5 Stelle: «Sul nuovo ospedale un cortocircuito comunicativo all’interno del Movimento»

L’intervento di Elena Rossini (consigliere Fiorenzuola), Rosalba Barile (consigliere San Giorgio) e un gruppo di iscritti al Movimento 5 Stelle di Piacenza e Provincia

Elena Rossini (consigliere comunale di Fiorenzuola), Rosalba Barile (consigliere comunale di San Giorgio) e la base di iscritti al Movimento 5 Stelle di Piacenza e Provincia, provano a chiarire quanto successo nei giorni scorsi. Un gruppo di parlamenti grillini si è attribuito il merito di aver portato a casa 230 milioni per il nuovo ospedale di Piacenza, opera osteggiata dal Movimento 5 Stelle piacentino, che ha pure protestato pubblicamente contro la proposta della Regione Emilia-Romagna. L’annuncio dei parlamentari pentastellati ha creato il caos a livello locale. «In relazione alle notizie sul possibile finanziamento governativo per il nuovo ospedale di Piacenza, si ribadisce che il Movimento 5 Stelle di Piacenza e Provincia, (attivisti e portavoce eletti sul territorio), continuerà a lavorare a fianco dei cittadini in tutte le battaglie proprie del Movimento (No cemento, Sì verde e acqua pubblica, No logistica, Sì ambiente e salute, No gioco d’azzardo, Sì reddito di cittadinanza, soltanto per citarne alcune che ci vedono e ci hanno visto protagonisti).

Siamo consapevoli che dopo aver condotto una lunga battaglia anche contro la costruzione di un nuovo ospedale a Piacenza (a favore di una diversa destinazione dei fondi della sanità previsti per tale struttura) la notizia abbia creato un certo disorientamento nei nostri concittadini e anche tra i nostri stessi simpatizzanti; riteniamo che stante la grande pressione subita dal Governo in questo periodo, sia anche stato possibile un cortocircuito nelle comunicazioni, ma siamo altresì fiduciosi che questo si potrà presto chiarire nelle opportune sedi.

Stigmatizziamo inoltre le interviste di chi si fregia di parlare a nome del M5S con dichiarazioni e consigli ai vertici nazionali, quale l’ex Consigliera Comunale di Piacenza Mirta Quagliaroli, che dopo non essere stata ritenuta adeguata ad una candidatura per le ultime consultazioni politiche nazionali, preferisce oggi collaborare con realtà del Movimento di altre città, piuttosto di proseguire il proprio operato e dare il suo contributo al Movimento di Piacenza.

Vero che il Movimento vive nella rete, su Rosseau prima di tutto, sui social, e su tutti i mezzi di comunicazione alternativi; tuttavia il Movimento è prima di tutto partecipazione e condivisione attiva (banchetti, riunioni, assemblee sul territorio) e a Piacenza purtroppo sono ormai anni che questo non avviene (se non per iniziativa del gruppo di attivisti 4 valli a 5 stelle, che nel corso degli ultimi due anni ha organizzato molteplici iniziative su temi importanti con la partecipazione di vari portavoce regionali e nazionali), mentre le “riunioni ufficiali” del Movimento, tenute il primo martedì del mese, non hanno mai visto una reale partecipazione da parte della cittadinanza e sono deserte da mesi.

Quello che deve però essere chiaro è che il Movimento non funziona come gli altri partiti, dove gli elettori e gli iscritti “delegano” ad una “segreteria” che si deve occupare di tutto; nel Movimento è la base degli attivisti che costituisce la struttura operativa del movimento locale, mentre i portavoce hanno il compito di tenere le relazioni con le strutture superiori, se però queste relazioni vengono a mancare, allora possono avvenire dei cortocircuiti come quello relativo alla questione dell’ospedale».

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