E se la Gioconda di Leonardo fosse stata dipinta a Bobbio?

Intrigante teoria di una studiosa savonese, Carla Glori, che ha visto nel più famoso quadro della storia alcuni elementi del paeseggio della Val Trebbia, a partire dal Ponte Gobbo. Lo riporta Libertà

E se la Gioconda di Leonardo, il più famoso e importante dipinto della storia, fosse stato ideato con Bobbio sullo sfondo? La teoria è suggestiva, e avvalorata da numerosi elementi. E' questo, infatti, il sunto di una ricerca di una studiosa savonese, Carla Glori, che sfocerà presto in un libro, dopo diversi anni di studi.

La notizia viene riportata stamane da un bell'articolo di Elisa Malacalza su Libertà. In sostanza, l'eminente studioso-scienziato-pittore toscano avrebbe potuto sostare a Bobbio, nel Rinascimento vero fulcro della cultura europea con una grande biblioteca e di posizione strategica sulla Via Francigena e la Via del Sale. Da qui, a memoria, avrebbe ripreso il paesaggio del Ponte Gobbo bobbiese (lo potete notare poco sopra la spalla destra di Monna Lisa), poichè il ritratto di Monna Lisa venne ultimato in diversi anni.

Questa è solo una teoria, ovviamente, che la studiosa ligure farà approfondire al museo del Louvre con l'invio dello studio completo. Ma il paesaggio di Bobbio ricorre in un'altra opera di Leonardo, la "Madonna dei fusi": questa volta la panoramica sembrerebbe corrispondere in tutto e per tutto alla vista del manufatto sul Trebbia dalla "terrazza" naturale della Madonna del Penice, a pochi chilometri di distanza.

Insomma, un altro enigma che aumenta ancora il fascino di una cittadina dell'alta Val Trebbia carica di mistero.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (25)

  • Avatar anonimo di Huberta Stracke
    Huberta Stracke

    Magdalena Soest:  La "Gioconda" e' una Sforza Chi e' il misterioso personaggio ritratto da Leonardo da Vinci nella "Gioconda"? Secondo la studiosa tedesca Magdalena Soest , la "Gioconda" sarebbe infatti una Sforza ...: Caterina Sforza. La Soest ha fatto una ricerca eccezionale e multidisciplinare sull'identita' della "Gioconda", ha abbandonato tutti i sentieri battuti. Non voglio entrare nel complesso e nel dettaglio. Per toccare un'argomento: la Soest e' colei che ha, per la prima volta nella storia dell'arte, analizzato il ricamo sulla scollatura della "Gioconda" - e ha scoperto gli emblemi degli Sforza e dei Medici (sc. 'biscione visconteo-sforzesco', 'fleur de lys', 'anelli'), i simboli che identificano e onorano Caterina Sforza, la figlia di Galeazzo Maria Sforza e la vedova di Giovanni de' Medici! Magdalena Soest ha pubblicato le sue analisi ripetutamente dal 2002, e recentemente in due nuovi libri (2009, 2011). La tesi della Soest e le sue rivoluzionarie scoperte scientifiche, che hanno ricevuto consensi di storici illustri, sono stati plagiati a volte.

