (soprattutto post-parto), come per migliorare la fertilità bovina che, in questo caso, negli stress da caldo, può trarre vantaggio dal trapianto embrionale più che dalla normale fecondazione artificiale. Esistono poi diversi farmaci naturali (tra cui i protocolli Pro-Tec) in grado di contrastare, ma pure di prevenire, l’insorgenza di patologie. Questi ed altri aspetti sono stati trattati nel consueto incontro che Pro Tec (leader in prodotti integratoristici e programmi alimentari) ha organizzato con il Dipartimento di Scienze animali, della Nutrizione e degli alimenti della Cattolica di Piacenza, presso la Sala Piana dell’ateneo piacentino.

Dopo il saluto dell’amministratore di Pro Tech dott. Carlo Paglia e del direttore del Dipartimento prof. Francesco Masoero (che ha il pubblico-7coordinato l’evento ed ha ricordato il prof. Luigi Calamari), ha preso la parola il prof. Erminio Trevisi della Cattolica che ha sottolineato l’importanza di un giusto approccio per capire la relazione tra fertilità e periodo di transizione, rilevando quali sono i punti critici, le conseguenze e gli interventi possibili, nella consapevolezza che è necessario conoscere i problemi per risolverli.

In tutte le problematiche (stress ossidativi, ipocalcemia ecc) è cruciale il ruolo del sistema immunitario. Le condizioni infiammatorie aumentano la mobilizzazione del tessuto adiposo e promuovono la chetosi (secondaria). I differenti adattamenti metabolici nel post- parto possono dipendere da una differente regolazione del sistema immunitario in asciutta. Le bovine con stati infiammatori severi sono meno produttive, con sintesi epatiche alterate. Trevisi ha poi messo in rilievo i più importanti indicatori utilizzati, ricordando che è importante ridurre il processo infiammatorio, per esempio con aspirina, il che migliora anche la fertilità, ma anche prodotti a base di aloe sono efficaci. E’ pure rilevante anticipare la diagnosi di qualche settimana prima del parto.

“Il caldo- ha ribadito il dott. Pierluigi Guarnieri buiatra- cala la fertilità, ma ha effetti anche sul feto. Influenza il processo di maturazione dell’ovocita ed è per questo che ho verificato che il trapianto ormonale dà migliori risultati nel periodo caldo rispetto all’inseminazione artificiale. Le vacche usano il 10% della dieta per raffreddarsi e questo ha dei costi per l’allevatore, senza dimenticare le patologie collegate allo stress. Essenziale- ha detto- è puntare sul benessere animale come del periodo dell’asciutta, il tutto con ampie corsie, cuccette comode, raffrescamento con acqua a gocce grosse e aria nella zona di riposo, evitando i deficit dovuti all’accalcamento.

Dunque bene la genomica ma bisogna creare le condizioni per farla esprimere al meglio con l’alimentazione (dieta bilanciata con buoni insilati) ed un corretto management”.

Di questo argomento in particolare, ha trattato il buiatra dott. Giovanni Gnemmi che ha ribadito l’importanza di essere attenti alle patologie post-parto e al momento di transizione, alla qualità dell’alimento somministrato, all’eliminazione di alimenti a rischio tossine, allo stress ambientale indotto per esempio dal grande caldo che caratterizza le estati di oggi: tutti questi sono sicuramente fattori che influenzano negativamente la fertilità delle bovine.

Ecco perché il benessere deve essere messo in atto e le scelte che ne determinano un incremento devono essere valutate continuamente, nell’ottica di un miglioramento continuo: spazi pro capite, ventilazione, luce e soprattut­to raffrescamento devono consentire alle vacche di vivere in una situazione piacevole anche nelle estati peggiori o nelle stagioni più piovose. Anche il management deve essere adeguatamente dinamico e attento, le scelte da compiere vanno prese e portate avanti. Servono degli obiettivi stabiliti, misurabili e raggiungibili. E soprattutto puntare sulla prevenzione. Pro Tech- ha spiegato il dott. Paglia- ha sviluppato linee di boli ruminali per tutte le problematiche, una nutrizione funzionale semplice, di provata efficacia per il benessere anche in estate dove si verificano le maggiori interferenze nelle produzioni di latte e gravidanze. Lo stress termico accentua gli effetti dismetabolici di altri fattori come lo stress da parto, ossidativo, disordini digestivi, reazioni immunitarie, bilancio energetico ecc. L’integratore Gen Af accentua maggior resilienza allo stress termico; il bolo premium T ha un’azione mirata ed è da somministrare al momento del parto. E’ seguito il dibattito con numerose domande da parte di studenti ed allevatori presenti.

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