Boledi (Secessio Plebis): «Meno Stato più mercato?»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

«Crollano per incuria i ponti lasciati in gestione ai privati, così come nella sanità le strutture di salute pubblica risultano sempre più sotto lo scacco dei depotenziamenti e delle chiusure. Ciò favorisce la necessità di rivolgersi ai privati (potendoselo permettere!). Assieme ai soffitti delle scuole che cadono, alle strade piene di buche, alla sicurezza ormai divenuta precaria sia in casa che fuori e la giustizia che inspiegabilmente, sempre più spesso, riesce a favorire i malvagi a discapito dei mansueti. La gente assiste sconsolata all’immane tragedia causata dalla malapolitica complice nel lasciar gestire ai privati (spesso spregiudicati) le strutture pubbliche. I politici riescono così a mascherare la propria incapacità, traendo magari qualche profitto personale, ben dissimulato, dal business dell’appalto.

Meno stato più mercato! … e si danno in gestione anche servizi essenziali e addirittura strategici. In Italia si “aziendalizza” la sanità pubblica, diventata troppo sprecona proprio a causa dei politici famelici, ed ora si taglia, si chiude, si depotenziano i servizi lasciando però il mattone ben libero di crescere. A gestire c’è il manager, messo lì dagli stessi che fino a ieri avevano banchettato, e vien da pensare: si copriranno dietro al suo scudo per continuare? Intanto CENSIS ed ISTAT con dati ufficiali ci indicano la crescita abnorme della povertà e che l’operaio deve spendere l’intera tredicesima per curarsi.

Dov’è finito il diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione Italiana? Negli ultimi anni nessuna politica e nessun partito hanno mai dato una risposta concreta: null’altro che tagli lineari a qualsiasi forma di welfare! Anche qui a Piacenza come a Roma, cambiano le maggioranze ma nulla cambia per la povera gente. In sintesi, cambiano i suonatori ma la musica rimane la stessa! Il Piano sanitario proposto e votato dalla maggioranza di sinistra prosegue indisturbato anche ora con la destra. Con le conseguenze che i cittadini piacentini saranno sempre più costretti a rivolgersi alla sanità privata (chi potrà permetterselo!) Il popolo, assieme alle strutture che chiudono o crollano, sta perdendo i diritti che ci hanno lasciato le precedenti generazioni. Ciò che con tracotanza non cala mai è la corruzione dei politici e degli uomini di stato.

Anche nel piacentino i ponti sono crollati o chiusi al traffico pesante, così come gli ospedali chiudono o si declassano o si depotenziano (nonostante i cospicui investimenti appena fatti!). Intanto si distrae la popolazione col progetto di nuovi ospedali, che genereranno ulteriori salassi economici.

Se lo specchio della civiltà di una nazione sono le sue infrastrutture ed i servizi ad esse collegati, è giunta l’ora di cambiare tutta la classe politica che negli ultimi anni ha saputo vivere, e vive tutt’ora, soltanto di rendita, lasciandole ammalorate fino ai crolli ed alle chiusure. Non ci lasceremo abbagliare né dagli elicotteri in volo notturno, sia pure utilmente indispensabili in certe circostanze di assoluta gravità, né dalle promesse di nuovi ospedali come cattedrali nel deserto, in attesa che il buon Dio, impietosito dallo stato comatoso in cui ci ha ridotto la politica contemporanea, ci rimandi sulla Terra uomini come Einaudi e De Gasperi. Per ricostruire finalmente tutto ciò che è stato distrutto e stanno distruggendo».

Angelo Boledi, segretario Movimento Politico Secessio Plebis

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