Casapound: «No alla variante di Roncaglia e a nuovi capannoni a Le Mose e Montale»

CasaPound denuncia gli eccessivi insediamenti logistici, a partire dalla realizzazione di un maxi capannone in prossimità delle frazioni Roncaglia e I Dossi

CasaPound denuncia gli eccessivi insediamenti logistici, a partire dalla realizzazione di un maxi capannone in prossimità delle frazioni Roncaglia e I Dossi. «Ancora una volta - afferma Pietro Pavesi, responsabile provinciale del movimento - i piacentini devono fare i conti con la vecchia politica e decisioni scellerate. L'idea di concentrare ancor di più il traffico e l'inquinamento nelle frazioni significa mettere a serio rischio l'incolumità ed il benessere dei cittadini stessi. Tutto questo dopo che in campagna elettorale il sindaco Barbieri era andato in prima persona nelle frazioni promettendo un radicale cambiamento. Le frazioni in questione (Le Mose, Roncaglia e Montale) risultano già essere congestionate dalla massiccia presenza della logistica e nuove costruzioni andrebbero a compromettere definitivamente le condizioni di vita dei residenti».

«Oltre a queste considerazioni - prosegue Pavesi - troviamo controproducente e non costruttivo il continuo rimpallo di responsabilità tra la maggioranza di centrodestra e l'opposizione di centrosinistra; da un lato, quest'ultima che, durante i tre mandati consecutivi fino al 2017, non ha fatto altro che inondare il comune di capannoni, cemento e mezzi pesanti, dimostrando - sottolinea - di non saper dialogare coi cittadini e di andare incontro alle loro esigenze, mentre ora li troviamo intenti in un goffo tentativo di stare dalla parte dei residenti, che sicuramente non hanno dimenticato il loro operato. D'altro canto, della giunta comunale attuale denunciamo il totale immobilismo in materia, dato che si è limitata solo a portare avanti i progetti concordati dalle precedenti amministrazioni, mentre con molto più coraggio e curandosi prima degli interessi dei piacentini, si può pervenire ad un blocco di questo folle piano di logisticizzazione del nostro territorio». «Infine - chiude la nota Pavesi - non è possibile barattare la salute ed il benessere con fondi destinati alla realizzazione di opere pubbliche e attività per le frazioni in questione: traffico, inquinamento e rischi per la salute non possono essere certo messi in secondo piano da alcuna cifra. Inoltre, vedremmo aumentare il lavoro precario, episodi di caporalato e la manovalanza straniera, con alcune sigle sindacali pronte a battaglie fuori da ogni logica, ma utili solo alla conservazione dello status quo. Come CasaPound ci opporremo a questo processo volto a rendere Piacenza un unico grande magazzino».

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