Bassi (FI): «Il baule di Verdi sia donato agli Emiliano-Romagnoli»

Forza Italia Giovani chiede che il baule ritrovato a Villa Sant'Agata a Villanova sull'Arda rimanga nella nostra regione

«Apprendo con stupore Pietro Bassi – afferma il responsabile cultura Forza Italia Giovani Emilia-Romagna - e preoccupazione dello sviluppo relativo al tesoro di Villa Verdi. Risulta infatti essere stato ritrovato a Villa Sant’Agata di Villanova sull’Arda, dove il Maestro Verdi visse a partire dal 1851, un baule chiuso a chiave quasi fosse un forziere, contenente appunti autografi delle sue opere tra le quali Rigoletto, La Traviata e Falstaff oltre ad altre 9; secondo Mauro Balestrazzi giornalista parmense del mensile Classic Voice, si tratta di circa 5 mila pagine di abbozzi e schizzi di opere del Maestro per la maggior parte inedite. Aldilà delle vicende private dei discendenti del Maestro, nobili Carrara Verdi, a proposito delle quali non è mia intenzione interferire, mi pare doveroso rimarcare la grande importanza di questi manoscritti, come del resto sostiene Emanuela Carrara Verdi: << Il baule esiste, l’ho esaminato un anno fa durante le operazioni d’inventario che ha compreso anche questi nuovi scritti. Esso fa parte dell’inventario completo che verrà depositato a fine Gennaio in Tribunale, e oggi non sono più tranquilla di come venga tutelato il patrimonio del Maestro>>.

Ella ha pienamente ragione e se anche uno solo di tali documenti fosse sparito qualcuno dovrà risponderne, in quanto l’Archivio Verdi è sì un archivio privato ma sotto la tutela dello Stato essendo considerato di eccezionale interesse storico e culturale. Peraltro un decreto legislativo del 2004 emanato dal secondo Governo Berlusconi, relativo al Codice dei Beni Culturali prevede per i proprietari di questi archivi l’obbligo, si badi bene, di permetterne la consultazione agli studiosi che ne facciano motivata richiesta. Qui la vicenda si tinge di giallo e la mia personale preoccupazione aumenta, perché lo studioso Fabrizio Della Seta, tra i più celebri del Verdi, ha inoltrato questa richiesta mesi fa ad Angiolo Carrara Verdi custode de facto della Villa e oggi, passati 7 mesi, non ha ottenuto risposta, sicché anche il Times si è interessato alla vicenda. Il Codice dei Beni Culturali sancisce che l’autorizzazione per la consultazione di archivi privati dichiarati di interesse storico particolarmente importante va fornita entro 30 giorni, su precedente istanza del consultante (Art 127, d.lgs. 42\2004). In conclusione mi preme dire che oltre al piano giuridico vi è anche il piano storico-culturale, questi manoscritti verdiani sono di valore inestimabile, e appartengono ai conterranei del Maestro e a tutta la Nazione, all’Italia che Verdi ha contribuito a forgiare creando e animando lo spirito risorgimentale degli italiani dell’Ottocento, tutti conosciamo il Va Pensiero del Nabucco o qualche aria dell’Attila o dei Lombardi alla prima Crociata. A mio avviso questi manoscritti andrebbero tutelati nel modo più opportuno per salvaguardarli in quanto al di sopra degli interessi particolari di alcuni e per il bene di tutti. Falstaff in coro con gli altri personaggi, canta nel finale dell’opera che ‘’tutto nel mondo è burla. L’uom è nato burlone’’, ma rispetto al ritrovamento di questo prezioso baule c’è poco da scherzare».

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