Il tour di Ermal Meta parte da Fiorenzuola. Il concerto aprirà "Dal Mississippi al Po"

Il cantante aprirà il festival letterario e musicale in programma dal 17 al 22 luglio. Il concerto di Ermal Meta, il 28 giugno al velodromo ‘Attilio Pavesi’, sarà un’anteprima del festival

Ermal Meta (a sinistra) con Fabrizio Moro sul palco dell'Ariston per la finale del Festival di Sanremo 2018 (foto Today.it)

Parte da Fiorenzuola il tour ‘Non abbiamo armi’ di Ermal Meta, dominatore della scena musicale nazionale e fresco vincitore di Sanremo 2018. Il cantante aprirà il festival letterario e musicale ‘Dal Mississippi al Po’ in programma dal 17 al 22 luglio. Il concerto di Ermal Meta, il 28 giugno al velodromo ‘Attilio Pavesi’, sarà un’anteprima del festival. «La possibilità di avere a Fiorenzuola senz’ombra di dubbio il più acclamato cantautore del momento è stata resa possibile dal grande lavoro fatto in questi anni dalla Cooperativa Fedro – ha spiegato il presidente Davide Rossi. Serietà e grande qualità nella proposta artistica sono stati i due ingredienti sempre inseriti nella nostra programmazione di eventi». Le prevendite del concerto, che potrà ospitare fino a tremila persone, verranno gestite tramite il circuito Ticketone al prezzo di 35 euro.

In una conferenza stampa in Municipio alla presenza, oltre di Rossi, di tutta la Giunta e di Donatella Bracchi dell’Ufficio Culura, sono stati presentati altri due appuntamenti in programma nelle date del festival: ‘Trombone Shorty’ il 17 luglio in piazza Molinari, ‘Bettye La Vette’ il 20 luglio sempre in piazza Molinari. «Il primo è un evento in data unica per l’Italia. Troy Michael Andrews, in arte ‘Trombone Shorty’, vanta collaborazioni importantissime con Lenny Kravitz, Jeff Back, Dr. John, Eric Clapton; e tourne in tutto il mondo. Il calendario 2018, prima della data di Fiorenzuola recita: Londra, Parigi, Madrid e subito dopo la Valdarda Tibilisi, Baltimora, Boston, Montreal. ‘Bettye La Vette’ a Fiorenzuola presenterà al pubblico italiano il suo ultimo lavoro discografico targato Bob Dylan, ‘ThingsHaveChanged’, che ripercorre un percorso artistico di un Dylan poco conosciuto». Gli organizzatori stanno lavorando per ultimare il programma e a breve verranno svelati gli altri artisti che parteciperanno al festival, «artisti che saranno dello stesso livello di quelli presentati» - assicura il presidente di Fedro. Intanto è già confermata la Finale Italiana Blues Challenge, il 19 e 20 ottobre al Teatro Verdi.

«Il festival è nato quattordici anni fa, l’atmosfera rilassata e di vera comunione artistica e spirituale è sempre riuscita a produrre risultati stupefacenti – ha aggiunto Rossi. L’intenzione è quella di proseguire su quella linea per fare di Fiorenzuola uno dei pochissimi autentici festival rimasti ormai in tutto il mondo e non una semplice fredda vetrina di talenti. Inoltre valorizzeremo l’ex Macello, luogo deputato alla cultura che verrà utilizzato per l’organizzazione di una mostra d’arte dedicata a New Orleans ed arricchita da una serie di eventi musicali e letterari. New Orleans, vero centro gravitazionale della musica contemporanea, quest’anno festeggia trecento anni della nascita: sarà nostra cura portare un po’ dello spirito della città degli angeli a Fiorenzuola attraverso musicisti, testimoni vari, cucina tipica della Louisiana, marching band e una mostra d’arte visiva dedicata alla città ed ai suoi più celebri musicisti». «La nostra città – ha dichiarato la vicesindaco Paola Pizzelli – si appresta a diventare vera capitale Emiliano Romagnola della musica afroamericana ed una delle più importanti attrazioni nazionali su generi Blues, Soul e Funky». «Aggregazione sociale, promozione territoriale e culturale è quello che si pone il festival che entrerà ancora di più nel Dna dei fiorenzuolani – sono le parole dell’assessore alla Cultura Massimiliano Morganti. Puntiamo anche a coinvolgere la vallata per far sì che possa radicarsi e diventare più ambizioso e per rendere Fiorenzuola e il territorio il cuore pulsante della musica blues». «Un evento di questo tipo non lo si vedeva da anni – ha concluso l’assessore Marcello Minari -: quello del 28 giugno è un concerto di grande portata, la nostra provincia non ha grandi occasioni per ospitare serate di questo calibro».

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