Anche il Consiglio comunale è d'accordo: il nuovo ospedale si farà nell'area Farnesiana n. 6

Dopo sei ore di dibattito il centrodestra vota compatto sulla Farnesiana n.6, oltre la tangenziale. Il sindaco: «Dopo i pareri tecnici, una scelta politica». Lega, Fd'I, Fi, Liberali e Misto fanno da scudo e difendono l'iter del percorso che ha portato a questa decisione

Il Consiglio comunale

Il nuovo ospedale si farà nell’area 6 alla Farnesiana, vicino al carcere di Piacenza e oltre la tangenziale. Lo ha sancito il Consiglio comunale di Piacenza, a qualche giorno di distanza dal pronunciamento della Giunta Barbieri e dal parere favorevole delle commissioni 2 e 3. Sembrerebbe chiudersi una vicenda che dura da ormai tre anni, ovvero da quando la Regione confermò nel 2016 la volontà di realizzare un nosocomio nella nostra città, dopo averlo annunciato, improvvisamente, nel 2015. L’area di proprietà dell’Opera Pia Alberoni e dell’azienda agricola “Novate” è la migliore anche secondo il Consiglio comunale, che è arrivato al voto nella serata del 26 luglio dopo un dibattito di oltre sei ore. O meglio, secondo il centrodestra (Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Liberali e Gruppo Misto) che compone la maggioranza: tutti i consiglieri presenti hanno appoggiato questa indicazione, mentre l’opposizione non ha partecipato al voto.

Il sindaco Patrizia Barbieri ha ricordato il lungo, lunghissimo iter, che ha portato il Consiglio a esprimersi dopo tre anni sull’area del nuovo ospedale, soffermandosi in particolare sull’esclusione dell’ex Pertite e della caserma Lusignani dal tavolo delle possibili soluzioni. «Nessun retropensiero da Comune, Ausl e Regione su questo impegno – ha detto il primo cittadino - Tutte e tre le realtà volevano un nuovo ospedale a Piacenza. Sulle zone individuate solo pareri tecnici». Barbieri ha puntualizzato che le sei “finaliste” erano macro-aree, Patrizia Barbieri-67in cui bisognava poi selezionare i confini e le porzioni necessarie per il nuovo nosocomio. «Dopo i tavoli tecnici che hanno espresso queste sei ipotesi, c’è stata una scelta politica da parte dell’Amministrazione e oggi del Consiglio comunale». «Sulle vicine casse d’espansione - ha provato a chiarire alcuni dubbi emersi in commissione - il Consorzio di Bonifica ci ha confermato ciò che dice la Provincia: il problema non sussiste. Le sei aree sono tutte aree agricole, tranne la 5 che potrebbe diventarlo nel 2021».

«Percorso trasparente e rispettoso della legalità – ha aperto il dibattito il capogruppo di Forza Italia Sergio Pecorara - non siamo stati con le “mani in mano”. Abbiamo collaborato per questo progetto, speriamo che ora si dia il via all’iter. Per noi erano importanti i costi, le infrastrutture da sistemare, la viabilità e la riconversione dell’attuale ospedale. L’area 6 avrà meno impatto sul traffico, è vicina al casello autostradale di Piacenza sud ed è quella che meno necessita di interventi per essere ben collegata. Al tavolo gli aspetti urbanistici sono stati ben valutati, non si dica che sono mancati gli strumenti per scegliere l’area migliore». Sulle critiche ricevute dalla maggioranza in questi mesi, in particolare negli ultimi giorni: «I benpensanti della città ogni giorno, da due anni, scendono in campo per contestare le nostre scelte. Spero lo facciano solo per le idee, e non perché siamo di centrodestra. Come mai non protestarono chiedendo più partecipazione nel 2015 o nel 2016, quando l’opera fu annunciata dalla Regione. E che allusioni infelici quelle sull’ex presidente Caruso, che non c’entra con questa vicenda».

Filippo Bertolini di Fratelli d’Italia ha fatto da scudo alle contestazioni dell’opposizione. «Dopo due giorni che la Giunta Barbieri si era insediata nel 2017 – ha ricordato - sembrava che, se non agiva in fretta scegliendo l’area, avrebbe perso duecento milioni di finanziamento». «Il tavolo tecnico – ha poi incalzato - ci ha dato realmente gli spunti necessari per decidere. Se non si crede nell’utilità di un tavolo, non si partecipa». «Con l’esproprio non ci saranno speculazioni: pagheremo l’area e il quanto verrà stabilito dalla legge. Ma è più comodo dire oggi che la maggioranza non ha coinvolto nessuno, quando in realtà questa responsabilità nessuno la voleva prendere. E il Pd si è contraddetto sulla Pertite in questi anni, sul suo destino. Così come il protocollo firmato da Dosi nel 2016 con Bonaccini e Venturi è stato corretto dopo pochi mesi: non mi sembrava un documento molto partecipativo. Però riconosciamo alla Regione che i soldi e il finanziamento lo ha garantito comunque nel tempo, di questo la ringraziamo. Siamo convinti del percorso fatto, nel tempo le posizioni iniziali delle anime del centrodestra erano diverse. Su questo la maggioranza è solida e efficace. Le contestazioni, in questi casi, sono normali. Anche se avessimo scelto l’ipotetica area 7 (che non esiste, nda), ci sarebbero state critiche».nuovo ospedale farnesiana area 6-2

 

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