Si è svolta nel ristorante Cà dell’Orso di Ponte dell’Olio l’incontro tra i baristi e ristoratori, aderenti alla omonima pagina di Facebook, la Fipe di Piacenza – nella persona del suo presidente Cristian Lertora e di alcuni membri del Consiglio, e l’UNPLI – l’Unione delle Proloco di Piacenza – rappresentata dal suo presidente Franco Villa. Tema dell’incontro la profonda difficoltà che gli esercizi pubblici stanno attraversando nello svolgimento della loro attività causa concorrenza sleale di molte feste paesane ben poco tradizionali. Una protesta che nei giorni scorsi aveva portato qualche ristoratore anche a minacciare l’uscita dalle associazione di categoria in quanto, a suo dire, poco incisive su questo tema.
«Siamo assolutamente concordi – precisa il presidente di FIPE Piacenza Cristian Lertora – con le proteste levate da alcuni nostri ristoratori nei riguardi di feste e sagre paesane. Ecco perché – prosegue Lertora – già da gennaio insieme all’Unione delle Proloco – nella persona del suo presidente Villa e dei suoi consiglieri – e con la supervisione della Provincia di Piacenza, abbiamo faticosamente approvato una bozza di regolamento che abbiamo fatto pervenire a tutti i Comuni del Piacentino nella quale prevedevamo regole chiare che distinguevano quelle che erano sagre autentiche da quelle che erano mere feste di paese che nulla davano alla comunità, al territorio e alla sua economia. Ora, spinti e stimolati anche dagli amici di fecebook e con l’aiuto premesso dalla presidenza dell’Unione Commercianti faremo sentire ancora di più la nostra voce nei riguardi dei sindaci dei vari Comuni; reali responsabili nel dare concreta attuazione alla bozza di regolamento da noi approntata».
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«Certo – prosegue Lertora – per raggiungere i nostri obbiettivi però abbiamo bisogno del sostegno forte, come è stato in questi giorni, dei nostri colleghi. Come loro chiedono a gran voce un maggiore coinvolgimento della nostra Associazione, così noi chiediamo a loro di essere presenti alle varie riunioni che nelle prossime settimane faremo e al grande incontro con tutti gli amministratori Comunali che realizzeremo, presumibilmente, a settembre. Questo non è il momento – conclude Lertora – delle divisioni, delle spaccature o del richiamo ad inefficienze passate; questo è il momento della protesta condivisa. Da quando io e il presidente dell’Unione due anni fa abbiamo deciso di ricoprire questo ruolo ci siamo sempre battuti per la nostra categoria, magari con modi differenti, ma sempre convinti di collaborare assieme. La stessa collaborazione che ora dobbiamo prestare tutti quanti per raggiungere l’obbiettivo comune: far eccellere le nostre attività e quelle attività vere (feste e sagre) che promuovono il territorio e con le quali possiamo collaborare. Dal canto mio farò di tutto per stimolare, per quanto mi sarà possibile, la nostra associazione perché continui a migliorare la tutela delle categorie che rappresenta».






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Signor Wolf Cosa vuol dire! Se vado da Gigi il Troione, mi aspetto un cibo, un servizio e un locale degno di Gigi il Troione. Se pago il giusto per quello che reputo, tornerò sicuramente. Altre volte posso andare al Maps, al Morino, al Nido del Picchio ecc... pagando il triplo, ma se il servizio è impeccabile, la materia prima eccellente, tornerò ugualmente.
Bisogna capire e distinguere bene i tipi di locali.
Per questo motivo il ristoratore Caio, non deve incazzarsi se dopo che mi ha fatto pagare 60 euro a testa (senza ricevuta, ovvio), per una cena "normale" non torno più. Ovviamente, preferisco il localino sotto casa dove mangio lo stesso pesce a metà prezzo, o magari preferisco andare alla sagra della patata selvaggia che spendo ancora meno...
Per non parlare delle pizzerie: 8-9 euro per una pizza che altro non è che acqua e farina. Si lamentano che hanno pochi clienti, ma diminuire i prezzi e renderli più popolari no eh?