Steriltom apre la campagna del pomodoro: «Nonostante la carenza di acqua, la qualità del prodotto è alta»

L’amministratore delegato Squeri: «Buono anche il grado brix. Prevista la trasformazione di 200mila tonnellate. Grazie agli agricoltori che, nonostante la siccità, hanno salvato i campi e le piante»

I primi camion sono affluiti due giorni fa. E’ cominciata così la campagna di trasformazione di Steriltom, l’azienda leader in Europa nella produzione di polpa di pomodoro. L’azienda piacentina dovrebbe trasformare circa 200mila tonnellate di pomodoro da industria, il 70% del quale destinato all’export e il 30% diretto al mercato domestico, soprattutto nell’horeca e nel food service. E le prime analisi sul pomodoro della Pianura Padana fanno emergere una qualità piuttosto alta. Steriltom è stata una delle prime aziende a inaugurare la campagna nel Nord Italia, dove si produce la metà del pomodoro italiano. La OI del pomodoro da industria del Nord, di cui Steriltom fa parte, prevede una produzione di 2,4 milioni di tonnellate. Nei prossimi giorni dovrebbero cominciare le imprese del parmense e quelle lombarde.

Quest’anno, per il pomodoro, è stato un annus horribilis a causa della crisi idrica, che perdura tuttora. «Nonostante la siccità - spiega Dario Squeri, ad di Steriltom - e lo stress idrico di cui hanno sofferto campi e piante il prodotto, seppure di piccole dimensioni, è di buona qualità». Il grado brix del pomodoro riporta valori buoni «ma variabili in base all’irrigazione che ha avuto il pomodoro. E’ vero che tanto sole fa aumentare il brix, ma è altrettanto vero che se non c’è acqua la pianta non riesce a portare a maturazione il frutto».

Steriltom, dopo il grande successo dello scorso anno (3.000 tonnellate prodotte e tutte vendute nel Nord Europa), ha aperto una nuova linea bio perché cominciano ad esserci primi riscontri di vendite anche in Italia. L’anticipo della campagna porterà a un anticipo della chiusura che, secondo Squeri, sarà intorno alla metà di settembre con la raccolta del pomodoro tardivo. Ma l’ad piacentino vuole anche ricordare l’importante ruolo dei produttori: «Anche quest’anno, nonostante la difficile situazione climatica, va riconosciuta la grande professionalità degli agricoltori piacentini che ha fatto sì che ci sia ancora un pomodoro di alta qualità e sano. Il clima secco, infatti, ha mantenuto una certa salubrità nei campi facendo venire meno alcune piante infestanti e contenendo certe malattie. Di conseguenza, si è ridotto l’uso di prodotti chimici per la difesa».

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