«Pomodoro, con la filiera unita si migliora la qualità e si è più forti sui mercati»

L’incontro di presentazione dei progetti e delle attività di sperimentazione, coordinati dall’OI, si è svolto nella Sala “Bertonazzi” al Palazzo dell’Agricoltura di Piacenza

Un momento del convegno

«Nell’ultimo anno il calo produttivo è stato del 18%, mentre al centro e Sud Italia la crescita è stata del 10%; dobbiamo adeguarci ai cambiamenti climatici, con nuove strategie per combattere ralstonia e ragnetto rosso, unitamente all’utilizzo di nuove varietà che consentano di migliorare ulteriormente la produzione. Nel 2019 l’O.I ha messo a disposizione della filiera interventi per un valore complessivo di 615mila»-

Così il presidente dell’Organizzazione interprofessionale OI Pomodoro da industria del Nord Italia Tiberio Rabboni ha introdotto l’incontro di presentazione dei progetti e delle attività di sperimentazione, coordinati dall’OI, che si è svolto nella Sala “Bertonazzi” al Palazzo dell’Agricoltura di Piacenza. 

«L’OI – ha commentato Rabboni - sta lavorando per dotare la filiera di nuove conoscenze e di nuovi strumenti operativi utili a contrastare le fitopatie più insidiose e minimizzare i danni al comparto. A questo scopo siamo riusciti, nel corso del 2019, ad attivare, in collaborazione con altri partner, risorse pubbliche e private per un ammontare complessivo di 615mila euro a favore del miglioramento della produzione del pomodoro: 76mila per le prove varietali, 485mila per i gruppi operativi per l'innovazione “difesa dal ragnetto rosso” ed “immagini satellitari", 3.500 per la distribuzione nei campi degli “antagonisti del ragnetto” e, a breve, un anticipo di 50mila euro dell'indennizzo regionale spettante agli agricoltori danneggiati nel 2019 dalla Ralstonia che poi renderanno quando la Regione provvederà al risarcimento».

Scendendo nel dettaglio l’OI ha finanziato per 76mila euro il progetto delle prove varietali per incrementare la qualità e la resistenza della materia prima in collaborazione con Azienda agraria sperimentale Stuard e Sata a Parma e Piacenza e in collaborazione con Astra innovazione e sviluppo in provincia di Ferrara. 

Le prove sono state illustrate da Sandro Cornali della Stuard di Parma e da Paolo Rendina di Sata, mentre nell’ambito delle attività di contrasto al ragnetto rosso (su cui l’OI ha messo a disposzione 3.500 euro per la sperimentazione della lotta biologica con l’utilizzo dei fitoseidi, acari predatori del ragnetto) ha relazionato Ruggero Colla del Consorzio Fitosanitario di Piacenza.. 

 L’OI inoltre ha investito 50mila euro nel progetto "Idra", il gruppo operativo per l’innovazione nato per contrastare la presenza del ragnetto rosso, l’acaro che minaccia il pomodoro, nell’ambito di un costo complessivo di 250mila euro, cofinanziato per il 70% dalla Regione Emilia-Romagna. Il progetto impegnerà, fino alla primavera del 2020, il Consorzio agrario Terrepadane (ente capofila), l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Ainpo, il Centro di formazione “Tadini” e 4 aziende agricole della provincia di Piacenza. 

Emanuele Mazzoni dell’Università Cattolica di Piacenza ha spiegato che sono 5 le fasi essenziali di Idra: raccolta delle informazioni nelle aziende agricole; formulazione di linee guida aggiornate per la prevenzione e la gestione del ragnetto rosso da parte degli agricoltori ed il confronto di queste con le tecniche colturali adottate dalle aziende; lo studio della dinamica delle popolazioni di acari (fitofagi e predatori) e dei meccanismi di resistenza agli acaricidi presenti in queste popolazioni nel corso della stagione colturale per ottimizzare le strategie di difesa; la divulgazione agli agricoltori, ai tecnici delle Op (Organizzatori di produttori) e ai vari attori della filiera di un approccio innovativo per la difesa del pomodoro da industria, basato sui risultati ottenuti dalla ricerca scientifica; la formazione degli agricoltori affinché attuino una corretta difesa delle colture in campo.

Infine tra i progetti attivati dall’OI e cofinanziati al 70% dalla Regione, c’è il Gruppo Operativo per l'innovazione «monitoraggio dei campi di pomodoro con le immagini del satellite dell’Agenzia spaziale europea». «In questo caso - ha spiegato Rabboni - le immagini satellitari dei campi di pomodoro, opportunamente analizzate ed interpretate, permetteranno l'individuazione precoce di eventuali malattie delle piante, il monitoraggio dello sviluppo fenologico del pomodoro in relazione ai diversi andamenti climatici e la verifica delle superfici effettivamente coltivate. Tutte informazioni utili alla ottimizzazione della gestione agronomica e alle relazioni di filiera».

Chiara Del Vago del Consorzio Fitosanitario di Parma ha trattato delle infestazioni nel 2019 da Ralstonia, mentre Alessandro Piva responsabile agronomico di Cio ha illustrato il Disciplinare di produzione integrata in vigore per il 2020 nel Nord Italia.

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