Progetto RABoLa: con interventi mirati si può ridurre l’uso di antibiotici in asciutta ed in lattazione

Si è svolto recentemente presso il Polo universitario di Lodi il convegno dedicato al progetto 'RABoLa - Strategie sostenibili per ridurre l’impiego di antibiotici nell'allevamento delle bovine da latte' finanziato dalla Regione Lombardia, coordinato dalla dottoressa Milena Brasca, microbiologa del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Milano. Com’è noto, in ambito zootecnico è fondamentale cercare principi attivi in grado di aumentare la risposta immunitaria degli animali e/o di fornire una maggiore protezione nei confronti di microrganismi patogeni, in modo da ridurre significativamente l’impiego di antibiotici.

Al convegno sono state illustrate le problematiche correlate all’utilizzo di antibiotici in allevamento ed alla possibile insorgenza di antibiotico-resistenze e gli obiettivi che il progetto RABoLa intende raggiungere: l’individuazione di pratiche operative che comportino la riduzione dell’uso di antibiotici nell’allevamento delle bovine da latte.

In ambito zootecnico, per le restrizioni normative imposte dalle direttive europee sull’uso di biocidi, è fondamentale cercare principi attivi in grado di aumentare la risposta immunitaria degli animali e/o di fornire una maggiore protezione nei confronti di microrganismi patogeni, in modo da ridurre significativamente l’impiego di antibiotici, anche nelle fasi dove l’uso è sistematico, come la messa in asciutta. L’obiettivo generale del progetto è dunque quello di individuare pratiche operative che comportino la riduzione dell’uso di antibiotici nell’allevamento delle bovine da latte in tempi rapidi. Una delle relazioni tenuta dal prof. Erminio Trevisi, docente di fisiologia animale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ha messo a fuoco la fase gestionale e fisiologica più critica della bovina da latte, ovvero del periodo che va dalla messa in asciutta all’immediato postparto. Chiarendo che la messa in asciutta è realmente una fase molto delicata e trascurata, molto probabilmente perché l’uso di antibiotici spesso nasconde (e in parte risolve), ad allevatori e tecnici, severe risposte del sistema immunitario e di adattamento metabolico scatenate dalla sequenza: cessazione della mungitura, stasi del latte in mammella, involuzione mammaria, liberazione di molecole immunogene.

Per attenuare questa fase critica ed un po’ trascurata, la proposta progettuale di RABoLa si prefigge di valutare, mediante prove eseguite in allevamenti da latte sperimentali e commerciali, l’efficacia di specifici interventi mirati a prevenire l’insorgenza di mastiti e a ridurre l’uso di biocidi, in un’ottica di miglioramento del benessere animale ed ambientale. Nel concreto il progetto RABoLa validerà protocolli operativi, preliminarmente testati dai gruppi di ricerca coinvolti con risultati positivi, intervenendo nell’intero ciclo di lattazione delle bovine, in particolare alla messa in asciutta, durante l’intera lattazione e verso un patogeno particolarmente aggressivo come la prototheca.

Alla messa in asciutta si valuterà l’efficacia di un nutraceutico vegetale ad azione immunomodulante (Aloe arborescens, proveniente da un vivaio lombardo operante sul lago di Garda) somministrato nell’ultima settimana di lattazione. Le risposte immunometaboliche, lo stato di salute e le performance verranno osservate sino alla lattazione seguente. Durante la fase di lattazione, verrà testata l’efficacia in pre e post dipping un prodotto a base di una batteriocina isolata da un ceppo di Lactococcus lactis subsp. cremoris, che ha dimostrato un elevato potere battericida verso i principali batteri mastitogeni. Oltre a verificare gli effetti dei trattamenti a base di sostanze naturali sulla risposta immunitaria, le ricerche valuteranno modifiche nella composizione microbica del fluido ruminale, delle feci e del latte, utilizzando tecniche metagenomiche e microbiologiche. Questo consentirà di verificare gli effetti dei trattamenti sulla capacità di adattamento delle bovine e sulla selezione di microrganismi (sia dentro che fuori la ghiandola mammaria) in grado di contrastare o favorire l’insorgenza di mastiti. Inoltre consentirà di valutare la presenza di ceppi microbici antibiotico-resistenti nel latte o nelle deiezioni. Se tali trattamenti dimostreranno la loro efficacia si raggiungeranno due obiettivi: un maggior benessere animale e la maggior tutela del consumatore per l’aumentata sicurezza del latte prodotto (minor rischio di assumere residui di antibiotici) ed ambientale (minor rischio di sviluppare ceppi antibiotico-resistenti).

Un terzo obiettivo del progetto focalizzerà l’attenzione sulla lotta alla Prototheca, microalga che causa mastiti incurabili con antibiotici e che causano la precoce riforma delle bovine colpite. Verranno selezionate molecole naturali utili a sanificare materiali o adatte ad un impiego terapeutico, mirato e selettivo, in grado di inibire selettivamente la crescita di Prototheca, in caso di infezione clinica diagnosticata.

I principali destinatari del progetto RABoLa sono gli allevatori che potranno usufruire di nuove strategie e terapie alternative all’uso degli antibiotici per ridurre l’incidenza e la gravità delle mastiti mammarie. Altri destinatari privilegiati saranno i veterinari e i tecnici consulenti degli allevatori, che potranno avvalersi di protocolli di accertamento delle affezioni mammarie più accurati, sia per diagnosticare le forme subcliniche (più subdole e più pericolose per la carriera delle bovine) sia per limitare l’uso degli antibiotici. Ma i vantaggi raggiungeranno anche:

  • aziende florovivaistiche, che potrebbero avere uno sbocco commerciale per la produzione di Aloe (o altri presidi nutraceutici simili), aziende produttrici di prodotti pre e post dipping, che potranno avvalersi di risultati scientifici a supporto di un prodotto innovativo che risponde alle sollecitazioni della comunità europea.;
  • i caseifici, che potranno ricevere latte più idoneo alla trasformazione, per il diminuito rischio di rilascio di inibenti (antibiotici) durante la mungitura, principale causa di anomalie durante l’acidificazione in caldaia, per la loro interferenza con lo sviluppo dei batteri lattici;
  • i consumatori, che disporranno di latte e derivati con un minor rischio di contaminazione di antibiotici;
  • i cittadini, che ridurranno il rischio di contatto con ceppi di batteri antibiotico-resistenti, per la minor pressione ambientale dovuta alla riduzione di molecole antibiotiche diffuse con deiezioni, latte, materiali con residui di antibiotici.

La ricerca RABoLa ha pertanto prospettive di ricadute in molteplici settori e appare molto promettente per le implicazioni in termini di sostenibilità e competitività degli allevamenti da latte e del settore lattiero-caseario in generale.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragico schianto in A21, muore giovane piacentina

  • Travolta da un’auto dopo lo schianto contro il guard rail, Valentina muore a 22 anni

  • Autobus fuori strada si schianta contro il guard rail

  • Schianto sul rettilineo della via Emilia

  • Elezioni Regionali, ecco il fac simile della scheda elettorale

  • «Se sei un uomo vieni sotto casa mia», accoltellato per gelosia dal compagno dell'amica

Torna su
IlPiacenza è in caricamento