Biotestamento, a breve il registro “Dat” anche per il Comune di Piacenza

Un emendamento (poi bocciato) di Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) chiedeva di accelerare i tempi dopo l’approvazione della legge sul biotestamento

Luigi Rabuffi (Pc in Comune)

Biotestamento: la possibilità di rilasciare le disposizioni sul fine vita è legge dal mese di febbraio, ma in alcune città la situazione è ancora poco chiara. Non tutte le amministrazioni sono pronte ad accogliere le richieste dei cittadini che già in questi giorni potrebbero presentarsi agli sportelli per consegnare la Dat: c'è chi ha già predisposto uno sportello ad hoc, chi invece attende istruzioni dal Ministero e chi dalla Regione, chi ha trasferito le competenze dall'Urp all'ufficio di Stato civile. 

La legge in vigore dispone che chiunque voglia presentare la propria Dat potrà farlo all'ufficio di stato civile del Comune di residenza, senza nessun costo di bollo o imposta. Oppure da un notaio o presso le strutture sanitarie. Il rischio è la nascita di centinaia di registri a cui i cittadini avranno sottoscritto le proprie "intenzioni sul fine vita" ma al momento di un urgenza sanitaria come sarà possibile ritrovare le "dichiarazioni anticipate di trattamento" specialmente se l'interessato si trova fuori dal Comune o dalla Regione di residenza. La legge approvata prevede infatti solo dei registri regionali e solo con l'ultima manovra di Bilancio due emendamenti avevano previsto lo stanziamento di 2 milioni di euro nel 2018 per la creazione di una banca dati nazionale delle Disposizioni anticipate di trattamento.

Anche il Consiglio comunale di Piacenza ha dibattuto sul Dat: merito di un emendamento di Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) che chiedeva all’ente di velocizzare a accelerare i tempi sulla pubblicazione di tutte le informazioni sul Dat sul sito del Comune di Piacenza. A Rabuffi il tema sta particolarmente a cuore: nei giorni scorsi è stato colpito da un lutto familiare che chiamava direttamente in causa la questione del bio testamento. Perciò ha stimolato la Giunta a fare presto nell’organizzazione del Registro DAT (Dichiarazione di volontà Anticipata per i Trattamenti Sanitari) presso lo stato civile del Comune di Piacenza. «Lo faccio perché ogni persona deve avere il diritto assoluto di decidere del proprio futuro. Qualunque esso sia». Durante il dibattito anche altri consiglieri hanno raccontato le proprie esperienze personali sul tema, come Christian Fiazza (Pd, a favore dell’emendamento) e Lorella Cappucciati (Lega, contro). L’assessore Filiberto Putzu ha giudicato pleonastico l’emendamento, poiché nelle prossime ore (forse già entro la giornata di oggi 27 febbraio) verrà deliberato un provvedimento dal Comune in tal senso, e sul sito del Comune di Piacenza dovrebbe essere presente una finestra dedicata al Dat con tutte le informazioni necessarie. Il dibattito è andato oltre la richiesta di Rabuffi di velocizzare i tempi e si è trasformato in una serie di considerazioni sul fine vita di carattere generale. Al termine della discussione la proposta di Rabuffi è comunque stata bocciata con 17 voti contrari (maggioranza più il gruppo Liberi) e 12 favorevoli (Pd, Piacenza Più, Piacenza in Comune, 5 Stelle e Garilli, Reboli e Di Corcia della Lega).

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