Il vescovo Ambrosio da dieci anni "pastore" della comunità piacentina

In Cattedrale la solenne e suggestiva dedicazione del nuovo altare, dono del vescovo mons. Gianni Ambrosio, che ha celebrato l'anniversario della sua ordinazione episcopale con l'ingresso nella nostra Diocesi

Oltre un migliaio di fedeli della comunità diocesana piacentina, si è riunita nel primo pomeriggio di oggi domenica, in Cattedrale per partecipare alla solenne funzione in occasione del decimo anniversario dell’ordinazione episcopale e dell’ingresso nella Diocesi di Piacenza Bobbio, del vescovo Gianni Ambrosio, nominato vescovo di Piacenza Bobbio il 22 dicembre 2007 da Papa Benedetto XVI; il 16 febbraio 2008 ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella Cattedrale di Piacenza dal cardinale Tarcisio Bertone. Lo stesso vescovo ha presieduto la messa solenne concelebrata con circa cinquanta sacerdoti in casula bianca e arancione e con loro un centinaio tra diaconi e seminaristi. Il coro diocesano diretto da don Roberto Scotti, ha accompagnato la solenne funzione durante la quale il prof. Tiziano Fermi e l’architetto Luigi Leoni hanno illustrato il nuovo altare della Cattedrale, dono del vescovo, e presentato la nuova sistemazione del presbiterio.

Ho accolto questa felice coincidenza - ha detto mons. Ambrosio - come un segno del Signore che, nella sua provvidenza, è sempre all'opera nelle vicende della storia. La dedicazione dell'altare su cui si celebra il memoriale della Pasqua del Signore, ci ricorda la centralità di Cristo: l'altare è il segno di Cristo, che è "altare, vittima e sacerdote". E’ anche la mensa del popolo di Dio, chiamato a rendere grazie, a nutrirsi, a vivere la comunione. Il nuovo altare, insieme alla nuova cattedra (la "sedia" del Vescovo nelle celebrazioni) e alla croce a lato dell'altare, è opera dello Studio di arte sacra degli architetti Luigi Leoni e Chiara Rovati di Pavia.

Questo altare, ha spiegato l'architetto Leoni, è in bronzo, materiale nobile e di durata millenaria; è stato realizzato in uno stile essenziale, con una patina dorata, per legarsi ai colori del polittico. Ha forma di un parallelepipedo, con 93 cm di altezza, due metri e mezzo di larghezza e una profondità di 120 cm. Sul fronte è stato collocato il simbolo epigrafico, tipico delle catacombe, del nome di Cristo, circondato da una raggiera di luce. A lato dell'altare svetta la croce astile pensata per contemplare la gloria di Cristo. Momento centrale della cerimonia, la solenne preghiera di dedicazione, l’unzione del piano dell’altare e l’incensazione. Al termine alcuni fedeli hanno asciugato l’olio e ricoperto il piano superiore con una tovaglia bianca sulla quale sono stati collocati gli oggetti liturgici per il proseguimento della messa.

Sul finire della cerimonia il ringraziamento di mons. Ambrosio ai tanti presenti, il saluto e l’abbraccio al Vescovo di un rappresentante della comunità parrocchiale, seguito dalle parole di ammirazione espresse da mons. Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli, per la solennità maestosa della nostra Cattedrale e per il calore della fraternità espresso da Presbiterio dei sacerdoti, dai diaconi e dall’assemblea dei fedeli tra i quali il sindaco Patrizia Barbieri e quello di Bobbio Roberto Pasquali e numerose autorità civili e militari.

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