  • Avatar anonimo di gianni
    gianni

    Il Sanseverino e la mia tesi di laurea stoppata   Salve sono Gianni. Negli anni ottanta mi sono laureato in storia dell’arte e attualmente lavoro nel settore metalmeccanico ( per l’impossibilità di trovare una sistemazione corrispondente ai miei studi). Seguo sempre le novità del Piacentino perché ho legami di famiglia in quella zona. Così il 5 ottobre ho letto su Libertà lo splendido articolo di Elisa Malacalza ( con cui mi complimento) sulla Gioconda in Bobbio, dove è riportata la tesi della Glori. Mi sono stupito vedendo su internet la lettera del professor Laurora, perché sull’articolo non c’è scritto che il Sanseverino è il Musico, ma che è il marito di Bianca Sforza, che è identificata nella Gioconda. La cosa tuttavia mi ha toccato personalmente perché è a causa di Galeazzo e Bianca che ho dovuto cambiare l’argomento della mia tesi, dove appunto sostenevo, riprendendo la primitiva identificazione, che risale alla seconda metà del Seicento, fatta in base alla definizione di ‘Duca’ che compariva nelle registrazioni del 1671 e 1685 dell’Ambrosiana, che si trattava appunto di Galeazzo (in via secondaria si lasciava un margine di dubbio per il padre Roberto Sanseverino). Nessuno quindi può rivendicare l’identificazione del Musico con Galeazzo, perché questa è originaria, coincidendo con il reperimento del quadro, ed è stata cambiata solo dopo la scoperta del cartiglio ai primi del secolo scorso (con attribuzione di cinque o sei nomi di musicisti della corte sforzesca). Quindi né il professor Muller ( che sarebbe però il secondo anziché il primo) nè il professor Laurora illustre studioso del Sanseverino né eventualmente Carla Glori (che a questo punto con tutto quello che dovrà dimostrare non è affatto in condizioni invidiabili) né nessun altro possono rivendicare una primogenitura in merito, né tantomeno io che ho dovuto cambiare la tesi a causa del Sanseverino. Il mio relatore infatti me l’ha bocciata perché ‘ Non basta dire che questo personaggio si identifica con il Signor Tal dei Tali, ma bisogna che tu porti delle prove – o un insieme di dati inoppugnabili e concatenati o la ‘pistola fumante’- a sostegno di quanto affermi e queste prove debbono essere tali da superare il vaglio della comunità scientifica degli studiosi’. Ho imparato la lezione a mie spese. Così, se Carla Glori davvero scriverà nel libro che Galeazzo Sanseverino è il Musico se la dovrà vedere non solo con l’agguerrita tesi maggioritaria che lo identifica oggi nel musicista Migliorotti, ma soprattutto con la consistenza delle prove che riuscirà a portare che, evidentemente finora nessuno è riuscito a formulare scientificamente, dato che la verità si impone con un corpus coerente e univoco di prove e non con le affermazioni. Ma anche in tale caso è avvertita: la primogenitura dell’attribuzione dell’identità del Musico a Galeazzo Sanseverino non sarà mai sua, perché è originaria e attestata già fin dal primo apparire del quadro ( solo dopo la comparsa del cartiglio musicale la si è modificata). Alla studiosa, privata di questo onore, se mai resta solo l’ingrato onere di una dimostrazione solidamente fondata e resistente alle confutazioni, che finora mai nessuno è riuscito a formulare . E se sarà onesta darà un resoconto critico della storia del Musico e quindi delle ipotesi fatte finora da altri in materia (sarebbe nel suo interesse dato che è in minoranza).Qualora nel tempo risultasse che la tesi di Carla Glori sulla Gioconda in Bobbio è giusta, di una cosa però devo ringraziare il mio vecchio ( ormai deceduto) professore-relatore: di avermi risparmiato un errore madornale e davvero storico, perché contestualmente a questa identificazione poco ‘scientifica’ ne portavo un’altra, corrispondente alla moglie Bianca identificata con un personaggio molto diverso dalla Gioconda e a tutt’oggi non identificato ( per lo più si pensa ad Anna Sforza), conservato anch’esso all’Ambrosiana ( attribuito con riserva al de Predis o a Leonardo stesso). Non tutto il male viene per nuocere! 

    • Avatar anonimo di pierangelo laurora
      pierangelo laurora

      Egr. Signore , può trovare di seguito  una mia risposta, forse anche ai suoi dubbi, un caro saluto. p.l.

