Affidi familiari, a Piacenza in un anno 111 minori coinvolti

I numeri relativi al 2018 forniti dall’assessore ai servizi sociali Federica Sgorbati: «Ben 150 minori affidati a comunità per disposizioni del Tribunale di Bologna»

L'assessore ai servizi sociali Federica Sgorbati

“Angeli e Demoni”, l’inchiesta giudiziaria che si è abbattuta nel reggiano sul comune di Bibbiano, in merito alla gestione degli affidi, ha avuto un’ampia eco nazionale. Sulla questione è intervenuta anche la consigliera Gloria Zanardi (Fratelli d’Italia), che ha presentato un’interrogazione sulla situazione piacentina. «Al di là della gravità degli eventuali illeciti – ha segnalato nel suo documento Zanardi - perpetrati dai soggetti a vario titolo coinvolti e all’orrore degli abusi sui minori e sulle loro famiglie ciò che colpisce, c’è un coinvolgimento diretto, secondo gli inquirenti, della responsabile del servizio sociale integrato dell’Unione di Comuni della val d’Enza. La responsabile è un’attivista Lgbt e paladina della “genitorialità gay” e dell’affido alle coppie omosessuali; addirittura, emergerebbero, sempre secondo gli inquirenti, in alcuni casi, “collegamenti stretti” tra le affidatarie (omosessuali) e, appunto, le operatrici e dirigenti del servizio sociale». «Per Gloria Zanardi-7-4questa ragione – ha rimarcato la consigliera - è assolutamente prioritario fugare ogni sospetto circa presunte interferenze ideologiche nelle procedure di affidamento dei minori che, di fatto, si tradurrebbero nell’adozione di criteri che terrebbero conto dell’orientamento sessuale dell’affidatario, anche al fine di implementare quelle progettualità specifiche funzionali alla valorizzazione e allo sviluppo della “genitorialità gay”. La ratio della normativa, al contrario, sarebbe quella di garantire il diritto effettivo del minore a crescere in una famiglia, e si deve ricorrere all’affido ad una persona single, ovvero ad una comunità, solo in via residuale e comunque in casi del tutto eccezionali e motivati».

Dalla risposta dell’assessore Federica Sgorbati si è così scoperto che nel 2018 il servizio sociale minori del Comune di Piacenza aveva in corso 111 affidi familiari - «tutti nei confronti di famiglie eterosessuali» ha risposto l’assessore alla apposita domanda della consigliera -, di cui 6 di questi, tutti minori stranieri non accompagnati sul territorio italiano, a persone “single”, parenti o "persone con una forte valenza amicale o culturale". Oltre a questi, il servizio nel 2018 contava 150 minori affidati a comunità per disposizioni del Tribunale dei minorenni di Bologna, in seguito a “carenze familiari”. Nel 2019, invece, solo 12 istruttorie d’affido. A occuparsi di queste situazioni una equipe multi disciplinare con operatori e professionisti. La commissione che si occupa di valutare l'affidamento non è mai quella che poi segue l'evolversi delle vicende familiari nel corso degli anni. L’assessore Sgorbati ha rimarcato inoltre un progetto che vede cinque famiglie con figli aiutare altrettante famiglie che si trovano in momenti di difficoltà. «Le informazioni relative all’orientamento sessuale delle sei persone single sono riservate, come il loro orientamento religioso o politico».

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