Area Vasta “Emilia”, Lunni (Fi): «Si svende il nostro territorio»

L'intervento del consigliere provinciale di Forza Italia Matteo Lunni: «Oggi il sistema turistico piacentino è debole e frammentato»

Matteo Lunni

«La creazione della destinazione - scrive il consigliere provinciale di Forza Italia Matteo Lunni - è il primo esempio concreto di tentativo di svendita del territorio piacentino che rischia di costituire un boomerang per noi: come dice il Vangelo "Prima di andare in guerra bisogna valutare se si ha la forza per vincerla", e non mi sembra che a Piacenza si sia fatta questa valutazione. La distanza in termini di numero di operatori turistici e commerciali e di portata degli investimenti pubblici e privati nel campo del turismo tra Piacenza e Parma è evidente, e non certamente a nostro favore. Ad oggi il sistema turistico piacentino è debole e frammentato: prima di unirsi a chi è molto più  forte e coeso di noi sarebbe stato importante costruire il sistema Piacenza e valutare l'entità delle nostre forze, per altro la Legge Regionale impone la creazione delle Destinazioni Turistiche ma non dice che "All'interno di ogni area vasta non può essere istituita più di una Destinazione turistica" (art. 12 c. 2, LR 4/16). Piacenza avrebbe dovuto creare la sua Destinazione e, tra qualche anno, pensare alla eventuale fusione con le altre Province con un sistema avviato e solido. Anche il miraggio delle risorse messe a disposizione della Regione rischia di essere un miraggio: se verranno distribuite, come avveniva in passato, in base ai pernottamenti e ai posti letto a noi toccheranno le briciole.

Invito l'Amministrazione Provinciale affinchè:

- la creazione della Destinazione non sia penalizzante per il territorio piacentino, turisticamente più debole rispetto a quello parmigiano

- i Comuni non siano lasciati soli in questa fase ma ci sia una forte regia da parte di Palazzo Garibaldi

- i servizi e le opportunità della Provincia di Piacenza siano omogenei tra le diverse valli e le diverse realtà

- si batta perchè vi sia una sorta di perequazione nella distribuzione delle risorse che avvantaggi i territori turisticamente più deboli come incentivo al loro sviluppo».

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