Per trovare lavoro nell’era digitale bisogna capire ed aggiornare le proprie competenze

Come si può trovare lavoro nell’era digitale? Un compito abbastanza complesso già per i giovani, ma ancora di più per chi proviene da precedenti esperienze lavorative o chi è disoccupato, situazioni a cui il Governo ha cercato di ottemperare attraverso il “reddito di cittadinanza” che proprio da pochi giorni sta muovendo i primi passi applicativi coinvolgendo una pluralità di soggetti pubblici e privati che devono ancora attrezzarsi con strumenti idonei.

Per fare il punto della situazione, ma soprattutto per cercare di aiutare chi è alla ricerca di un’occupazione, presso la Sala Convegni “G,Piana” dell’Università Cattolica si è svolto un seminario“Apprendimento degli adulti e personalizzazione: politiche, orientamento e competenze per l’occupabilità nell’era digitale”, un incontro co-progettato dal Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali, dalla Facoltà di Economia e Giurisprudenza e dall'Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro di Roma che coordina la rete dei servizi per il lavoro e la formazione professionale per conto del Ministero del lavoro.

“Riguarda- ha spiegato la coordinatrice dell'iniziativa Barbara Barabaschi, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro- sia lavoratori che disoccupati per capire ed aggiornare le proprie competenze anche con la digitalizzazione.

Obiettivo del seminario è appunto quello di presentare ed analizzare politiche, modelli e strumenti per l'offerta di servizi personalizzati di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro rivolti agli adulti, al fine di aggiornarne le competenze e sostenerne l'occupabilità. Esigenze, queste ultime, che si presentano urgenti tanto quanto strategiche in un contesto caratterizzato dal prolungamento della vita lavorativa.

Il Seminario promuove il confronto sui risultati di ricerche condotte in diversi ambiti disciplinari (sociologia, economia, pedagogia, psicologia, diritto), focalizzando l’attenzione sulla personalizzazione dei servizi di orientamento e formazione volti a valorizzare il capitale umano e favorire la competitività delle imprese in uno scenario di tensione competitiva e innovazione tecnologica e-digitale. Da sempre- ricorda Barabaschi l’Università è attenta a tutte queste problematiche attraverso le sue azioni di formazione permanente, con corsi di aggiornamento in parte finanziati con fondi pubblici e rivolti in questo caso soprattutto all’utilizzo di nuovi software e le nuove tecnologie, ma anche ai nuovi modelli di lavoro, oggi più complessi, di gruppo o on-line”. Il Servizio orientamento- è stato sottolineato da Laura Zanfrini, professore ordinario di organizzazioni, ambiente e innovazione sociale, direttore wwell,dell’Università cattolica- comporta problemi tecnici, questioni procedurali che presuppongono scelte “valoriali”; ci sono le vite delle persone che veicolano valori; dobbiamo sempre tener presente cosa è la persona e su quali scelte costruiamo la sua dignità. Società ed economia devono avere sempre la persona al primo posto al di là del ruolo del mercato del lavoro”.

Per ricevere il Reddito di cittadinanza ad esempio si dovrà affrontare un percorso di riqualificazione e inserimento nel mondo del lavoro. Chi lo percepirà e, quindi, parteciperà alle attività presso i Centri per l’impiego, verrà seguito da un tutor.

Nello specifico, la nuova figura professionale si chiamerà “Navigator” che si occuperà di selezionare delle offerte di lavoro per i percettori del Reddito di Cittadinanza che gli verranno assegnati. Il suo lavoro consisterà anche nel monitorare il comportamento tenuto dai beneficiari. Dovrà stilare dei rapporti precisi e puntuali che permetteranno al Ministero del Lavoro di individuare eventuali abusi.

Per diventare Navigator si potrà mandare il proprio curriculum vitae all’Anpal (Agenzia Nazionale per le Politiche attive del Lavoro) e sembra che la selezione consisterà in una valutazione dei titoli a cui seguirà un colloquio. Procedure ancora “in fieri” che andranno sempre meglio definite. Non a caso al convegno erano presenti numerosi esperti sia del Ministero che docenti di diritto del lavoro e di psicologia come esperti impiegati nella formazione permanente.

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