Come riconoscere le intossicazioni da funghi

Arriva il periodo della raccolta dei funghi. Per molti è un'avventura irrinunciabile ma per addentrarsi nei boschi in sicurezza ed evitare la raccolta sbagliata ci sono informazioni imprescindibili

Autunno alle porte, tempo di raccolta dei funghi. In questo articolo vi daremo alcuni consigli e sfateremo alcuni falsi miti sulla micologia,  oltre a descrivere dettagliatamente i rischi delle varie intossicazioni. 

Raccogliere funghi in sicurezza 

- Raccogli solo funghi che conosci alla perfezioni e dei quali hai la certezza assoluta della commestibilità

- In caso di dubbi sottoponi il fungo al controllo dell’AUSL o dei gruppi micologici 

- Non raccogliere i funghi che crescono vicino a fonti d’inquinamento o in campi trattati chimicamente 

-Indossare scarpe e indumenti che coprano braccia e gambe per prevenire eventuali morsi di vipere 

- Utilizzare possibilmente cesti di vimini o recipienti aerati. Bando alle buste di plastica, sia per una questione ambientale che per evitare un rapido deterioramento dei funghi 

- Non frugare tra i cespugli con le mani, usare un bastone lungo 

- In caso di puntura di zecca non tentare di estrarla da solo, ma rivolgiti al pronto soccorso

Falsi miti 

-    Sul legno crescono solo i funghi buoni 

-    I funghi nati vicino al ferro sono tutti cattivi 

-    I funghi buoni diventano non più commestibili se messi a contatto con i velenosi

-    I funghi mangiati dagli animali sono automaticamente buoni anche per l’uomo

-    La prebollitura rende tutti i funghi commestibili, anche i velenosi 

-    La luna giusta fa crescere (o no) i funghi 

-    La neve d’inverno porta tanti funghi d’estate

Intossicazioni 

Le intossicazioni da funghi possono essere molto gravi, perfino letali. Si suddividono in lunga e breve latenza

SINDROMI A LUNGA SCADENZA

Sindrome falloidea: è una delle principali cause di morte per intossicazione da funghi. I sintomi vanno da una prima fase di disturbi gastrointestinali all’insufficienza epatica, che può portare al decesso, nel corso del primo mese.

Sindrome orellanica: Ha una latenza di 48 ore, ma che può arrivare anche ai 20 giorni. Si manifesta con disturbi gastrointestinali, disidratazione con dolori addominali e sete intensa. Dopo una fase silente i sintomi possono tornare a manifestarsi con insufficienza renale (dolori lombari, sete, crampi, tremore, difficoltà a urinare o frequente stimolo). Nei casi può gravi può rendere necessario il trapianto del rene.

Sindrome giromitrica:  Latenza da 5 a 24 ore. Si manifesta con disturbi gastrointestinali, cefalea, disidratazione, dispnea fino ad arrivare all’ittero e all’insufficienza epatica. Possono inoltre presentarsi disturbi neuropsichiatrici come irrequietezza o delirio, ma anche disturbi visivi. 

Sindrome paxillica: Ha una latenza da 1 a 9 ore. Si manifesta con disturbi gastrointestinali o dopo indigestioni ravvicinate. In questo secondo caso, nelle situazioni più gravi, possono comparire anche anemia, ittero e collasso. 

INTOSSICAZIONI A BREVE LATENZA

Sindrome muscarinica: Ha una latenza da 15 minuti a 4 ore. Si manifesta, oltre ai disturbi gastrointestinali, con perdite di liquidi dal naso o dalla bocca. Altri sintomi sono la disidratazione, il restringimento della pupilla e rallentamento del battito cardiaco. 

Sindrome panterinica: Ha una latenza da 15 minuti a 4 ore. Si manifesta con disturbi neuropsichiatrici (euforia, collera, stato confusionale, sensazione di ebbrezza), dilatazione o restringimento della pupilla a fasi alterne, problemi di coordinazione muscolare. Raramente porta alla morte. 

Sindrome psilocibinica e psicotropa: ha una latenza da 15 minuti a 2 ore. Si manifesta in concomitanza con l’assunzione di bevande alcoliche. Si manifesta con eritemi su cute del viso, collo e sul cuoio capelluto. Possibili tachicardie, vertigini, perdita delle forze e stordimento. 

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