La tre chilometri sul Po di Mistraletti, Scaglione e Molina. Un magico pomeriggio sul fiume

20 Luglio 2017. Partenza alle 18,50 da “Località Casa rossa”, poco oltre la foce del Trebbia. La giornata è calda, ma luminosa e chiara come raramente accade dalle nostre parti, il termometro segna 32 gradi, sul Po soffia quella brezza leggera che, chi lo frequenta assiduamente, ben conosce.

Mi trovo a stendere la cronaca e meditare su quest’avventura. Sono seduta su una “battellina”, magistralmente condotta dall’ “Apostolo del Po” Giovanni Beretta Anguissola e dalla sua fedele allieva Antonella Lisè, della Nino Bixio. Sono quasi rannicchiata, per non turbare l’equilibrio della barca, vedo affiorare a pelo d’acqua qualche pesciolino saltellante, meravigliose libellule di colore blu-verde acqua, volteggiano accanto agli alberi che in alcuni punti si sporgono sulla riva del fiume; anche un leprottino dalla riva ci saluta e se ne va… Penso che il fiume insieme alla fauna e alla flora che lo circondano, malgrado l’intervento egoistico dell’uomo, continuano a scorrere, a vivere.

E’ il gran momento: trasportati da un gozzo ligure, condotto da Giulio Barbieri e Remo Bertè, arrivano i protagonisti della TRE KM SUL PO, l’ormai veterano e incorruttibile Carlo Mistraletti, accompagnato in questa terza impresa ecologico-natatoria (nel 103° genetliaco di Ersilio Tonini) dall’esordiente Stefano Scaglione, maratoneta del fiume, da Valenza Po e dal bettolese Francesco Molina, già alla sua seconda esperienza.

Alle 18,50 i tre si immergono nelle avvolgenti acque del fiume e cominciano allegramente a nuotare. L’atmosfera è rilassata e gioiosa. I protagonisti sono seguiti da un folto gruppo di sostenitori e reporter: dal gozzo, Paolo Guglielmetti, Andrea Pasquali e Giovanni Sartori riprendono la maratona; dal motoscafo dei canottieri Nino Bixio, al cui timone si trova Franco Valisa, Alessandro Bersani ed Elena Casaroli, scattano foto. Infine, sulla prua dell’imbarcazione si trova la coreografica “sirena di fiume” Francesca Fava ( assente giustificata l’abituale Silvia Trebbi cosplayer, storica sirena con la coda).

Subito Mistraletti segue un’andatura più sostenuta, infatti non indossando la muta potrebbe temere  i crampi da prolungata immersione, ma continua la sua avventura, intervallando la nuotata vigorosa a momenti in cui procede a favore di corrente. A un certo punto rallenta eaccetta di parlare per poco con noi che lo affianchiamo; Ale Bersani vuole intervistarlo in itinere. E’ sempre vigilie sull’andamento dell’impresa,il leggendario  battelliere della Vittorino da Feltre, Carlo Losi, seguito dal  canoista della Nino Bixio Maurizio Cafferini.Gli altri due partecipanti sono rimasti più indietro, nuotano placidamente, osservando e gustandosi l’avventura in ogni suo istante. Sono seguiti da vicino dai canoisti Pietro Labò, Filippo Mori e dal maestro Paolo Michelotti.

Carlo Mistraletti nuota e intrattiene, propugna convinto la creazione di un’oasi naturale sul Po, che copra proprio i tre chilometri che lui sta coraggiosamente percorrendo. Intanto dalla riva destra una sua tifosa, Franca Masotti con il cane Rocco, lo incita a non mollare.

La maratona procede allegramente, di fronte a noi ormai compaiono maestosi i due ponti sul fiume, quello ferroviario e quello autostradale. Che emozione vederli dalla “Prospettiva Po”. Da qui tutto cambia, il fiume diventa la tua unica via, tutto diventa parte di questo incessante fluire.

La corrente in prossimità dei ponti diventa pericolosa, i battellieri esperti consigliano i nuotatori a passare nel punto centrale tra i due piloni, per non farsi inghiottire.Intravediamo ormai la Nino Bixio, c’è un folto pubblico ad attenderci, alcuni dalla zattera, altri ci osservano sporgendosi dalla balconata, dalla quale si vede il più bel panorama fluviale padano. Qualcuno di noi incita Carlo, che sta per arrivare in netto anticipo sugli altri due. Franco Valisa suona la sirena del motoscafo, anche Giulio Barbieri dal gozzo emette un segnale festoso, che trasmette un’aria di eccitazione in noi tutti.

Manca pochissimo, molti dalla riva applaudono, Carlo arriva all’approdo, sale sull’attracco della Nino, saluta tutti e tranquillamente si mette a conversare con chi lo ha accolto: il veterano battelliere Piero Milani con i promettenti nipoti Pietro e Riccardo, il reporter Adriano Perotti, Mario con Nico Tafani e Ginetto. Ci sono anche il giornalista Gabriele Faravelli e il fotografoStefano Lunini di Libertà. Numerosi i colleghi medici, gli ammiratori, i pescatori e gli sportivi ( fra i quali i campioni Guido Ciardi e Tommaso Rossi). Dalla balconata si staglia la figura del geologo Giuseppe Marchetti con il suo seguito, mentre osserva e medita, forte del suo apporto fondamentale alla creazione del parco del Ticino.

Finalmente arrivano anche gli altri due nuotatori; tutti e tre gli atleti concordano nel dire che l’acqua del fiume è bella e forse è un pò migliorata rispetto agli anni scorsi.I fotografi reclamano la foto finale di gruppo, ci mettiamo in posa. Il grande fiume è sullo sfondo, come un’antica divinità regola e accompagna le nostre vite di abitanti di questa ricca Pianura.

ENRICA MASARATI

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