    • Avatar anonimo di pierangelo laurora
      pierangelo laurora

      Caro Signore, il mio studio esula dall'aspetto artistico e critico d'arte ma si basa su minuziose e documentate ricerche effettuate sia in Francia che in Italia. Se lei ha potuto notare la sovrapposizione degli elementi da me ritrovati nella raffigurazione di un errato Roberto Sanseverino, troverà la risposta, la vera effige di Roberto Sanseverino padre di Galeazzo è presente su alcune monete della serenissima e sulla pietra tombale nel duomo di Trento.  purtroppo dipinti del signor Galeazzo sono andati persi, nella casa in Parma di Lavinia Sanseverino fu presente una raffigurazione del Sanseverino ma purtroppo dopo i sequestri di tutti i beni da parte del Farnese il dipinto è andato perso. In Francia purtroppo nonostante i 25 anni passati da Galeazzo Sanseverino non c'è traccia di un suo volto neanche tra i Graffiti di Clouet al museo Condè a Chantilly e questo è un mistero di cui svelo il perchè e do una mia deduzione, sono raffigurati volti meno noti e lui che era Cavalliere di San Michele, Grand Ecujer non è presente ??? Per molti anni Galeazzo fu in lotta con il Trivulzio e vinse causa, il Trivulzio fu costretto a riconoscere e restituire il maltolto di terre e denari e morì in semilibertà nel 1518. il vero volto di Galeazzo fu raffigurato da Albrecht Durer nel 1503 a Norimberga di cui troverà traccia in miei studi e noterà come il Musico sia lui con 15 anni in meno, nel dipinto del Durer è chiara anche una ferita al volto del Sanseverino avuta nella battaglia di Novara del 1500, ferita documentata da cronisti dell'epoca. Cordiali saluti

  • Avatar anonimo di pierangelo laurora
    pierangelo laurora

    Da oltre 25 anni mi occupo di storia del rinascimento in particolare-Italo-Francese, circa Galeazzo Sanseverino ho esteso ricerche sia in Italia che in Francia, già 10 anni fa presentai a Monsignor Ravasi allora rettore dell'Ambrosiana di Milano il mio studio dove indicai il Galeazzo Sanseverino quale personaggio dipinto dal Maestro Leonardo ed erroneamente chiamato il "Musico" quale messer Gaffurio. Una mia pubblicazione sul mistero "il Musico"  tramite Rotary club è depositata già dal 2004, mie deduzioni e ricerche con biografia del Galeazzo Sanseverino sono state apprezzate dai proff. Bertini e Rizzo sommi storici delle università di Parma e Pavia. Ho completato la biografia del Sanseverino  1458-1525, credo sia il maggior esponente in materia in riguardo al Sanseverino. Il primo a dir che il "Musico" era il Galeazzo Sanseverino fu il Proff. Dott. W. Muller nel 1928, poi purtroppo sino al sottoscritto tale giusta ipotesi fu abbandonata.  

    • Avatar anonimo di Moira g
      Moira g

      Esimio Laurora, il lavoro da certosino l'avrà portata alla conclusione che lei dice e cioè che" il ritratto di musicista" non è Franchino Gaffurio ma dovrebbe essere Galeazzo Sanseverino,genero di Lodovico il Moro,capitano al servizio di Francesco I di Francia, e che mori nella Battaglia di Pavianel 1525.Potrebbe entrare nel discorso anche quell'Antonello da Messina,che pur soggiornando a Venezia,aveva accesso alla bottega di Leonardo e come tanti altri allievi e a disposizione i disegno del Maestro- Pietro da Novellara cita " I suoi garzoni fano ritrati e lui a volte in alcuni mette mano". Questo quadro genera tuttora pareri e giudizi di specialisti,che mutano col tempo. Va tenuto presente che quest'opera non è elencata nell'atto di donazione di Federico Borromeo all'Accademia di Milano,nucleo dell'Ambrosiana,dove invece compare "La dama delle Perle"(altro quadro dove gli esperti non sono concordi anche se dovrebbe essere Bianca Maria Sforza,ma ci sono altre versioni. Nel 1904 esaminata a Fondo la tavola  la commissione (Grandi,Ratti,Ceriani,Beltrami e Cavenaghi) decise di eliminare l'evidente ridipintura e fu il Cavenaghi a procedere e sotto le tinte della stola apparvero nitide note di partitura musicale e sbiadite le lettere "Cant...Ang.." Il musicista fu individuato,con riserva,in Franchino Gaffurio,amico di Leonardo e sulla sua opera "Angelicum and divinum opus " cui potrebbero richiamarsi le lettere del quadro "Cant..um Ang-eli-cum".Comunque anche se probabile questa attribuzione fu sempre scartata e non passò.Si fecere anche i nomi di Cordler di Bruges. Angelo Testagrossa e del musicista Atalanta Migliorini. Ci facciamo meraviglia che i critici dal Morelli in poi non sianio riusciti ad individuare nei ritratti leonardeschi elementi tipici per definire il personaggio.Non si è certi che proprio Leonardo sia l'autore e i critici (evito il lungo elenco) sono divisi.Una incofutabile ritratto di attribuzione certa,è la Gioconda, di cui avrà letto i nostri commenti. Comunque per quest'argomento sarebbe utile anche per ragioni di spazio,aprire una discussione nel Forum.Complimenti per il suo lavoro di cui cercherò tracce. Saluti-  

