Callori: «A dicembre termina la cassa integrazione per Mercatone Uno»

Il consigliere regionale piacentino contesta l'atteggiamento della Regione nei confronti della situazione precaria dei lavoratori della Mercatone Uno di Rottofreno

«La storia infinita della crisi del Mercatone Uno - che coinvolge anche i piacentini del punto vendita di Rottofreno - non ha trovato porte aperte in Regione. Leggendo le risposte alle diverse interrogazioni presentate in Assemblea legislativa e valutando altri documenti politici presentati, in particolare, dal gruppo Pd salta agli occhi l’incapacità dell’amministrazione regionale di affrontare strutturalmente problemi di questa natura e, contestualmente, l’abitudine del presidente Stefano Bonaccini di scaricare le responsabilità su altri. Quando il gioco diventa difficile, insomma, la Giunta regionale si fa di nebbia». Ne è convinto il consigliere Fabio Callori di Fratelli d’Italia. «Bonaccini, già con il nuovo look elettorale, non si lascia scappare alcuna occasione per propagandare la bontà della propria azione amministrativa. Peccato per lui che trapelino ovunque le crepe di un’amministrazione che è di facciata più che di sostanza. L’apparenza sembra essere tutto per il governatore dell’Emilia Romagna, che, nel suo ruolo di presidente della Conferenza delle Regioni, ha accettato in questi giorni anche l’ennesima nomina, quella a presidente ad interim dell’Aifa, l’Agenzia italiano del farmaco, ricevuta dalle mani del ministro 5 stelle Giulia Grillo. Prove di alleanza con i pentastellati in vista delle elezioni regionali che vedono un Pd traballante? Qualche organo di stampa lo ha suggerito, anche a fronte dell’inciucio nella commissione regionale di inchiesta sui fattacci di Bibbiano, richiesta a gran voce dal Fd'I a Mercatone Uno-2centrodestra, dove l’ufficio di presidenza è stato spartito tra Pd, Sinistra italiana e, appunto, M5s. Ma tornando al tema delle politiche regionali in settori in grande affanno e in situazioni di crisi come quella del Mercatone Uno, rileviamo che l’annunciata e tanto sbandierata somma di 150.000 euro messa a disposizione dalla Regione per le 450 famiglie in difficoltà non solo è stata suddivisa in due annualità, ma è diventata, nella realtà, un micro-obolo a dipendente, se si considera la platea degli aventi diritto. La Regione non ha ancora garantito ammortizzatori sociali a tutti quei dipendenti che decidessero di licenziarsi per intraprendere un’altra strada e la cassa integrazione termina a dicembre. Questo per evidenziare, se mai ve ne fosse necessità, la prassi regionale di privilegiare gli annunci, per esempio delle risorse distribuite a pioggia e solo all’apparenza copiose, piuttosto che entrare nel merito e affrontare le situazioni difficili. Non crediamo, infatti, che Bonaccini, già in campagna elettorale, possa spendere il suo prezioso tempo per partecipare ai Tavoli dove si discute del futuro di aziende in crisi e dei tanti lavoratori messi in ginocchio. Per questo aspettiamoci tanti altri annunci ad effetto mentre l’economia regionale e il suo territorio arrancano».

LA RISPOSTA DELLA GIUNTA REGIONALE DELL'EMILIA-ROMAGNA

 “A una situazione grave e misure insufficienti adottate finora dal Governo si aggiungono parole sprezzanti nei confronti della Regione che da subito si è attivata assieme ai Comuni di residenza, al fine di sostenere le famiglie dei lavoratori del  Mercatone Uno in situazione di grave difficoltà: la destra regionale dovrebbe vergognarsi”. L’assessore alle Attività produttive dell’Emilia-Romagna, Palma Costi, replica così alle critiche avanzate da un consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha definito “micro-obolo” lo stanziamento effettuato dalla Regione per i dipendenti  dell’azienda in crisi. “Come può definirsi così un aiuto  concreto e unico nel suo genere, messo in campo per  lavoratori di aziende in crisi lasciati per settimane senza alcuna forma di reddito? Per questo la  Regione è intervenuta con azioni anche economiche sul versante sociale, unico nostro spazio di intervento, in collaborazione con i sindaci per sostenere le famiglie in difficoltà . Inoltre la Regione si è attivata assieme ai sindacati per la liquidazione dei Tfr dovuti ai lavoratori. Tutto ciò a fronte di una situazione che per i lavoratori della Mercatone Uno sta diventando sempre più preoccupante. E, del resto, quanto sta accadendo era stato già sottolineato sia da noi, come Regione, che dai sindacati”.  “Il tavolo di crisi è di responsabilità del Governo e noi non disponiamo degli ammortizzatori, che sono esclusiva competenza dello Stato. E proprio quei tavoli ministeriali- ha aggiunto l’assessore Costi- hanno riconosciuto la cassa integrazione ai lavoratori ma in modo tale da risultare insufficiente a garantire condizioni di vita dignitosa agli stessi. Che gli ammortizzatori così concessi non risolvessero il problema del reddito dei lavoratori lo avevamo già sottolineato, tant’è che lo stesso presidente Bonaccini ha più volte suggerito al Governo di valutare l’applicazione del reddito di cittadinanza a questi lavoratori”. “Non è certo il caso di utilizzare delle definizioni così sprezzanti come quelle di Fratelli d’Italia, che si permette di ironizzare su una misura concreta attivata dalla Regione, la prima e forse unica ad averlo fatto a livello nazionale. Piuttosto, diventa fondamentale sapere se esistano prospettive reali di riattivazione della rete dei punti vendita con possibile rioccupazione degli addetti, anche rispetto alla vendita dell’azienda, certamente più appetibile con negozi aperti”.  "Tutto questo- conclude l’assessore- è stato oggetto di informazione in commissione a fine luglio dove il consigliere poteva esprimere i suoi dubbi. Cosa che non ha fatto perché sa benissimo che la Regione ha fatto e sta facendo il possibile per i lavoratori del Mercatone Uno così, come per i lavoratori di altre situazioni di crisi per cui spesso solo il Governo può intervenire. Capisco che il consigliere senta odore di elezioni e si senta in ‘dovere’ di denigrare e attaccare, ma sappia che sul tema del lavoro e della salvaguardia dei lavoratori risponderemo colpo su colpo perché da cinque anni noi ci impegniamo tutti i giorni e diamo risposte concrete”.

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