Galleria Alberoni, mostra evento Dis-chiusure

Una mostra evento allestita alla Galleria Alberoni è destinata ad accompagnare la vita culturale della città fino al giorno 9 maggio, grazie ad un programma ricchissimo di incontri con importanti testimoni del nostro tempo, concerti, convegni, conversazioni.

Si tratta della mostra Dis-chiusure. Il violino con il filo spinato di Jannis Kounellis. che mette al centro l’esposizione del violino con filo spinato, capolavoro del grande artista di origine greca Jannis Kounellis, massimo esponente e padre della corrente dell’Arte Povera.

L’artista, scomparso nel febbraio 2017, in questa sua ultima opera abbina il filo spinato a uno strumento musicale, rappresentando così potentemente la condizione della persona detenuta e tutta la possibilità e l’impossibilità dell’uomo.

Se nell’intreccio solido e teso di corde spinate percepiamo infatti la più drastica chiusura, la cassa armonica - il grembo del violino - testimonia la possibilità di un nuovo inizio, una ri-generazione al cui cominciamento sta sempre un suono, come il primo vagito di un bimbo che nasce.

Realizzato a partire da un violino costruito nel laboratorio di liuteria della cooperativa Casa dello Spirito e delle Arti, nel carcere di Opera, il capolavoro di Jannis Kounellis si fa espressione della possibilità insita nella diade aperto-chiuso, con la quale si confronta ogni uomo e che costituirà il filo conduttore dell’itinerario di mostra e dei numerosissimi incontri ed eventi collaterali.

Al violino con il filo spinato sono affiancate due ulteriori sezioni di mostra che permetteranno di entrare nella cifra espressiva del grande artista e nella forza simbolica dell’opera esposta. La Sala Mazzolini è dedicata alla proiezione del documentario realizzato da Ermanno Olmi, intitolato Atto unico, nel quale l’occhio poetico del regista svela il concepimento e il prendere forma della poesia espressiva di Jannis Kounellis.

La sezione è completata dall’esposizione di dieci suggestivi scatti originali del fotografo Carlo Orsi che ha documentato il farsi di “quel grande organismo plastico” che è stata l’installazione Atto unico realizzata da Jannis Kounellis, nel 2006, alla Fondazione Pomodoro.

Le fotografie esposte in mostra costituiscono il contenuto di un prezioso cofanetto, realizzato dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro in soli 30 esemplari numerati e firmati. Nel 2006 la Fondazione Arnaldo Pomodoro, all’inizio del suo secondo anno di attività, invita Jannis Kounellis ad allestire nel proprio spazio espositivo di via Solari 35 a Milano, la grande mostra intitolata “Atto Unico”, curata da Bruno Corà. Per quasi un mese, dal 28 agosto al 23 settembre 2006 il regista Ermanno Olmi e il fotografo Carlo Orsi seguono Jannis Kounellis al lavoro durante l’installazione della sua opera.

Nella Sala Scribani Rossi è allestita la web serie, prodotta dal Corriere della Sera, per la regia di Marco Bechis, intitolata Il rumore della memoria, che narra il viaggio di Vera Vigevani nella ricostruzione della sua biografia familiare segnata dal filo spinato: il nonno morì ad Auschwitz, la figlia morì desaparecida in Argentina. Ne sono autori, insieme al regista Marco Bechis, Caterina Giargia, Antonio Ferrari e Alessia Rastelli.

La web serie, allestita in mostra in forma di viaggio, è stata concessa per questa mostra da Corriere della Sera e Corrieretv. I due racconti video e la selezione di fotografie permetteranno al pubblico, dopo la visione del violino, di attraversare per immagini, la vitale apertura della creazione artistica e la drastica chiusura della vita oppressa, le due dimensioni che il capolavoro di Jannis Kounellis evoca e unisce insieme.

La quarta sezione di mostra è costituita da una straordinaria testimonianza storica che dialogherà a distanza con il violino con il filo spinato di Jannis Kounellis. Una grande vetrina espone sei strumenti musicali. Si tratta di tre violini, un mandolino, una tambura bulgara, una chitarrina, tutti costruiti a Terezín dalla famiglia Žalud.

Con l’arrivo dei nazisti in Boemia, la cittadina fortificata di Terezín (Theresienstadt in tedesco, a sessanta chilometri da Praga) fu trasformata nel 1941 in ghetto ebraico e lager di transito, per poi divenire centro di un grande esperimento di propaganda.

Gli internati ebrei furono costretti a mostrarsi sani e nutriti. Nella menzogna nazista, gli internati nel tempo libero suonavano, dipingevano, leggevano libri… Gli strumenti musicali Žalud vennero confiscati alla famiglia e consegnati agli ebrei internati perché li potessero suonare. I pezzi assai rari esposti in mostra fanno parte della collezione dello scrittore ed ebraista Matteo Corradini, che ne cura la presentazione.

In occasione della mostra Dis-chiusure. Il violino con il filo spinato di Jannis Kounellis alla Galleria Alberoni, l’Opera Pia Alberoni ha programmato una nuova apertura straordinaria della Galleria e del Collegio Alberoni che saranno pertanto visitabili dal 24 marzo al 9 maggio 2019 il venerdì, il sabato e la domenica pomeriggio.

La sola mostra Dis-chiusure sarà liberamente visitabile venerdì, sabato e domenica dalle ore 15.00 alle ore 19.

Il Collegio Alberoni (Appartamento del Cardinale, Biblioteca Monumentale) sarà visitabile solo con percorso accompagnato o visita guidata.

VENERDI’ E SABATO

PERCORSI ACCOMPAGNATI alla mostra e al Collegio (Appartamento del Cardinale, Biblioteca Monumentale)

Partenza ore 16.00 e ore 17.30

DOMENICA

Visita guidata alla mostra, alla Galleria e al Collegio (Appartamento del Cardinale, Biblioteca Monumentale)

Partenza ore 16

Biglietti

Visita libera alla mostra € 3,50

Percorsi accompagnati e visite guidate € 6,00

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