      • Avatar anonimo di pierangelo laurora
        pierangelo laurora

        Egregio Signore di seguito può trovare una mia risposta   cordiali saluti p.l.

  • Avatar anonimo di moira doc
    moira doc

    Il merito della conoscenza di questo argomento è di chi tramanda le opinioni e le affermazioni di critici ed esperti.Nulla è merito mio,lettore,ma è comunque lodevole il vostro interessamento e le vostre logiche conclusioni.Come avrete letto addirittura si è usato il computer per dichiarare che si tratta del borgo di Quarata,che aveva allora un castello.Di congetture ne abbiamo abbastanza di questo "pellegrino" dall'ingegno magnifico,diviso tra Italia e Francia.Se ne avrete voglia la ricerca è estenuante perchè vi proporrà diversi interrogativi e,scusate la puerilità',si sceglie Coppi o Bartali! Ma questa è un'altra faccenda,noi abbiamo parecchi particolari da vagliare.Saluti cordiali.   

  • Avatar anonimo di manu e barbara
    manu e barbara

    Ho letto la risposta di Moira e non so se  potrò rispondere altrettanto bene ( dovrebbe farlo l’autrice della tesi, ma probabilmente manco sa di questo spazio).Però, avendo letto qualcosa sulla Gioconda di cui mi appassionavo tempo fa e conoscendo la storia del posto posso dire che ci sono delle cose che quadrano. Il ponte Vecchio ancora nel 1600 ( e lo prova un dipinto ex voto) veramente aveva non più di cinque arcate e la forma non poteva essere diversa da quella del ponte dipinto per via dell’arcata della Spessa ( quella continuamente fatta crollare dalle acque al punto che era diventato leggendario quale ‘ponte in rovina’). La forma attuale sull’argine molto più ampio deriva da varie ricostruzioni e rappezzi fatti nel tempo, Allora doveva essere molto simile a quello del dipinto ( dove si vede pure che è un po’ rovinato). La serpentina che scende anzichè un corso d’acqua sembra una strada che scende e infatti sia dalla strada del Penice sia dalla stradina che costeggia le mura del castello ( finiscono entrambe in piazza) si scende in modo tortuoso verso la piazza del paese. Il castello è pieno di finestre antiche ad arco tappate, ma non so se sono databili al XV secolo, comunque poteva starci un loggiato o comunque una finestra con colonne. Per ora è quello che mi è possibile capire, ma è sufficiente per rendere credibile la tesi. Poi c’è da dire che allora veramente Bobbio era un posto logisticamente importantissimo e con un valore simbolico. E infine, dalle mie letture di allora ho appreso che, come dice Moira, molti esperti non concordano su Monna Lisa per via delle contraddizioni del Vasari: le identificazioni sono più numerose di quelle citate. Per esempio mi ricordo una certa Pacifica Brandano, e poi due Isabelle, l’Aragona e la Este…Ci sta pure la Bianca Sforza ma una cosa almeno è certa: se è lei ( e qui è da vedere) il posto non può che essere Bobbio ( per le coordinate che quadrano ‘a vista’), e se poi si riesce a provare in qualche modo che è Bobbio non può essere che lei.  

