Barbieri: «Terrepadane disponibile a ridurre commerciale e residenziale»

Il sindaco: «Non è ancora arrivato in Comune il nuovo progetto di Terrepadane, ma ci hanno comunicato l’intenzione di venire incontro alle nostre esigenze: meno residenziale e commerciale nell’area dell’ex Consorzio Agrario». Le opposizioni chiedono di conoscere al più presto i contenuti

L'area di proprietà di Terrepadane oggetto della riqualificazione

Terrepadane è disponibile a ridurre la quota di commerciale e residenziale dal progetto di riqualificazione dell’ex Consorzio Agrario di Piacenza. La conferma arriva dal sindaco Patrizia Barbieri, che ha ricevuto una comunicazione in tal senso dalla società “Terrepadane”, proprietaria dell’area da 130mila metri quadrati retrostanti il Palazzo dell’Agricoltura e confinanti con i binari della ferrovia. Il presidente di Terrepadane Marco Crotti, in un’intervista a Libertà dei giorni scorsi, aveva ipotizzato la diminuzione di 16mila metri quadrati (10mila di commerciale e 6mila di residenziale). Il sindaco conferma le intenzioni ma non è ancora a conoscenza del reale “taglio” al progetto originale. Niente numeri al momento, il nuovo progetto non è ancora pervenuto né nelle mani del sindaco, né in quelle dell’assessore all’urbanistica Erika Opizzi. C’è però maggiore ottimismo: le osservazioni critiche dell’Amministrazione sono state recepite da Terrepadane, disposta a venire incontro alle richieste. Prevale al momento la soddisfazione per la volontà dell’azienda di venire incontro alle esigenze della città, espresse da diversi mal di pancia in maggioranza.

IL PROGETTO DI PARTENZA

Ipotizzato nel 2015, il progetto è in fase di elaborazione da diverso tempo. Terrepadane pensava inizialmente a quasi 30mila metri quadrati di commerciale (a cui probabilmente, come detto, ne saranno tolti una decina), con la presenza all’interno di una struttura da 10mila metri non alimentare e una da 4500 alimentare, più altre due strutture di medie dimensioni da 2500 metri a testa. Oltre a questo erano previsti 14mila e 800 metri quadrati di residenziale, che potrebbero subire un ritocco verso il basso (di circa 6mila). A questi vanno aggiunti 54mila metri quadrati destinati al terziario e a strutture ricettive-alberghiere e 30mila metri di aree verdi.

IL CONFRONTO IN MAGGIORANZA

È risaputo: il progetto è indigesto soprattutto alla Lega, che non vede di buon occhio, oltre all’ennesimo insediamento commerciale in città, la quota di residenziale. Dal Carroccio sono arrivate rimostranze: in un quartiere come via Colombo, ad alta percentuali di stranieri e ritenuto dalla Lega “un dormitorio”, è meglio non inserire altri appartamenti, con un alto tasso di residenze sfitte in città. Sull’argomento aveva preso posizione – uscendo dai suoi compiti – l’allora assessore alla cultura Massimo Polledri: il suo intervento a gamba tesa su una pratica in mano all’assessore Erika Opizzi (Fratelli d’Italia) non era andato giù alla Giunta. Tanto che il sindaco ha colto quell’incidente per sostituire Polledri nella squadra di governo. Se i modi della sua contestazione non sono stati graditi dalla maggioranza, il contenuto delle sue osservazioni è stato invece accolto. D'altronde un po' tutto il gruppo consiliare leghista la pensava così sul progetto di Terrepadane (oltre al consigliere forzista Mauro Saccardi). 

L’OPPOSIZIONE NON VEDE L’ORA DI DISCUTERE IL PROGETTO

Giustamente c’è molta curiosità sul futuro dell’area dell’ex Consorzio Agrario. Il progetto di “Terrepadane”, ritoccato, non è stato ancora visionato dalla maggioranza, e già l’opposizione freme. «Noi consiglieri non sappiamo nulla – si è lamentato Sergio Dagnino (5 stelle) - e i cittadini ci chiedono. Che si fa sul progetto Terrepadane?». «La pratica è stata aggiornata – ha aggiunto Massimo Trespidi (Liberi) - e non ne siamo a conoscenza. Vogliamo sapere al più presto». Anche il sindaco Barbieri si aspetta al più presto di conoscere nel dettaglio il nuovo progetto urbanistico: «Spero di avere in mano il tutto – confida il primo cittadino – entro la fine del 2018».

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