Canali diversivi, Confedilizia: «E' ora che il gioco venga scoperto»

Confedilizia Piacenza esprime il suo plauso all'azione volta ad ottenere che l'Agenzia del Demanio consegni al Comune, e non al Consorzio di bonifica, i canali diversivi della città

Opizzi e Foti

«L'iniziativa dei consiglieri Foti e Opizzi (Fratelli d’Italia) – dichiara il direttore della locale Associazione proprietari di casa Maurizio Mazzoni – consentirà di fare il punto sui passi effettivamente mossi per sbloccare una situazione che ha dell'incredibile nonché sulle responsabilità dei vari enti coinvolti e sul relativo rimpallo di competenze, che condanna per intanto i cittadini al pagamento di una somma ultramilionaria a favore del mantenimento di una struttura consortile che, pur all'ombra di una protezione associativa che solo una comunità addormentata (e, così, condannata al disarmo) può tollerare, ha nel suo stesso mantenimento in vita l'unico obiettivo».

La dichiarazione della locale Confedilizia così prosegue: «La mozione consigliare consentirà anzitutto di documentarsi sull’attività al proposito svolta dal Comune di Piacenza dopo che lo stesso ha lasciato perdere (per ragioni ancora da accertarsi e valutarsi) la via maestra del ricorso alla possibilità di ottenere la consegna dei canali diversivi sulla base del provvedimento relativo al federalismo demaniale. La politica, pena la sua totale delegittimazione, non può ulteriormente essere condizionata, e dipendere, da valutazioni dell’ormai imperante burocrazia, ad essa affidandosi e ad essa facendo decidere anziché indirizzarla, sapendola indirizzare». 

«E' ora - dichiara Mazzoni – che il gioco venga scoperto, che l’azione soporifera di qualche assessore venga denunciata da chi ancora crede che la politica abbia un suo indipendente ruolo, di cui – cessata, con il recente rinnovo elettorale, la presenza nel Consiglio consortile di esponenti politici di primo piano della Sinistra – si individuino con chiarezza posizione e responsabilità».

Confedilizia Piacenza (che annuncia una prossima iniziativa pubblica sul problema) così conclude: «La situazione sociale in essere e le privazioni alla quale la situazione di crisi condanna i cittadini, non può assommarsi ad ulteriori esborsi esclusivamente dovuti all'accidia, o alla superficialità, di singoli assessori e, comunque, della Giunta comunale nel suo complesso». 

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