  • Avatar anonimo di irina
    irina

    aspettavo la risposta alle mie due domande, ma per quello che mi riguarda più ci penso e più mi sembra vero e quindi aspetto di leggere il libro

    • Avatar anonimo di moira doc
      moira doc

      E' un poò complicato dare una risposta ai suoi riferimenti.Intanto vediamo un sunto che indica il luogo dello sfondo. "La Gioconda si trova in una specie di loggia panoramica, come dimostrano le basi di due colonne laterali sul parapetto.Considerando la grande cura di Leonardo per i dettagli, molti esperti ritengono che non si tratti di uno sfondo inventato, ma rappresenti anzi un punto molto preciso della Toscana, cioè là dove l'Arno supera le campagne di Arezzo e riceve le acque della Val di Chiana. C'è un indizio preciso sulla destra della Gioconda oltre la spalla, è un ponte basso, a più arcate, cioè un ponte antico, a schiena d'asino di stile romanico, un ponte identico al ponte a Buriano che scavalca tutt'oggi l'Arno e che venne costruito in pieno Medioevo, a metà del XIII secolo, quando Arezzo attraversava un periodo di grande prosperità. Sopra le sue arcate passa l'antica via Cassia che collega Roma, Chiusi, Arezzo e Firenze.Leonardo conosceva bene questo ponte, perché aveva studiato a fondo questa zona, come testimonia un disegno datato tra il 1502 e il 1503 che descrive il bacino idrico della Val di Chiana (oggi alla Royal Library di Windsor), in cui si intravede anche il ponte a Buriano; è una prova che Leonardo aveva ben in mente la geografia di questi luoghi. Poco distante dal ponte, l'Arno riceve le acque di un immissario, il canale della Chiana nel quale confluiscono le acque dell'omonima valle. Se si risale il corso di questo canale, andando a ritroso, bisogna superare una serie di meandri e poi ci si infila in una gola, la Gola di Prato Antico. Se si osserva il lato sinistro della Gioconda, si vede un corso d'acqua con meandri che si infila in una stretta gola. Inoltre i rilievi a sinistra della Gioconda sono verticali, aguzzi, scavati dall'erosione e in effetti, oltre il ponte, continuando la vecchia via Cassia, si arriva in un'area in cui si possono osservare i calanchi, delle bizzarre formazioni rocciose, erose dalle piogge e dai millenni.Leonardo deve essere rimasto molto colpito da queste forme, come artista per la loro spettacolarità, e come studioso, per il modo in cui si sono formate, che ben si adattava al suo pensiero, cioè che la terraferma non è immobile, ma si rimodella e si trasforma in modo tumultuoso sotto l'azione erosiva dell'acqua. È un tipo di rilievi, verticali e frastagliati, che si ritrovano in altre opere di Leonardo, come la @#?*%$a dei Fusi, il Cartone di sant'Anna e la Vergine delle Rocce. Grazie ai vari elementi individuati, ponte, confluenza e gola, è stato possibile ricostruire con un computer, l'angolo di prospettiva, e capire il punto esatto dell'osservazione di Leonardo: corrisponde al borgo di Quarata che aveva allora un castello, oggi scomparso, e che forniva un ottimo punto di osservazione rialzato.Si tratta ovviamente di un'ipotesi, gli indizi sono molto incoraggianti ma non si tratta di "prove schiaccianti"; in effetti, alcuni ritengono che i paesaggi di Leonardo non siano aretini, ma prealpini[9], dei dintorni di Lecco, o, come è forse più probabile, vista anche la compresenza di identificazioni geografiche così lontane fra loro, che si tratti di luoghi inventati ed idealizzati sulla base di ricordi e sensazioni e della composizione di elementi appartenenti ad aree diverse che l'artista aveva potuto osservare nel corso dei suoi viaggi.Altre ipotesi hanno pensato che il paesaggio vada letto attraverso uno specchio: forse venne ricavato con la camera oscura leonardiana. In questo caso potrebbe assomigliare al Lago di Iseo col profilo della Corna Trentapassi[10]" =Invece nell'OPERA COMPLETA di Leonardo di Rizzoli,si dice "Che l'Effigiata sia la Gioconda lo asserisce il Vasari ("Prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di Monna Lisa sua moglie";) e lo ripete Cassiano del Pozzo,ma Antonio de Beatis dice che trattasi di certa donna fiorentina amica di Giuliano De Medici ma c'è il sospetto che fosse un'altra opera.Aggiungasi che se un qualsiasi angolo del mondo ha ispirato questo paesaggio,intriso di umidore e nebbie non è lungo le rive dell'Arno ma in Lombardia nell'atmosfera autunnale della campagna dell'Adda all'uscita del Lago di Lecco. = Da Universo diIst.De Agostini :"Di questo periodo è La Gioconda,identificata dal Venturi in Costanza d'Avalos,ma poi ritenuta dalla critica la moglie del banchiere Giocondo ..." ma non si parla dello sfondo se non per dire"fusione assoluta e perfetta della figura  del paesaggio  e non dice dove è presunto il luogo..  Ora mentre quasi tutti i critici sono concordi su Monna Lisa,moglie di Giocondo,per le supposizioni sul luogo sono diverse.Grazie a voi ho scoperto che c'è anche Bobbio e leggerò con piacere le conclusioni che verranno tratte.Saluti. 

