Ripristinare i suoli degradati migliorandone la fertilità chimico-fisica

Il convegno oggi e domani a Palazzo Farnese con l'organizzazione diFederico Arcuri e Marta Romagnoli dello studio Arcuri e associati

Suoli degradati: se ne può migliorare e ripristinare la fertilità con adeguati trattamenti chimico-fisici calibrati secondo le peculiarità fisiche del terreno. La dimostrazione: il progetto new life a Borgotrebbia dove nell’area a Borgotrebbia, dove nelle vicinanze il Trebbia confluisce nel fiume Po, era stata attivata una discarica di rifiuti solidi urbani niterrotta metà degli anni ’80.Dal 2005 sono stati attivati parziali progetti di ripristino della vegetazione boschiva, ma dal 2011 con il progetto Life 10Env 400 finanziato da un programma della Comunità europea si punta a ripristinare 200.000 mq degradati della sponda destra del Trebbia per restituirli a Piacenza ed ai suoi abitanti. Questo perché la difesa del suolo dal degrado e da minacce quali erosione, diminuzione della sostanza organica e inquinamento, e le metodologie proposte per il suo recupero sono oggi tra le più importanti tematiche ambientali.

Per affrontare alcuni di questi temi e per creare un'occasione di scambio d'idee tra progetti con scope comuni finanziati dall'Unione Europea, si sta svolgendo  presso Palazzo Farnese un convegno di due giornate sulla podologia applicata, organizzata da Ecosistemi, con il Comune di Piacenza e l’Università Cattolica di Piacenza (Istituto di Chimica agraria e ambientale).Il convegno vede riuniti i maggiori esperti italiani di agronomia, chimica, biologia applicate al recupero dei suoli e dedicato al progetto  New life con l’intervento di numerosi relatori tra cui Paolo Manfredi di Ecosistemi Srl, Marco Trevisan ordinario di chimica della Cattolica di Piacenza  e docenti dell’Università di Napoli Federico II°, atenei direttamente coinvolti in queste ricerche tese alla identificazione e risanamento dei suoli agricoli inquinati.

Il dott. Manfredi della m.c.m. Ecosistemi ha descritto il progetto New life ricordando che l’idea è scaturita dalla volontà di sperimentare ed implementare la tecnologia  della ricostituzione utilizzata per il recupero e il ripristino di suoli degradati con un trattamento chimico e meccanico, che ha lo scopo di ottenere un suolo con ottime  proprietà  di fertilità. Manfredi ideatore di una tecnologia per il recupero dei terreni, collaboratore di diverse università e relatore in convegni in Italia e all’estero, ha sottolineato come la tecnologia nata a Piacenza raccolga interesse a livello europeo, tanto che con diversi studiosi sono già state avviate collaborazioni. Verrà esaminata per la prima volta - e ci sarà una visita sul sito - un’indagine sui suoli di copertura di una ex discarica a Piacenza (a Borgotrebbia) che ha definito l’entità del loro degrado e pianificato i trattamenti e gli interventi di ri-pristino. Il prof. Trevisan è a capo del gruppo di ricerca per l'Università, e con la dott. ssa    Chiara Cassinari  segue la parte scientifica del progetto indirizzato verso l’ex discarica che ad oggi appare come una prateria ancora caratterizzata dalla dominanza di specie tipiche di suoli con scarsa struttura, mal drenati e soggetti ad intenso pascolo.

Il recupero dell'area avviene attraverso il ripristino del suolo degradato utilizzato per la copertura dei rifiuti. Scoticato dall'area e ricostituito, sarà riposizionato e piantumato con specie tali da permettere il ricrearsi delle condizioni di bosco mesofilo tipiche della zona.Numerosi sono stati gli studi a corollario del progetto:  prove agronomiche in pieno  campo, in  vaso, e su parcelle sperimentali. Gli esiti di tali studi sono conferme delle  ottime proprietà di fertilità chimica e fisica dei suoli ricostituiti. Il prof. Fagnano ha affrontato il  tema del recupero di suoli inquinati presentando il progetto  Ecoremed dove ha evidenziato che "per definire un sito inquinato, bisogna  compiere una analisi di rischio e definirne le classi in relazione all'uso del sito da cui consegue l'esposizione delle persone ed i rischi per la salute e per l'ambiente.

l criteri della messa in sicurezza di suoli e dell'uso della vegetazione per la bonifica  sono molteplici: impedire  fisicamente l'accesso e l'uso improprio dei suoli contaminati ed i connessi rischi per la  salute; migliorare  il  paesaggio agrario  e   la   fertilità dei suoli; potenziare  il  metabolismo  della microflora  biodegradatrice degli inquinanti  organici; contribuire  ad estrarre la quota biodisponibile dei metalli pesanti dai suoli per ridurre il livello di rischio; restituire in tempi più o meno brevi detti suoli al tradizionale uso agricolo con fertilità fisico-chimica migliore".

Tra i relatori spiccano i docenti universitari Carmelo Dazzi presidente European Society for Soil Conservation - Università di Palermo; Fabio Terribile, ex-presidente Società Italiana di Pedologia-Università di Napoli Federico II; Claudio Marzadori, Università di Bologna; Gilmo Vianello, Università di Bologna; Massimo Fagnano, Università di Napoli Federico II (il professore si è occupato anche del recupero dei suoli della “Terra dei fuochi”); Edoardo Costantini, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria CREA.Tutti ricercatori, rappresentanti di università ed enti di ricerca che hanno evidenziato le varie fasi della ricostruzione dei suoli generando neoaggregati per generare una migliore fertilità chimica e fisica.

manfredi paolo-4

Potrebbe interessarti