Accoltellamento di via Torricella, il Pd: «La Lega non fa più manifestazioni?»

Il gruppo dem all’attacco dopo l'aggressione nel quartiere Roma: «Quando la Lega era all’opposizione bastava uno starnuto per organizzare una protesta». Il capogruppo leghista Segalini: «Tutti espulsi, non c’era altro da dire. Intanto con Salvini meno sbarchi e più rimpatri»

l'aggressione di via Torricella

L’eco dei fatti di via Torricella – l’aggressione e accoltellamento di due persone del 17 maggio – è ovviamente rimbalzato anche in Consiglio comunale. Il Partito Democratico ha incalzato la Lega sul tema sicurezza in città, partendo proprio dall’episodio del quartiere Roma. «Vedo che non c’è alcuna “via Crucis” della Lega – è il commento sarcastico del capogruppo dem Stefano Cugini - dopo l’accoltellamento. Prima bastava anche solo uno starnuto di qualche cittadino di colore in via Torricella per organizzare qualche iniziativa». Cugini si riferisce alle passeggiate della Lega Piroli, Cugini e Buscarini Pd-2nel quartiere Roma, quando era all'opposizione a livello locale e nazionale: in una, ribattezzata “la via Crucis” del degrado, i Giovani Padani misero anche alcuni soldi finti dentro una barchetta di carta davanti alla sede del Pd di via Roma, per manifestare il proprio dissenso nei confronti delle politiche dell'allora governo nazionale a guida Pd. 

«La Lega non ha commentato l’accaduto – ha risposto in Consiglio il capogruppo leghista Carlo Segalini - perché i piacentini sanno leggere le notizie e i fatti e hanno capito. I protagonisti dell’episodio erano individui che non dovevano più stare sul suolo italiano, ma si erano ben “integrati” nel mondo dello spaccio di droga. So che può bruciare a qualcuno, ma con Salvini ministro dell’Interno abbiamo il -95 per cento di arrivi ai porti italiani e le espulsioni-rimpatri sono più che raddoppiati. Purtroppo ci sono delle situazioni particolari, come nel caso dell’Egitto, in cui ce li dobbiamo tenere e dargli “bacco, tabacco e Venere”. Il silenzio della Lega era perché i piacentini hanno capito perfettamente la situazione, non c’era bisogno di aggiungere altro alla vicenda».  

Il Pd non ha mollato la presa. «Tutta la campagna elettorale della Lega – ha tuonato la consigliera Giorgia Buscarini - era tutta propaganda, ora Segalini ha Carlo Segalini-2ammesso che Salvini non può fare niente. L’ha ammesso, ha abboccato alle nostre dichiarazioni. I leghisti stanno in silenzio, quando prima facevano i cortei per episodi del genere: sarà che ora i piacentini hanno capito chi è la Lega».  «Salvini non si occupa dei rimpatri – ha aggiunto anche Giulia Piroli (Pd) - e delle espulsioni ma solo dei poveracci sui barconi». «Ieri dalla Sea Watch – è intervenuta la leghista Lorella Cappucciati - sono sbarcati contro il volere del ministro Salvini. Ci sono dei procuratori che agiscono e decidono. Intanto però gli sbarchi in Italia sono diminuiti».

E Filippo Bertolini (Fratelli d’Italia), durante il dibattito in aula, ha colto la balla al balzo per mandare un messaggio ai leghisti piacentini, e non solo. «Salvini su questi temi - ha dichiarato il consigliere - è stato duro, ma fino ad un certo punto. La colpa è della sposa nazionale della Lega (il Movimento 5 Stelle, ndr). Vogliamo essere noi di Fratelli d’Italia la vostra nuova sposa dal 27 maggio, per mandarli tutti a casa».

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