  • Avatar anonimo di manu
    manu

    Accidenti mia sorella ha visto che il ponte di Bobbio ( vecchio o gobbo) a quel tempo non aveva più di cinque arcate come il quadro!

  • Avatar anonimo di irina
    irina

    prima: perchè leonardo avrebbe dipinto tutta la vita senza mai lasciarlo il ritratto una semisconosciuta come lisa gherardini e non invece bianca Sforza che frequentava da bambina e poi da sposata col suo vecchio amico e patron Galeazzo? seconda: perchè è più probabile che abbia dipinto la lisa non a Firenze ma distante sopra il  ponte di Buriano e non invece Bianca Sforza di Voghera nella casa di suo padre il Moro ( cioè il castello di Bobbio) a due passi da lì? Il libro dirà se può essere vero, ma mi sembra più credibile di altre ipotesi 

  • La splendida Annunciazione ritrovata sotto la calce nella @#?*%$ di S. Giovanni ora restaurata e riaperta ai visitatori offre ancona notevoli misteri. Pare di scuola Vinciana, ma dopo le ultime scoperte ci si chiede se possa essere un opera dello stesso Leonardo invece che di un suo seguace. Non è stata mai attribuita, anche se molti studiosi si sono dilettati in molte ipotesi, si sa solo che descritta negli archivi vescovili nel '600 scomparve per poi essere nuovamente ritrovata sotto la calce che la ricopriva. Vi è la presenza di un altro affresco forse del '200 di scuola Giottesca (?) con l'incoronazione della @#?*%$a e gli angeli. Vi lascio 2 link con le immagini: 1) http://www.facebook.com/profile.php?id=1592221226 2) http://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Bobbio  

  • Avatar anonimo di matteo
    matteo

    sembra che "Guernica" di Picasso sia stato dipinto a Gerbido. Anzi, all'inizio doveva proprio intitolarsi "Gerbido". Sembra anche che "L'urlo" di Munch sia stato dipinto a Pecorara: ritrae il tipico atteggiamento del piacentino davanti alle novità.

