Dubbi sull'impianto di smaltimento delle scorie

Il consigliere Puzu, PDL, avvia in aula una interrogazione sull'impianto di smaltimento delle scorie di Borgoforte. Sarà possibile dividere e riusare tutti i residui della combustione? E quanto costerà mettere a regime la macchina?

C'è già il termovalorizzatore a Borgoforte. Ma, accanto, sorgerà il nuovo impianto per lo smaltimento delle scorie, residui della combustione, così come annunciato la scorsa estate da Enia, l'azienda multiutility che gestisce l'energtermovalorizzatore-di-borgoforte-accanto-nascera-l-iia emiliana. Ma, adesso, in una interrogazione a risposta orale, il consigliere comunale PDL, Filiberto Puzu, solleva le domande tecniche sulla sua realizzazione. In aula, il consigliere, chiede quanto costa attualmente all'Enia lo smaltimento delle scorie con appalto esterno e quante tonnellate di scorie residue alla combustione si producono nel vicino termovalorizzatore.

Il nuovo impianto di smaltimento si farà, presumibilmente entro i primi mesi del 2009, ma bisogna ottimizzare il progetto, in modo da trarne il massimo beneficio. Questo è il sunto dell'interrogazione di Puzu, che chiede anche il preventivo ipotizzato da Enia, per la costruzione dell'impianto, per l'acquisto dei mezzi tecnici e per l'impiego del personale.

Resta da verificare anche la possibilità del nuovo impianto “di dividere ogni differente materiale così da poter ricavare un utile economico” e “se il nuovo impianto sarà in grado di ottenere l'inertizzazione delle scorie finali con conseguente autonoma capacità di produrre (e vendere) il misto cementato”.

Il termovalorizzatore è, di fatto, un inceneritore di rifiuti che produce delle scorie che non vengono bruciate nonostante le alte temperature con cui vengono trattati i rifiuti. Il nuovo impianto di smaltimento, si occuperà di recuperare, a mezzo separazione, tutti i materiali di scarto della combustione. Il materiale ferroso, ad esempio, viene recuperato con un magnete e convogliato alle fonderie, mentre i residui sabbiosi, possono essere trasportati ai cementifici per la lavorazione. Il nuovo impianto, renderà “completamente autosufficiente l'attività di Tecnoborgo anche a valle della combustione”

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