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Mostre

Galleria d'arte Studio C, mostra personale di Thomas "The plastic art"

Dal 16/01/2016 al 04/02/2016

Orario

  • 18 (inaugurazione)

Gratis

Gratis

Alla Galleria d’Arte Contemporanea “Studio C” di via G. Campesio 39 si inaugura sabato 16 gennaio, alle ore 18, la mostra personale di Maio Tommaso, in arte Thomas, dal titolo “The Plastic Art - dalla plastica riciclata all’opera d’arte”.

Nato in Sicilia, ma residente da molti anni a Saluzzo, in provincia di Cuneo, Thomas è un artista già conosciuto e apprezzato anche nella nostra città per le belle mostre che qui ha tenuto diversi anni fa e per la sua intensa attività in campo nazionale.

Interessante, e degno perciò di essere sottolineato, anche il suo percorso formativo che non è passato attraverso i tradizionali studi accademici, ma si è invece sviluppato in un intimo e meditato “viaggio” interiore attraverso lo studio approfondito della storia dell’arte, la visita costante a musei e pinacoteche, la frequentazione di nomi importanti del campo dell’arte. Tutto ciò lo ha preservato da condizionamenti culturali e ambientali e gli ha consentito di essere veramente libero e autonomo, di esprimere fino in fondo tutto il suo mondo,  di essere autenticamente se stesso.

Ritorna finalmente a Piacenza il nostro Thomas. E vi ritorna dopo un lungo periodo di riflessione, di lavoro e ricerca. Un’opera di scavo e sperimentazione all’interno della nostra contemporaneità, dentro i materiali del nostro tempo e la società globalizzata del consumismo e del marketing a tutto campo. Un’azione coraggiosa e rivoluzionaria, quella dell’artista siciliano e che, pur riallacciandosi alla “Pop-Art” e all’”Arte Povera”, si affranca da tutto per originalità d’invenzione, scatto creativo, genialità di intuito. Un lavoro prezioso e inconfondibile, quello di Thomas, che diventa testimonianza vera e concreta del nostro “momento storico”, facendosi anche, e soprattutto, meditata analisi e approfondita riflessione sull’ambiente e la sua salvaguardia, proiezione nel futuro per una prospettiva di vita migliore che ci allontani per sempre dall’autodistruzione. Partendo da questi presupposti e spinto da queste convinzioni, a partire dal 1992 Thomas intraprende un viaggio unico e meraviglioso dentro il mondo della plastica e il suo riutilizzo. Un’azione “rivoluzionaria”, dicevo appena sopra, perché questa sua ricerca si veste di significato e simbologia e segna il riscatto dell’arte sull’azione distruttrice dell’uomo e le sue responsabilità. Attraverso un lavoro durato mesi e mesi, il nostro artista riesce così a trasformare e modificare tutto ciò che è plastica (bottiglie, contenitori, CD, cose ed oggetti vari). Tutto viene nuovamente fuso e ricomposto, plasmato e riplasmato fino ad ottenere le forme più svariate, senza alcun limite o confine. Prende vita, quindi, una nuova arte, un nuovo linguaggio artistico e una nuova tecnica, la “Plastic Art” di cui il nostro Thomas è l’unico e geniale scopritore, il vero e indiscusso caposcuola. Con lui, dunque, anche la plastica, principale indiziata del degrado ambientale dei nostri giorni, viene nobilitata  e purificata fino ad acquisire dignità artistica ed essere innalzata a vero e proprio simbolo dell’arte contemporanea.

Le sue opere, moderne installazioni dedicate alle più attuali problematiche, colpiscono l’osservatore per l’abilità esecutiva, la luce e la trasparenza degli inserti, ma anche per l’alta professionalità dell’artista e la sua potente e originale vena creativa capace di decontestualizzare i vari materiali e dare loro nuova valenza, nuovi e diversi significati. Ecco perché, accanto alla plastica, vero leit motiv della sua produzione, molto spesso nelle sue opere compaiono anche svariati altri elementi come il vetro, il ferro, l’acciaio o il plexiglas. Sono anch’essi materiali dei nostri giorni, inerti testimoni della nostra contemporaneità, freddi protagonisti dell’odierno progresso tecnologico. Tutto, comunque, grazie all’abile regia di Thomas, acquista equilibrio ed eleganza, tutto diventa “arte” e l’osservatore viene letteralmente proiettato verso atmosfere surreali e sospese, verso mondi puliti e incontaminati dove sarebbe bello vivere e sognare. 

Scenografico l’allestimento, arricchito da drappi neri che fanno da sfondo al luminoso biancore delle installazioni. Magico contrasto, poetica visione!!

La rassegna, che sarà introdotta dal critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 4 febbraio.

                                                                                       

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Via Giovanni Campesio, 39 · Piacenza Barriera Genova


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