Terrepadane: «La nostra forza sono i servizi offerti al mondo agricolo»

Ultimo appuntamento nell’ambito del ciclo di incontri con le aziende e i professionisti "Organizzazione Aziendale", coordinato da Franca Cantoni, della facoltà di Economia e Giurisprudenza

Rizza, Ticchi, Cantoni

Come gestire una complessa realtà aziendale com’è diventato oggi il Consorzio Agrario Terrepadane che, da realtà piacentina, si è esteso in altre importanti provincie della Lombardia, con utili e fatturato in continua ascesa. Ne ha trattato Alessandra Ticchi, direttore Amministrazione e Finanza e vicedirettore generale, del Consorzio che è intervenuta (unitamente a Monica Rizza controllo gestione) per l’ultimo appuntamento che si è svolto nell’ambito del ciclo di incontri con le aziende e i professionisti Organizzazione Aziendale coordinato da Franca Cantoni, della facoltà di Economia e Giurisprudenza. «La nostra mission - ha spiegato la Ticchi - è di proporre servizi tecnici, finanziari e manageriali, per offrire un diverso valore aggiunto agli agricoltori».

La Ticchi da 13 anni in Terrepadane (dopo significative esperienze in Eni, Rdb e Jobs), ha ripercorso la storia del Consorzio, la cui fondazione avvenne nel 1900 con il nome di Consorzio Agrario Provinciale di Piacenza nel Palazzo dove, nel 1892 nacque la Federconsorzi e ne ha sottolineato l’evoluzione degli ultimi 10 anni e le strategie messe in atto per la crescita. Nel 1997 si trasferì nell’ex mangimificio di via Colombo, nel Palazzo dell’Agricoltura. Dal 1913 al 1945 è stato caratterizzato da progressive trasformazioni, ovvero non solo fornitura di servizi, ma anche attività industriale (mangimificio, concimi perfosfati, acido solforico, magazzini doganali). Poi dal 2000 una significativa riorganizzazione logistica con la chiusura di molte agenzie e la nascita di Poli logistici, ma sempre con al centro le esigenze dei propri clienti ed una costante attenzione ai loro bisogni.

Il 20 giugno 2014, si arriva alla nascita del Consorzio Terrepadane, presente, oltre che in quella di Piacenza, in quattro provincie, ovvero Milano, Lodi, Monza-Brianza e Pavia e di recente (due agenzie) Cremona e Bergamo. «Un efficientamento - ha spiegato -  in base ai costi-benefici per clienti molto eterogenei». Passato e presente: Piacenza e tre Poli, un centro macchine, 3 agenzie in collina, un centro stoccaggio Bio, 3 agenzie a Milano, 3 a Pavia, 1 a Cremona e 1 a Bergamo. Oggi ci sono 121 dipendenti e una rete di agenzie gestite sia con soggetti terzi, che con dipendenti. Un mercato agronomico di 52.650 Ha. a Piacenza, 77.470 a Milano-Lo. e 146.000 a Pavia, complementarietà e diversificazione colturale. «In pratica - ha spiegato, sollecitata dalle domande di Cantoni - tante sottoculture territoriali nelle quali far emergere gli aspetti di coesione, da rispettare e da cui trarre insegnamenti, anche dai momenti di difficoltà». La Ticchi ha ricordato che «ci sono profili di clientela diversa per tipologie d’acquisto e forma dimensionale ed ogni linea di businnes ha proprie regole. I fornitori sono generalmente multinazionali, ma ci serviamo anche di fornitori locali. Per gli acquisti, poiché hanno tipologie molto diverse, ci sono referenti di settore».

La Ticchi ha poi spiegato che se non si raggiunge un adeguato equilibrio finanziario, c’è il rischio, come è avvenuto in provincie limitrofe, di fallimento. Terrepadane si è dato una nuova territorialità, prima in affitto, poi acquisendo i rami di azienda di Milano, Lodi, Monza-Brianza fino a Pavia dove non esisteva più l’azienda  e gran parte della clientela era stata assorbita da soggetti privati. Una condivisione di fondo con culture organizzative differenziate che avevano generato scelte sbagliate. Si è impostato un contratto d’affitto per gli immobili e si sono acquisiti dei dipendenti, con un adeguato ridisegno organizzativo. «Era necessario - ha precisato Ticchi - fare massa critica per presentarci davanti ai nostri fornitori con volumi di una certa redditività, in territori che hanno una certa complementarietà. I risultati sono sotto gli occhi di tutti con dodici anni positivi, 187 milioni di fatturato ed un patrimonio netto in crescita».

Il fatturato complessivo di Terrepadane, rispetto al 2017, è cresciuto infatti di circa 2 milioni di euro, ponendosi stabilmente oltre la soglia dei 182 milioni. Analizzando in dettaglio l’andamento del 2018, spicca sicuramente l’incremento di fatturato del settore macchine agricole, con Terrepadane che si conferma leader di mercato nella provincia di Piacenza. Inoltre, è molto positivo il settore dei concimi liquidi con le nuove linee prodotte nello stabilimento Multiliquid di Fiorenzuola. Sempre alta anche l’attenzione all’ambiente e all’acqua: la fertirrigazione continua a crescere (Consorzio leader nel mercato del pomodoro a Piacenza) e si stanno aprendo sbocchi interessanti nella subirrigazione di nuove colture, quali pioppo, erba medica e mais. Anche il settore mangimi merita attenzione, con il buon andamento dell’offerta Emilcap e soprattutto della nuova linea Stelvio, che ha registrato una grande crescita dei volumi di vendita dopo un solo anno. Molti quindi i settori in cui opera: agro farmaci, fertirrigazione, sementi, garden, commercio di cereali, macchine agricole (compresa officina), l’innovativo precision farming, i ricambi, i mangimi, i carburanti. Una realtà in grado di assicurare vantaggiosi contratti di filiera (come con Buitoni), di offrire assistenza tecnica capillare sul territorio; insomma un operatore serio e professionale. 

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