Galleria Studio C, mostra personale di Fedora Spinelli "Colori e Voci - Ensemble"

Alla Galleria d'arte contemporanea “Studio C” di via Giovanni Campesio 39 si inaugura sabato 28 settembre alle ore 18 la mostra personale di Fedora Spinelli dal titolo “Colori e voci - Ensemble”.
Ritorna dunque a Piacenza Fedora Spinelli, dopo la fugace ma significativa apparizione nella rassegna “Sei Maestri del Contemporaneo in mostra” dove le sue opere avevano profondamente colpito e interessato critici d'arte, esperti e collezionisti.
Vi ritorna, questa volta, con un'intera mostra personale dedicata all'ultimo periodo della sua produzione, ponendo sul tappeto nuove domande, nuovi input, nuovi e avvincenti interrogativi su vita, arte, cultura e poesia.
Nata a San Severo (Foggia), dove anche oggi vive e lavora, Fedora Spinelli è ormai un nome importante del panorama artstico nazionale e vanta dunque un variegato e interessante curriculum critico-espositivo fatto di mostre, personali e collettive, tenute in tutta Italia e nelle principali capitali d'Europa. Da segnalare, inoltre, un lungo e costruttivo periodo dedicato al “Metaformismo” di Giulia Sillato e il suo impegno nell'aderire alle mostre e alle varie iniziative del gruppo. Articolato e complesso anche il suo percorso artistico che, dopo il traguardo accademico, ha spaziato dall'insegnamento alla pittura e alla poesia con momenti di forte e sentito impegno culturale e di intenso e meditato lirismo. Artista a tutto tondo, dunque, carica di vitalità ed energia e ancora oggi incessantemente impegnata a creare e produrre in un vero e proprio vortice multidisciplinare dove i vari ambiti (pittura, letteratura e poesia) si fanno “vasi comunicanti” dialogando tra loro, dando vita ad un'unica, grande vena espressiva. Appassionata del suo lavoro, ha sempre proceduto con metodo e rigore quasi scientifici affrontando varie tematiche, analizzando argomenti, entrando direttamente, con coraggio e intelligenza, nelle più svariate problematiche del nostro tempo. Ha sempre proceduto per cicli, Fedora Spinelli, seguendo sempre il suo stile, il suo linguaggio, il suo modo di intendere e concepire la comunicazione artistica, un insieme di Astrattismo e Informale di straordinario gusto estetico, ma con caratteristiche e risultati del tutto personali perchè fortemente giocati sull'stinto e le emozioni, sulla lettura e l'interpretazione dell'interiorità, sulla magica e straordinaria forza del sentire poetico. Una ricerca prolungata e continua del segno, del colore e del gesto che, nel tempo, è giunta ad una maturità piena e che si manifesta chiaramente nella potenza della scala cromatica, nella leggerezza e delicatezza dei tracciati, nell'eleganza delle forme adottate. Dai dipinti di Fedora Spinelli si dipartono vere e proprie esplosioni di colore, improvvise aperture e squarci di profondità che aprono a mondi sconfinati e sconosciuti che diventano simbolo e metafora dell'ignoto e dell'inconscio. Sono paesaggi interiori, visioni dell'anima, emozioni intense e sentite espresse con rapidità e immediatezza seguendo il libero istinto, l'esperienza, la pura creatività, l'ispirazione del momento. Così facendo, colore e gesto vengono a costituire intime e suggestive atmosfere di un simbolismo ancora e sempre presente all'interno del quale, spesso, permangono tracce leggere ed evanescenti di realtà capaci di creare un ponte di comunicazione tra il visibile e il non visibile, tra spirito e materia. Leggero e raffinato il suo segno che traccia percorsi, traiettorie e variazioni strutturali dell'immagine e dinamizza lo spazio seguendo opposte e contrastanti tensioni. In queste particolari costruzioni sembra di avvertire un'atmosfera quasi musicale, una vera e propria partitura d'orchestra (Kandinskij) dove i segni e i colori, i filamenti e le controllate colature, oscillando da una parte all'altra della superficie, disegnano eleganti movenze e ritmiche tessiture. In questa mostra piacentina, Fedora Spinelli presenta una nutrita serie di dipinti di forma circolare, meglio conosciuti con il nome tecnico di “tondi”. E di tondi è letteralmente intrisa la “grande” Storia dell'Arte. Basti, a questo proposito, ricordare il tondo Doni di Michelangelo, la Madonna del Magnificat di Botticelli, la Madonna della Seggiola di Raffaello, i tondi in ceramica invetriata dei Della Robbia e si potrebbe continuare ancora per lungo tempo. Perchè dunque la forma circolare di queste opere? Il cerchio, come si sa, è figura perfetta, non ha inizio né fine, non ha lati o ne ha infiniti e proprio l'infinito esso vuole rappresentare. Circolare è inoltre la volta del cielo, la terra, il ciclo della vita e delle stagioni, il percorso del sole e tutto l'ordine cosmico. Circolare, infine, è anche l'arte quando le varie espressioni che la compongono (pittura, scultura, musica, poesia, letteratura ecc. ecc.) diventano un unicum capace di interagire per raggiungere bellezza, armonia ed equilibrio (Arte totale).
La rassegna, che sarà introdotta dal critico d'arte Luciano Carini, chiuderà il 10 ottobre.

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