«Ci vogliono almeno due milioni di voti alle Primarie»

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando al Circolo culturale 4 alla Farnesiana in vista delle Primarie Pd di domenica 30 aprile: «Il Pd ha bisogno di un segretario a tempo pieno»

Giulia Piroli e Andrea Orlando

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha fatto tappa questa mattina al circolo culturale 4 alla Farnesiana in vista delle Primarie del Partito Democratico. Lo spezzino è infatti uno dei tre candidati alla segreteria del partito, insieme a Matteo Renzi e Michele Emiliano. Orlando, accolto dai sostenitori piacentini della sua mozione – capeggiati dall’assessore alle politiche scolastiche Giulia Piroli, ma c'erano anche Andrea Fossati, Annalia Reggiani e Marcello Petrini -, ha parlato al circolo nella mattinata del 24 aprile. Il primo pensiero, parlando alla stampa, è andato alla liberazione in Turchia del reporter italiano Gabriele Del Grande. «C’è grande soddisfazione – ha spiegato Orlando - perché ritorna un nostro concittadino, un professionista che si batte per una informazione libera. Naturalmente non può che suscitare preoccupazione comunque la situazione che si è creata in Turchia. Ci sono ancora molti giornalisti nelle carceri turche, con diversi pretesti. Ci deve far mantenere alta la preoccupazione».

Altro tema del giorno è il risultato del primo turno francese, con l’approdo al ballottaggio di Emanuel Macròn e del Front National di Marine Le Pen. «Penso che sia una notizia positiva: la Le Pen non ha sfondato, l’ondata parafascista non ha sfondato, una forza che avrebbe messo in crisi un percorso di integrazione europea. Macron è un candidato che crede con forza nell’Europa, noi tifiamo lui al ballottaggio». Il Partito Socialista francese però ha raccolto pochi voti. «Scompaiono le forze di centrosinistra e sinistra. Quando s’insegue la destra sul terreno dell’euroscetticismo, vengono premiate le forze che sono coerenti in questo. È una lezione anche per l’Italia. L’Europa non è un posto dove andare a battere i pugni, è un luogo dove mettere il cuore e la nostra passione».

Domenica 30 aprile si vota per le Primarie. Orlando nelle ultime ore ha polemizzato con Renzi sulla possibile affluenza ai seggi del partito. «Non sono polemiche – precisa il ministro-candidato - l’altra volta gli iscritti erano 600mila e i partecipanti alle Primarie tre milioni. Abbiamo perso un pezzo degli iscritti nel frattempo, credo perciò che la soglia giusta sono i due milioni di votanti. Andare sotto questa soglia significa che il partito dà qualche segnale di affaticamento. Così si renderebbe più problematica la corsa alle Amministrative e alle prossime Politiche». Altra osservazione di Orlando è quella sulla necessità di un segretario a tempo pieno, non impegnato nella corsa al Palazzo Chigi. «Non basta che stia scritto nello statuto questo – ha precisato -  andiamo verso un sistema politico meno maggioritario del passato, occorrerà fare una coalizione e dedicarsi alla sua costruzione, e anche dedicarsi un po' al partito che non mi pare in condizioni eccezionali. Quella di non candidarmi a diventare premier è una mia scelta, è una condizione necessaria per mantenere quella vocazione maggioritaria che il Pd vuole fin da sempre. Ci vuole un segretario a tempo pieno per un Pd pluralista».  

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