Proprietà rivi sotterranei, Sforza Fogliani: «Il pubblico scarica le spese sui cittadini»

Da Confedilizia un ricorso collettivo contro il Comune per dirimere la questione di merito sulla proprietà dei rivi sotterranei e un ricorso al Tar per diniego di accesso agli atti

Un momento del convegno (Foto C. Mistraletti)

Ha avuto luogo alla sala convegni della Associazione industriali l’interessante riunione indetta da Confedilizia Piacenza sulla questione dei rivi urbani sotterranei alla città. L’incontro, al quale ha portato il suo contributo Giorgio Braghieri presidente della Federazione piacentina della Proprietà Fondiaria, è risultato di contingente attualità a seguito della nota diffusa dall’Assessorato Pianificazione, rigenerazione urbana e Smart City, con la quale il Comune di Piacenza sostiene che la proprietà dei rivi urbani che da tempo immemorabile scorrono a reticolo nel sottosuolo, un po’ in tutta la città, appartiene alle case sovrastanti e quindi secondo l'Ente, comporterebbero a questi proprietari le spese di manutenzione, ordinaria e straordinaria, dei manufatti dei rivi. Si legge in un passo del documento firmato dall’assessore Silvio Bisotti: “Quindi mentre la proprietà delle acque e le relative funzioni è indubitabilmente in capo all'ente Comune, la proprietà dei sedimi e delle strutture dei rivi sottostanti ad aree/edifici pubblici o privati non possono che far capo, come previsto dall'art. 840 del Codice civile vigente, ai rispettivi proprietari del suolo e degli edifici, e ciò anche in relazione al fatto che le strutture in questione, tutte realizzate e/o ricoperte dalle rispettive proprietà, non risultano in alcun modo accatastate né oggetto di pubbliche trascrizioni. 

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