Teatro Gioia, "Amaldi l'italiano"

In programma mercoledì 29 novembre 2017 alle ore 21 al Teatro Gioia di Piacenza lo spettacolo "Amaldi l'italiano", di Giusy Cafari Panico e Corrado Calda, con Corrado Calda.

Edoardo Amaldi, nato a Carpaneto Piacentino e vissuto a Roma, dove ha dato un grande e fondamentale contributo alla fisica italiana ed europea, sarà protagonista a Piacenza di "Amaldi l'italiano", un monologo prodotto dall'Associazione Culturale Muselunghe, dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e dall'Associazione Edoardo Amaldi, con la partnership del Teatro Gioco Vita.

Edoardo Amaldi è stato l'unico  dei "ragazzi di via Panisperna" a non emigrare all'estero rinunciando a una prestigiosa cattedra negli Stati Uniti per occuparsi della ricostruzione della fisica e della ricerca italiana ed europea. Lo spettacolo parte dal 1938, anno in cui il famoso gruppo di via Panisperna si disgrega per non ricostituirsi mai più, anche a seguito delle leggi razziali fasciste (Fermi era sposato a un'ebrea ed ebrei erano Segré e Pontecorvo). Amaldi resterà solo in Italia ad affrontare le guerra, finita la quale, dovrà ricominciare pressoché da zero. Lavoratore instancabile,
innamorato dell'Italia grazie anche a sua moglie Ginestra, donna straordinaria e grande nazionalista, Amaldi fu anche promotore di una collaborazione Europea attraverso la quale questo grande fisico contribuirà in modo fondamentale sia alla  nascita del CERN (Consiglio Europeo per le Ricerche Nucelari) sia alla creazione dell'ESA (Europe Space Agency). 
Nel monologo vedremo la grande operosità di un uomo profondamente legato al concetto di pace tra le nazioni e all'ideale di una scienza che potesse circolare liberamente tra gli uomini senza segreti militari e senza scopo di lucro.

NOTE DI REGIA
Lo spettacolo vede in scena Edoardo Amaldi, ormai anziano ma ancora estremamente vitale e lucido, mentre sta scrivendo una lunga lettera a Fermi dove ripercorre le tappe fondamentali della sua vita di uomo e di scienziato, da quando i due si sono separati prima della seconda guerra mondiale. Edoardo ricostruisce non solo i rapporti che hanno dato vita al Cern e all'Esa ma anche il rapporto che univa i due sullo sfondo dell'intera squadra di via Panisperna, lungo un'epoca caratterizzata da grandi avvenimenti storici e scientifici. In particolare Amaldi farà diverse riflessioni sulle scoperte nucleari e sulla bomba atomica, dolenti ma obiettive, fino alla sua decisione di aderire al movimento pacifista per il disarmo nucleare: Pugwash.
L'ultimo capitolo della lettera a Enrico Fermi sarà riservato alle onde gravitazionali, campo che Edoardo Amaldi esplorò per primo in Italia negli anni settanta e che quest'anno è venuto alla ribalta mondiale a seguito dell'assegnazione del Nobel per la fisica all'equipe degli scopritori. Alla fine dello spettacolo il nostro Amaldi si renderà conto che la lettera che stava scrivendo non potrà mai essere recapitata perché Fermi è morto da più di trent'anni. Non è una svista, perchè tra poco Edoardo rivedrà  l'amico Enrico...

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