    • Avatar anonimo di Saul
      Saul

      Buahahahahha

  • Se pare secondo gli ultimi dati storici che la Gioconda sia Bianca Sforza ... occorrono due dati storici: La contea Bobbio venne tolta ai conti Dal Verme dopo l'assassinio di Pietro Dal Verme. ... Pietro ebbe rifiutato il matrimonio con Chiara Sforza e sposato un altra donna che misteriosamente morì subito ... allora sposò la Chiara Sforza che lo avvelenò nel Castello di Bobbio proprio al pranzo di matrimonio. Lo Sforza requisì la Contea di Bobbio e Voghera ed altri feudi ... Successivamente Bobbio e Voghera furono date a Galeazzo Sanseverino che sposò Bianca Sforza morta misteriosamente quasi subito (? i misteri bobbiesi) egli divenne nel 1516 marchese di Bobbio, con i feudi di Bobbio, Voghera, Tortona ed altri persi dopo la sua morte. Egli in seconde nozze sposò Elisabetta del Carretto figlia del marchese di Finale e di Elisabetta Dal Verme contessa di Bobbio e Voghera (tanto per cambiare). Dopo la morte del Sanseverino i feudi vennero ridati ai Dal Verme... A Bobbio vi è la presenza di Dante ospite dei Malaspina e di San Francesco d'Assisi ... più recentemente anche E. Hemingway che descrisse la Valle come la più bella del mondo ... famosa per le sue terme era meta di villeggiatura dei Longobardi e persino dei Romani ... infatti venne rinvenuto il sepolcro della famiglia Cocceio (oggi al museo) parenti dell'imperatore Nerva. Pare quindi datata nel tempo la fama della cittadina dal Ponte Gobbo o del Diavolo ... sempre per aggiungere misteri !!!  

  • Se la Gioconda è Bianca Sforza moglie del Galeazzo Sanseverino ... e molto probabile, assieme ad altre opera, come la "@#?*%$a dei fusi" che vede sempre la presenta del Ponte Gobbo visto dalla Vetta del Monte Penice il cui celebre Santuario svetta a 1.460 m. con un ottima vista su Bobbio e la Val Trebbia. Inoltre vi è la presenta di una splendida annunciazione di scuola vinciana (che non sia proprio sua) rimasta sepolta sotto la calce per secoli ed ora restaurata. Inoltre anche la presenza dell'ultima cena con 13 apostoli (? 12 +1) con Giovanni (molto femminile, se non sia la Maddalena visto che son 13) addormentato sulla tavola davanti a Gesù ed il Santo Graal pare portato dal santo irlandese Colombano fondatore nel 614 della celebre Abbazia il cui scriptorium rese la cittadina famosa in tutta Europa come centro di cultura ed arte.  

  • Avatar anonimo di bobo savino
    bobo savino

    ma io ho letto che è bianca sforza signora di voghera che è a due passi da bobbio e non la gherardini. se il libro mi convince ci posso credere

  • Avatar anonimo di Teo
    Teo

    ma qualcuno riesce a vederlo il ponte nel quadro?! mah.....

    • > ma qualcuno riesce a vederlo il ponte nel quadro?! mah..... visibile a destra sullo sfondo appena vicino alle spalle della Gioconda ...

  • Avatar anonimo di bigio
    bigio

    Ahahahahah…..Leonardo certamente avrà portato la sua Lisa Gherardini dalle campagne fiorentine, ricche di fiumi e ponti, fino a Bobbio per bisbocciare con gutturnio e pancetta, poi,  per giustificare al marito di lei che si trattava di trasferta per lavoro; le ha fatto il ritratto.    

    • Avatar anonimo di Zio Adolfo
      Zio Adolfo

      Erano certamente all'albergo Ridella a Santa Maria..all'alba del 1490

      • Avatar anonimo di io
        io

        Certo che il ponte che si intravede sul dipinto assomiglia molto al ponte Gobbo di Bobbio, specie l'arca grande a destra dove si intravede anche una toretta.

Notizie di oggi

  • Attualità

    Il “basulon” della montagna piacentina: «In alcune frazioni vado per una sola persona»

  • Attualità

    “Montagna viva”, l'Appennino piacentino merita un futuro

  • Politica

    Elezioni del Consiglio provinciale, ecco i candidati di centrodestra e centrosinistra

  • Cronaca

    Lite con il controllore sul bus e droga negli slip: patteggia e torna libero, era già stato espulso

I più letti della settimana

  • Inciampa al buio, cade da un muretto e muore sul colpo

  • Auchan, San Rocco si difende: «Piacenza non ha voluto partecipare alla discussione»

  • Tragico schianto contro un tir, muore 52enne

  • Si schianta contro un tir e muore

  • «Piacenza non ha una classe dirigente all'altezza, troppo rissosa e autoreferenziale»

  • Esce per andare a lavorare e si trova la Bmw senza volante e cruscotto

Torna su
IlPiacenza è in caricamento